Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 delle nuove uscite musicali del 10 aprile 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi, da ascoltare subito!
Primo Ascolto 10 aprile: la Top 10 delle nuove uscite
10 – PAOLA IEZZI – Stessa direzione
Insiste sul lavoro solista e questa volta si discosta dall’electropop verso sonorità più alla Taylor Swift. Funzionerà?
9 – BUNGARO – Briza morena
Più affermato come autore che in voce, torna a pubblicare un disco interamente suo, trainato dall’atmosfera brasiliana di questa elegante bossa, sul cui modo di cantare sussurrato appoggia la voce senza bisogno di inseguire potenza non nelle sue corde.
8 – SERENA BRANCALE ft. Levante, Delia – Al mio paese
Distante anni luce da un Sanremo sostanzialmente da dimenticare, avendo spiazzato il pubblico con un brano melodico pur dal significato molto sentito per lei stessa, ritorna a esplorare suggestioni mediterranee, in maniera meno leggera della “Serenata” dello scorso anno, ma sempre mescolando sonorità e ispirazioni.
7- BLACK KEYS – Where There’s Smoke, There’s Fire
Attacca l’autoradio e viaggia negli spazi aperti… Ah già, le radio non passeranno questo brano, come al solito…
6 – TEDDY SWIMS – Mr. Know-it-all
La voce vintage-soul per eccellenza mette fuori un brano più ritmato ma introspettivo, con le consuete atmosfere derivate dagli anni ’60, finendo per firmare un brano avulso da ogni tempo, che sarebbe interessante, ma cui manca forse un pizzico di forza di scrittura per renderlo memorabile.
5 – BRUNO MARS – Risk it all
Già ora di un nuovo singolo, nonostante “I just might” viaggi benissimo. Ma l’album “The romantic” impone di lanciare anche un brano in tale veste. Appunto il nuovo singolo, uno dei suoi tipici “pastiche” in cui mescola mille clichè già sentiti in canzoni di tutti i tipi fino a risultare autonomo dai modelli. Sa tutto di già sentito, ma che bello sentire in un brano almeno 20 accordi diversi, una volta tanto. C’è un vago gusto latineggiante di classe, forse più italiano che spagnolo, pensando a certe composizioni di cantautori anni Sessanta, filtrati per il gusto americano e per le chitarre soliste di tipo.
4 – PROMESSA ft. Franco 126 – Ordinaria follia
Rap contemporaneo, urban molto più rivolto all’hip hop classico che alle contaminazioni. Canta il disagio e l’incomunicabilità, la solitudine e l’alienazione. E non ha banche minimo ritornello pop, solo la reiterazione del gancio rappato. Interessante anche per questo.
3 – NAYT – Forte
A sorpresa o meno, è suo l’album più venduto finora tra i dischi pubblicati da artisti in gara al Festival di Sanremo. Questo brano, decisamente più “colorato” e ritmato del riflessivo singolo sanremese, è una dichiarazione d’amore con desiderio di conferma, da urlare appunto “forte”. Direzione urban e scrittura cantautorale, in lui fuse in modo decisamente convincente.
2 – GIUSY FERRERI – A due passi dal mare
Sigla di una nuova fiction Rai, si ispira al pop orchestrale italiano anni Sessanta. E vuoi vedere che Giusy trova la dimensione giusta per una potenza vocale che fatica ad esprimersi nell’angustia del pop elettronico? C’è classe, atmosfera, nostalgia e anche un po’ di voglia d’estate. E la conferma che la contemporaneità sia più vicina al pop orchestrale che non al rock.
1 – LADY GAGA & DOECHII – Runway
Del tutto inaspettato esce un duetto insospettabile, ma è la colonna sonora della nuova versione del film “Il diavolo veste Prada”. Pop elettronico raffinato e deciso, con uso brillante del rap e una quantità di autori pazzeschi, tra cui le stesse interpreti e Bruno Mars. Sapore di revival anni Zero, ebbene sì, ma anche tanta energia da passerella, perfetto per sonorizzare locali e serate estive.


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