Il Premio Tenco 2024 si chiude, con una serata finale ricca di stelle della musica italiana. Presentata da Antonio Silva e Francesco Centorame, con la bellissima scenografia di Valerio Berruti, dedicata all’innocenza dell’infanzia, ha voluto mettere al centro il cantautorato, oggi più che mai un tesoro da preservare nel panorama della musica italiana e internazionale.
Il pubblico del Teatro Ariston ha cantato, insieme a Francesco Tricarico, il provocatorio testo-canzone che nel ritornello faceva “Mi state tutti immensamente, profondamente sul cazzo“, una dedica spinosa alle tante contraddizioni della nostra società: “i miliardari filantropi, la globalizzazione, i pacifisti che fanno la guerra, a quelli che siccome stai facendo esperienza non ti pagano, al politicamente scorretto. Ma i nostri e vostri figli salveranno il mondo“.
Il Premio Tenco all’operatore culturale è stato assegnato a Caterina Caselli, “una donna che ha saputo trasformarsi da star internazionale a imprenditrice che ha curato i migliori artisti italiani“, ha detto Silva.
A consegnare il premio il produttore discografico Stefano Senardi: “è un piacere immenso, ti sono grato ma penso che tutti dovremmo ringraziarti per il rispetto che ci hai insegnato per la buona musica“. “Ho messo il vestito delle grandi occasioni – ha affermato Caterina Caselli – per me questo premio ha un significato unico che racchiude tanti anni di lavoro. Volevo fare agli altri ciò che avrei voluto fosse fatto a me quando cantavo. La musica si divide in due: buona e cattiva, ma ma l’importante è la qualità e la ricerca“. Per salutarla, la prima delle standing ovation della serata.
Subito dopo, spazio alla musica mondiale con il Premio Tenco Internazionale 2022 al cantautore russo Jurij Ševčuk, che in quell’anno non poté ritirarlo a causa del conflitto. Simbolo rock dell’Unione Sovietica degli ultimi 40 anni, è un artista che riempie gli stadi. Tra le motivazioni del premio, “la sua voce ha denunciato la brutalità delle guerre, è esempio di coerenza e coraggio“. L’artista ha presentato vari brani tra cui “La pioggia“: “meglio il suono della tempesta di quello dei cannoni“.
Quindi sul palco sono saliti Simone Cristicchi e Amara, aprendo con il brano “Le poche cose che contano“. Poi Amara ha eseguito una delle sue canzoni più note (seconda a Sanremo 2017 interpretata da Fiorella Mannoia), introducendola così: “questo è un momento particolare perché qualche anno fa ho scritto una canzone che mi ha cambiato la vita“. Cristicchi ha spiegato che “da 3 anni portiamo in giro uno spettacolo dedicato al maestro Franco Battiato” e poi i due artisti hanno cantato “L’ombra della luce” con una parte in aramaico. Per loro, la seconda standing ovation della serata.
Il Premio Siae 2024 è andato al grande Ivan Graziani, scomparso troppo presto, che, hanno citato nella motivazione “ha impresso una vera rock alla musica italiana, tra ironia pungente e dolce malinconia”. La targa, consegnata da Roberto Razzini, riproduce il primo brano che Ivan ha depositato in Siae nel ’72, “Oh nostalgia” con Herbert Pagani, altro grande autore scomparso troppo presto. Sul palco il giornalista Andrea Scanzi ha sottolineato che “Ivan era sottovalutato forse perché era molto avanti, tanto che oggi viene premiato 50 anni dopo. Sapeva creare un mondo tutto suo, aveva una scrittura cinematografica, cantava l’universo femminile“. Presenti a ritirare il premio i figli Filippo e Tommaso, che hanno parlato di “Ottanta. Buon compleanno” (il tour per il papà Ivan da marzo) e poi si sono esibiti in un medley di brani iconici: “La canzone dei marinai“, “La rabbia“, “Pigro e “Lugano addio”. Per loro e per papà Ivan, il pubblico si è alzato per la terza standing ovation.
Spazio quindi ai nuovi talenti con Irene Buselli, giovane cantautrice genovese dalla particolare e deliziosa modulazione vocale e dalla scrittura introspettiva, che ha interpretato diversi suoi brani tra cui “Così sottile“, che ha spiegato così: “quando l’ho scritta pensavo che la mia voce fosse troppo sottile per essere ascoltata, invece oggi sono qui davanti a voi“.
Infine, l’atteso protagonista vincitore del Premio Tenco: Samuele Bersani, cui è stato dedicato il prestigioso riconoscimento perché, “da subito è apparso come un predestinato, originale per necessità“. Bersani è stato premiato da Mimmo Locasciulli: si sono incontrati per la prima volta su questo palco; un Premio Tenco che ne conferisce un altro (Mimmo l’ha vinto la sera prima) e che di Bersani ha detto: “hai una compostezza nei modi che oggi non guasta“. Samuele ha ricevuto nella sua carriera ben 5 targhe Tenco, “ma non siamo parenti – ha scherzato – anzi sono il peggio vestito e non sembro neanche io il premiato. La prima volta che vinsi avevo appena scritto “Il mostro” e mi chiamò Amilcare Rambaldi. Premetto che questo teatro lo vivo un po’ male perche qua dentro è stata l’ultima volta che ho visto Lucio Dalla. Più cresco e piu’ mi aumenta l’ansia“. Bersani ha regalato 3 brani al pubblico: “En e Xanax“, “Barcarola albanese” (che non fa spesso dal vivo ma che Dalla amava molto) e il capolavoro “Giudizi universali“. “Ognuno ha la sua canzone rappresentativa, ma a volte è più per gli altri che per te. Eppure ancora sbagliano il ritornello – ha detto con un sorriso – è “potrei ma non voglio”, non “vorrei ma non posso“.
Dopo la quarta standing ovation della serata, il pubblico ha chiesto il bis, ma Samuele si è schermito: “no, le cose son belle quando son belle“. Poi, vista l’insistenza, ha detto: “va bene, ma faccio solo qualcosa al pianoforte. Ho preso una medicina che mi fa male e sono tutto sudato. Datemi un bicchier d’acqua e il libro dei testi. Vi farò un brano del ’91 che Gino Paoli giudicò acerbo. Dopo 2 mesi lo feci sentire a Dalla che in lacrime, dopo dieci giorni mi fece cantare nel tour“. E, con piano e voce, ha salutato il 50esimo Tenco con la poetica e intensa “Il mostro“.
Cala così, con una serata finale dall’elevato tasso emozionale, il sipario sul Premio Tenco 2024.
Giornalista professionista dal 2010, Laureata in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con un Master in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale. Nella sua carriera ci sono quotidiani, radio (RTL 102.5), tv locali, periodici sia cartacei che web, uffici stampa. Nata e cresciuta a Varese, ha seguito il richiamo della Città dei Fiori (ma soprattutto della musica, sua principale passione) e si è trasferita a Sanremo, la città del Festival della Canzone Italiana, che segue come inviata da diversi anni.
