Primo Ascolto; scopriamo la Top 10 (+3) delle nuove uscite musicali del 3 luglio 2026 secondo Stefano Brocks: ecco i brani promossi e bocciati, da ascoltare subito!
Primo Ascolto 3 luglio: la Top 10 delle nuove uscite
13 – Fabio Rovazzi ft. Arisa, Nino D’Angelo – Costiera Amalfitana
OK, anche una volta andavano in classifica trovate come i brani di Pippo Franco, a lottare anche al primo posto in hit parade con i Bee Gees. Ed anche i brani di Rovazzi per un breve periodo erano hit micidiali, pur non essendo canzoni nel senso stretto del termine. Da un po’ di anni però sono diventate parodie, sia di altri artisti, che dei contenuti, che, purtroppo, di Rovazzi stesso. E infatti non se le filano più in tanti.
12 – Gayle – Junebug
Eccola qui, la cantautrice che mandava affanculo tutti (no censura, era proprio il cuore del testo della sua Abcdefu, successo enorme di appena cinque anni fa e oggi fortunatamente quasi dimenticata). Qui ci mette un po’ più di scrittura allegra e chitarre come se diluviasse, pur con la strofa da ambarabacicicò. Parla di una persona che si attacca come una cimice e dice che se la accettiamo è perché ci va bene.Ok.
11 – Giuse The Lizia – Su x giù
Escluso sciaguratamente dalla sezione Giovani di Sanremo proprio nell’anno in cui garantiva il maggior numero di accessi alla fase finale, ha faticato ad imporsi pur avendo molto da dire, molto di più di tanti colleghi che si atteggiano a indie e strascicano canzoni banalissime. Questo è un altro singolo potenzialmente forte, nulla da invidiare a chi sta in classifica, se non il riconoscimento, ecco.
10 – Francamente – Cattedrale
Un tempo i talent lanciavano interpreti fra loro intercambiabili e in un amen si costruivano carriere enormi, adesso nessuno pare accorgersi che in quei concorsi passano cantautori/trici di grande potenziale, ciascuno con personalità identificabile, se solo si volesse lavorarci sopra con calma per costruirci buone carriere. Questa artista ha un discorso personalissimo, tra cantautorato pop più raffinato, tipo il Battiato per Alice e Giuni Russo o tutto Battisti, ed electropop e non pare mancarle nulla per il passo definitivo. Il pezzo non è immediato, ma a successivi ascolti ogni volta si fa apprezzare per nuove sfumature che si colgono.
9 – Jubel – Ocean house
Attenzione a non confonderli con Klingande, che fecero una canzone intitolata come il loro nome. Brano dance pop fischiettato, buono per degustare un ghiacciolo al fresco.
8 – Alok, Jennifer Lopez
Everything’s Fine – Collaborazione di lusso tra uno dei dj tropical più rinomati e la celebre cantante-attrice, che qui trova anche una nuova vocalità al servizio del ritmo. Parte un po’ “tamarro” ma si raffina lungo il tragitto. Buon numero dance elegante.
7 – Kasabian – Superpowers
Ecco un altro gruppo che se fosse nato vent’anni prima sarebbe nel mito e non perchè il suo sound si rifaccia a stili pregressi. Una delle colpe dell’evo moderno pare stare nel non replicare mai se stessi e fare ricerca compositiva e sonora. Questo potenzialmente ha un chorus da anthem, un inno.
6 – Gianna Nannini ft. Marracash – America, inc.
Un’autocelebrazione, privilegio per pochi che possono farsi un tributo da soli. Privilegio perchè significa avere significato qualcosa, perchè significa avere personalità non imitabile, perchè significa essere soprattutto ancora vivi. La Gianna non è certo vecchia, men che mai musicalmente, e ripropone il suo manifesto, un brano che oggi chissà quante polemiche ipocrite avrebbe fatto sollevare. Alla faccia di chi dice che il linguaggio esplicito è prerogativa dei rapper. Anche l’inserto di Marra, riferito a un’America oggi ben diversa da un tempo, è perfetto. Bellissimo il finale scritto ex novo. Unica cosa: difficile capire il perchè di questa operazione, visto che non è nè un anniversario dell’uscita originale nè ci sono in vista nuove pubblicazioni della Gianna. Sono comunque 50 anni dal suo primo disco e allora ne viene celebrato uno successivo.
5 – Steve Lacy ft. Sza – Is it cool?
La meraviglia che donano artisti che hanno ancora voglia di cercare soluzioni nuove nel filone rnb jazz. Un fuoriclasse che ogni volta sorprende, abbinato alla voce femminile più affascinante ma che ha anche meno raccolto rispetto a quanto dimostrato. Ecco, il punto è proprio la domanda del titolo. Questa musica è “figa” a sufficienza? O si riduce a “fighetta” per chi cerca un tappeto sonoro giusto senza prestare attenzione e poi appena girato l’angolo ascolta nazionalpopolare?
4 – La Niña – Ràreche
Che meraviglia la nascita di una grande artista che ripesca linguaggi popolari e d’autore d’int’e viche ‘e città soja. E se qualcuno ha colto questa citazione coglie anche il riferimento che immediatamente scatta all’ascolto dei suoi brani. Se Teresa De Sio mischiava col blues, lei ha ritmi latini e ritmiche hip hop come influenza, ma le usa con grande parsimonia, facendo pensare a costruzioni ritmiche e melodiche della Nuova Compagnia di Canto Popolare. A proposito, come da titolo, di radici. Ma possibile che con artiste così o come Geolier, l’icona napoletana più popolare oggi sia Sal Da Vinci e il neomelodico, che pesca più nel nazional popolare che nella storia musicale della sua terra?
3 – Geolier – 1H
Una hit annunciata, già in classifica come informale estratto dall’album per il gusto del pubblico delle piattaforme. Pezzo fortissimo, sonorità americane rnb con settime maggiori, ma soprattutto il piacere di sentire un flow fatto come si deve e una lingua tronca che suona perfetta in quel contesto. Anche i picchi melodici restano impressi, accendendo però una lampadina in chi ricorda uno sciagurato duetto tra Tina Turner e..Antonio Banderas, il cui tema assomiglia pericolosamente al ritornello di questo brano, che comunque resta fortissimo ed esaltante di forza propria.
2 – Birthh – Più in alto
Qualcuno osa ancora dire che gli artisti più avanguardisti non sanno scrivere brani di successo? Forse basta solo dargli spazio e tempo per valorizzarli. Questa è forte, sia la canzone che la cantautrice. Groove coinvolgente, vocino ironicamente delicato e testo pungente.
1 – Madonna – Danceteria
Esattamente quello che ci si poteva aspettare da Confessions on a dancefloor volume 2. Tutto ritmo, atmosfera, un minimo di melodia memorizzabile. Bring your love, dopo qualche giorno per entrare nel modo, si è rivelato un bel pezzo e questo sarà ancora più immediato. Bei suoni, bella interpretazione, c’è energia, eleganza, creatività. Unico dubbio: Madonna oggi ottiene massima considerazione come artista dance, quando invece è sempre stata la più nobile espressione del pop. Ma in quel filone non le viene più data credibilità, visti anche gli ultimi album. Difficile da spiegare. Intanto godiamoci la febbrile serie di aspettative altissime per questo disco che, in quanto prodotto dance, risulta il più atteso del decennio. Quando l’attesa vale più del prodotto stesso, per fare personaggio, per fare evento, per fare…pop.
