Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 delle nuove uscite di venerdì 23 ottobre, secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi e bocciati, da ascoltare subito.
Primo Ascolto 23 ottobre: la Top 10 delle nuove uscite
10 – Angelina Mango – Vita da adulti
Ok, si cresce, si cambia, ci sono stati problemi di stress, ma dal torpore bisognerà prima o poi uscire. Quello che sorprende è come una cantautrice che pareva nata per portare energia e gioia nei suoi primi dischi si sia avvitata in un costante lamento introspettivo. E il riferimento non è nemmeno ai contenuti dei testi o al pezzo, che è pure ben scritto e non banale, ma proprio al pigolio malinconico con cui lo interpreta. Certo, se uno non è sereno è difficile che sprizzi allegria su un palco. Ma che colpa abbiamo noi?
9 – Zach Bryan ft. Lana Del Rey – Lies
Quota relax o quota abbiocco della settimana, decidete voi. Certo la strofa tra “With or without you” e “Wherever you will go” aiuta a tenere desta se non la persona in ascolto, almeno un briciolo della sua attenzione. La tensione viene ben preparata dalla melodia sul piano, pur suonato da uno che ha imparato a fare il giro armonico la settimana scorsa, ma nel momento in cui ti aspetti che accada qualcosa entra Lana e, pur avvolgente, assopisce come se a cantare fosse la palla rosa dei Pokemon. Peccato, il pezzo è buono.
8 – Sophie & the Giants – Wreck of me
Torna la cantautrice inglese più famosa in Italia che nel resto d’Europa, o almeno questa la dimensione a cui si è ristretta dopo un’ottima partenza. Peccato, perchè sbaglia raramente i pezzi e non tradisce le attese. Qui cerca di evolvere il genere aggiungendo velocità e freneticità al pezzo, che sembra un po’ un electropop alla Katy Perry che non i suoi consueti funky pop, ma va benissimo, la testa gira e dà energia.
7 – Kygo ft. Ava Max – Before you know it
Una delle strofe più catchy mai sentite da Chromatica di Lady Gaga in qua, cioè da mezzo decennio, pur riecheggiante l’inciso di molti pezzi. Pezzo brillante, caratterizzato da leggeri clap che fanno un po’ folkpop, ma resta una quota electrodance molto interessante, perfetto per le radio.
6 – Clean Bandit ft. TÄRA – La dolce vita
La band dei record, veniva così battezzata dieci anni fa, quando non sbagliava un colpo. Ne ha sbagliati pochi ma il gusto del pubblico è poi cambiato e la moda si è eclissata. Tornano in quota mediorientale, con archi arabeggianti a valorizzare il loro suono peculiare come band (Gli archi sono le chitarre del nuovo millennio, dicevamo tutti ai tempi di “Rather be”). Bellissimo pezzo, in cui l’arabo incontra il latino, l’anglosassone incontra la world music. Diamoci la mano, popoli.
5 – Imael Angel, ft. Cali Bee – Bad times
Dicono sia il brano più suonato al mondo sulle piattaforme e questo fa capire quanto causale sia l’esito degli algoritmi nel formare il gusto del pubblico. A questo punto ridateci l’AirPlay e la pianificazione degli uffici stampa, se questa è la sedicente libertà di scelta. Il brano è un arab-electropop, di cui si capisce poco se non la indiscussa abilità nei vocalizzi da parte della cantante, dal timbro forte e chiaro.
4 – John Legend ft. Clipse – Bodies on the floor
Parte a schiaffo, come se fossimo già a metà strofa, ma quando apre la bocca ha una classe che il resto dei coetanei se la sogna. Certo, paragonato a Stevie Wonder o George Benson non è la stessa cosa, e forse ha un po’ pagato questo, nel momento in cui la popolarità è andata in declino. Ma è sempre un piacere ascoltarlo, anche se non fa pezzi particolarmente strani dal punto di vista armonico. Come non detto, dopo la prima strofa arriva un salto di atmosfera che ti fa dire “che succede?” E rende il brano ancora più bello, rnb secco e discreto, più un bell’inserto rap di Clipse che non è un orpello ma fa molto anni 00.
3 – Leon Bridges – Watch you dance
I big del soul oggi sono questi, e non si capisce perchè la dicitura sia andata in disuso in favore di un più generico e certamente inappropriato jazz. Tocco vintage ma non troppo, solo negli archi del ponte che lega strofa e ritornello, poi entrano le chitarre elettriche e sembra quasi country. Siamo dalle parti di Crazy dei Gnarls Barkley.
2 – Harry Styles – Coming up roses
Come dire, se sono rose fioriranno. Niente a che vedere con la classicità di “Everything’s coming up roses”, leggendario brano dal musical “Gypsy” degli anni ’50, o meglio, qualcosa in comune c’è , ovvero la ricerca di una cifra stilistica senza tempo. E’ un lento, scritto con classe e interpretato con intensità, sostenuto dal pizzicato di archi sintetici. Non mancherà di emozionare, sempre che in radio trovi spazio. Poi entra l’orchestra e si volteggia a coppie, in fondo il ritmo è un 6/8, parente giovane del walzer. Buon anno a tutti.
1 – Teddy Swims – Perfect man
Questa settimana di uscite internazionali non è nel 2026, è nel millenovecentosempreemai….tanti brani dal respiro classico, che in parte hanno il torto di uscire un po’ fuori dal tempo, ma che si fanno notare anche per quello. Resta la curiosità di sapere se fossero usciti a metà secolo scorso quanta strada avrebbero fatto, ma non c’erano per cui la domanda è oziosa. Ah, e tutti con voci pazzesche, come questo fuoriclasse.
