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Pupo si racconta: “Il gioco d’azzardo mi ha portato sull’orlo del baratro”

Pupo Insieme

Una vita sotto i riflettori, tra successi musicali e momenti difficili; Pupo, all’anagrafe Enzo Ghinazzi, torna a parlare senza filtri della sua dipendenza dal gioco d’azzardo, una piaga che ha segnato profondamente la sua esistenza e i suoi affetti più cari.

In una recente intervista a La Nazione, il cantante toscano ha ripercorso l’origine della sua ludopatia, nata in adolescenza all’interno di un circolo frequentato dal padre, che in realtà era una bisca clandestina: “Lì ho visto famiglie rovinate. Io stesso ho bruciato cifre enormi, fino a 200 milioni di lire in pochi minuti. In totale, avrò perso almeno cinque miliardi”.

Il vizio del gioco ha lasciato cicatrici profonde, non solo economiche: “Ho messo in crisi i rapporti con le persone a me più care: mia madre, mia moglie, le mie figlie, la mia compagna, mia sorella”. Il punto più basso? “Negli anni Ottanta ho persino pensato al suicidio. Volevo solo vincere per saldare i debiti con le banche. Ma proprio lì ho capito che era il momento di cambiare”.

A salvarlo è stato il lavoro, che gli ha restituito dignità e autostima. Oggi Pupo non gioca più, ma confessa: “La mia paura più grande è sempre quella di ricaderci. Però ho imparato a dominare quel demone, e ne sono fiero”.

Il messaggio che lancia è chiaro: “Per aiutare chi soffre di ludopatia serve l’amore della famiglia. L’unica cosa davvero efficace. Se lasci soli questi individui, si perdono”.

In chiusura, anche un aneddoto privato: un recente incontro in aeroporto con Al Bano, dopo un periodo di freddo a causa di vedute diverse sulla guerra in Ucraina. “Ci siamo salutati cordialmente. Mi sono complimentato con lui per aver deciso di tornare a cantare in Russia, proprio come faccio io. E sulla polemica con Romina? Io sto dalla parte di Albano”, ha concluso.

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