Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 delle nuove uscite di venerdì 25 settembre, secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi e bocciati, da ascoltare subito!
Primo Ascolto 25 settembre: la Top 10 delle nuove uscite
10 – Willie Peyote – Non c’è di che
Dopo Grazie ma no grazie continua nei convenevoli, ma sempre con ironia e intelligenza e leggerezza nel veicolare critica ai costumi, questa volta di coppia. C’è meno funky, meno armonie ricercate, un tono un po’ più cupo e un flusso più da cantautorap. Forse più in linea coi tempi, certamente, ma anche un po’ la sensazione che abbia perso qualcosa in termini di fare ballare e brillantezza, pur essendo un pezzo ironico e interpretato con giusta energia.
9 – Centomilacarie – Monete e bottoni
Una modalità di esprimere l’amore e l’autovalutazione che lascia senza fiato in metafore tipo “Mi sento un errore grammaticale”. Bene anche l’interpretazione vocale, il pezzo però a livello melodico ha un sapore troppo amaro e sonorità quasi epiche. Con un po’ più di dinamica, sarebbe stato davvero interessante. Comunque ascoltate bene quel che dice. Ne ha.
8 – 22Simba – Ne vale la pena
Versione senza il duetto con Sayf, dedicata alla nonna del rapper, brano d’amore sentito e delicato. Per quanto possa esserlo la ruvida espressività di questa generazione.
7 – James Arthur – Waste my tears
Se I talent in Italia sono in cirri e da un lustro non esprimono un vero astro nascente, anche in Uk non va meglio. Una dozzina di anni fa ne usciva un vocione così, che poi ha sempre faticato a trovare materiale all’altezza. Qui c’è un pezzone gospel che farebbe la felicità di Marco Mengoni, che pure canta su registri dai toni opposti, acutissimi.
6 – FRANCESCA MICHIELIN – La mia ragazza
Prosegue nel filone interessante inaugurato sul tema delle streghe e su una ricerca sonora di un rock elettronico con tanto di band al femminile. Peccato però non abbia mutato la pressoché nulla percezione del pubblico sui suoi nuovi lavori. Peccato perchè c’è qualcosa di interessante da ascoltare, ma purtroppo la musica oggi dipende più dal fatto che l’artista sia di moda o meno e non dal contenuto in sè. Sempre stato un po’ così, ma ora c’è meno tempo per tutti.
5 – Jhene Aiko – So good (ft. Kendrick Lamar)
Artista pressoché sconosciuta da queste parti ma pluricandidata al Grammy. Lui invece, per noi italici, fa parte di quella nutrita scia di artisti da citare se si vuole darsi un tono ma di cui quelli che lo citano hanno ascoltato a malapena due pezzi, ma resta un grande della contemporaneità, con tanto di premio Pulitzer per una sua canzone. Questo è un delicato pezzo rnb, che negli anni Zero sarebbe stato salutato come una botta di innovazione e avrebbe avuto un sacco di airplay radiofonico ed oggi invece passerà sotto silenzio. Decidete voi se allora si sopravvalutava tutto e oggi si sottovaluta un sacco di materiale. Noi pensiamo che oggi nemmeno si perda tempo per ascoltare e valutare.
4 – Role Model – High hopes 3000
Nel 2026, che per la velocità con cui la musica pop-rock ha bruciato generi e nomi equivale un po’ al 3000, sentire un brano così fa effetto nostalgia ma anche sorpresa. Un brillante country rock dominato da chitarre di grana grossa e ritornello cantabile .
3 – Sfera Ebbasta – Lontano
Si è parlato più del video realizzato in mezzo alle opere d’arte che del disco, ma questa è una buona notizia per tanti motivi: prima di tutto perchè si parla ancora di videoclip, strumento che agevolava la musica ad arrivare a tutti al di là del contenuto musicale, quando tutti guardavamo le stesse televisioni; poi perché quando un artista che piace ai giovani, indipendentemente dalla sua competenza in termini di arte visiva e pittura porta la bellezza e la cultura all’attenzione può solo fare del bene, con buona pace dei detrattori che pensano che ridurre un quadro a ruolo di icona sia svalutarlo (ma quello della ragazza dall’orecchino di perla come ha fatto ad assurgere all’attenzione anche degli storici dell’arte se non attraverso la popolarità, visto che non era così tanto considerato fino a pochi decenni or sono?); e infine perchè si parla finalmente anche di un lavoro discografico molto atteso, in tempi in cui l’attesa pare non esistere più. Nel merito del brano; Sfera da sempre ha dimostrato di essere qualcosa in più di tutti gli altri, non solo dei trapper. Proprio perchè in un genere ripetitivo come la trap ha sempre saputo fare brani che si distinguessero l’uno dall’altro musicalmente. Qui c’è un salto ulteriore, siamo più vicini al cantautorap da flusso di coscienza, un po’ alla Nayt, meno originale forse in assoluto, ma sicuramente un’altra sfaccettatura evolutiva del suo percorso artistico. Sì, perchè di un artista stiamo parlando, piaccia o no.
2 – Biagio Aantonacci – Spirtualè (ft. Sayf)
Biagio da anni ha ringiovanito postura e repertorio senza inseguire nè le mode nè il suo passato. I suoi album vendono sempre quanto basta, purtroppo le canzoni non bucano oltre la cerchia dei fans, ma sono all’altezza di un cantautore che da quarant’anni sta sulla breccia in maniera eccellente. Qui la collaborazione con uno dei nomi più interessanti e trasversale della nuova generazione, alla ricerca della profondità. Bel ritmo di chitarra gitana, bel testo di una speranza per tempi in cui, come dicono, la musica possa cambiare il mondo. Per ora abbiamo visto solo il mondo svalutare la musica, speriamo bene che sia così e sia grazie a chi continua a farne.
1 – U2 – Silencio
E zitti zitti tornano i quattro componenti della band più longeva della storia (nessun gruppo ha mai resistito vent’anni senza mai cambiare formazione fino agli anni Zero, loro sono insieme da quasi 50). In attesa del nuovo album, una bomba “rock and roll”, visto che oltre all’energia ha pure dentro la carica di divertimento. Un pezzone tipo Vertigo, in cui Bono però sussurra, salvo poi urlare (con riverbero) nel ritornello, dominato dalle chitarre di The Edge mai così cariche. Ma quando lascia i proverbiali vuoti, ragazzi, che slancio alla ripresa…e il verso “It’s devil rock and roll” riannoda 70 anni di storia del genere che cambiò il mondo.
