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R.E.M., Peter Buck chiude alla reunion: “Quando è finita, è finita”

Michael Stipe

Peter Buck dei R.E.M. racconta la scelta di sciogliere la band nel 2011 e chiude alla possibilità di una reunion: “Non torneremo sul palco per soldi o nostalgia”.

I R.E.M. non torneranno insieme per un tour celebrativo. A ribadirlo è Peter Buck, storico chitarrista della band americana, che in una recente intervista ha raccontato la decisione di chiudere definitivamente il percorso del gruppo dopo oltre trent’anni di carriera.

Per molti fan una reunion dei R.E.M. rappresenterebbe uno degli eventi musicali più attesi, ma Buck è stato molto chiaro: il capitolo della band si è concluso nel momento giusto e non c’è alcuna intenzione di riaprirlo.

“Quando abbiamo deciso che era arrivato il momento di smettere, ci siamo sentiti tutti bene. Era la nostra storia: aveva avuto un inizio e una fine”.

La decisione arrivò nel 2011, quando Peter Buck, Michael Stipe e Mike Mills annunciarono lo scioglimento dopo una carriera iniziata nel 1981 con il singolo “Radio Free Europe”. Un percorso che avrebbe portato i R.E.M. a diventare una delle band più influenti del rock alternativo internazionale, soprattutto grazie al successo mondiale di album come “Out of Time” del 1991 e brani iconici come “Losing My Religion”.

Peter Buck: “Non voglio tornare per soldi o nostalgia”

I R.E.M. avrebbero potuto continuare a lungo con concerti e tournée, ma hanno scelto di fermarsi lasciando un’eredità artistica intatta.

“Ero soddisfatto del nostro ciclo, ed eravamo tutti abbastanza giovani da poterci dedicare ad altri progetti”.

Il chitarrista ha spiegato di essere orgoglioso della storia costruita insieme agli altri membri della band.

“Siamo arrivati alla fine del nostro percorso, e oggi siamo più impegnati che mai. Siamo fieri di quello che abbiamo fatto”.

Buck ha poi escluso qualsiasi possibilità di una reunion motivata dal successo economico o dalla nostalgia.

“Non voglio fare dei tour per soldi o per fama o per soddisfare il mio ego”.

E ancora:

“Non voglio far parte di una band che suona a Glastonbury canzoni di 40 anni fa. Non ho bisogno di soldi, e per quanto riguarda l’ego ho avuto abbastanza applausi per almeno dieci vite”.

Nonostante la fine della band, i quattro musicisti hanno continuato a dedicarsi alla musica attraverso nuovi percorsi.

Peter Buck ha avviato il progetto “Drink the Sea” insieme ad Alain Johannes dei Queens of the Stone Age, Barrett Martin degli Screaming Trees e Duke Garwood. Mike Mills è invece impegnato con la formazione Howl Owl Howl, insieme a Darius Rucker degli Hootie and the Blowfish e Steve Gorman, ex batterista dei Black Crowes.

Michael Stipe, invece, lavora da tempo al suo primo album solista con il produttore Andrew Watt, anticipato dai singoli “I Played the Fool” e “The Rest Is Ever”.

Nessun tour celebrativo: “Quando è finita, è finita”

I R.E.M. sono recentemente tornati insieme solo in occasioni speciali, come la cerimonia di ingresso nella Songwriters Hall of Fame, dove Peter Buck, Mike Mills, Michael Stipe e Bill Berry hanno condiviso nuovamente il palco.

Il gruppo ha inoltre partecipato a un concerto celebrativo ad Athens, la città natale della band, suonando insieme alla cover band guidata dall’attore Michael Shannon e Jason Narducy.

Un momento speciale, ma non l’inizio di un nuovo capitolo.

“Ci offrono milioni di dollari per tornare sul palco insieme, ma noi lo facciamo gratis”.

Peter Buck ha infine paragonato la scelta dei R.E.M. a quella di poche altre band capaci di rispettare la propria storia fino in fondo.

“Siamo l’unica band al mondo insieme agli Smiths che non farà concerti celebrativi, un tour di addio o altre schifezze del genere. Quando è finita, è finita”.

Una decisione controcorrente in un’epoca in cui molte grandi band scelgono di tornare sul palco per celebrare il passato. I R.E.M., invece, hanno scelto di lasciare intatto il valore del proprio percorso: una storia conclusa, ma ancora profondamente viva nella musica e nei fan.

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