Il nuovo tour di Renato Zero sta già attirando l’attenzione dei fan in tutta Italia; un dettaglio, però, non è passato inosservato: l’assenza di una tappa a Milano. A chiarire la situazione è stato lo stesso artista, che con la consueta ironia ha risposto alle domande dei giornalisti.
Il cantautore ha spiegato così la scelta:
«Era tutto pieno, non c’era più una camera d’albergo. Io volevo il Forum di Assago, e prometto che ci sarò, appena sarà libero. Milano non può mancare, ma niente San Siro: gli stadi non mi piacciono, mi rendono miope, non vedo il pubblico».
«Io voglio toccare, annusare, scendere in platea. Negli stadi le persone diventano capoccette piccole, piccole. Io preferisco spazi dove la comunicazione è vicina e ossigenante».
Milano, quindi, non è esclusa dal futuro dell’artista: semplicemente la data sarà rimandata, con l’obiettivo di tornare al Forum di Assago, una location da lui considerata ideale per il contatto diretto con il pubblico.
Nel corso dell’incontro, Renato Zero ha affrontato anche il tema del business discografico:
«Dobbiamo tenere calmi i discografici e gli editori che ci buttano nella mischia solo per fare profitto. Dobbiamo cercare di non farci sporcare. Io ce l’ho fatta».
Un invito chiaro a preservare l’integrità artistica e a non lasciarsi travolgere dalle logiche di mercato.
Zero ha inoltre riflettuto sul suo percorso artistico:
«Nel mio percorso è emerso un errore di fondo: ho anticipato troppo i tempi ed è successo fin dall’origine, fin da quando mi esponevo con teoremi non comprensibili. Il mio orologio è sempre stato avanti. Questo è stato un dato che ha messo in crisi il mio operato. Quando sei avanti la gente ti guarda strano e non aderente dal tempo. Quando ho cantato la pedofilia mi guardavano male perché pensavano fosse un tema non rilevante. Io ho sempre solo raccontato la vita e un vivere difficile».
Parole che confermano ancora una volta la sua volontà di affrontare anche argomenti scomodi, senza paura di essere frainteso.
Infine, il cantautore ha condiviso la sua visione sul presente e sul futuro:
«L’OraZero di Renato è l’OraZero di tutti. Questa è una situazione talmente allucinante. Siamo prigionieri di forze che non possiamo controllare. Il futuro è poco chiarificatore. Non abbiamo il potere di sovrastare certi pericoli che arrivano da certe scelte politiche. Si va indebolendo la nostra autonomia. Questo mi spaventa».
Un messaggio forte, che unisce arte e consapevolezza sociale, dimostrando ancora una volta come Renato Zero non sia soltanto un interprete, ma anche una voce critica del nostro tempo.
Renato Zero, il calendario de “L’OraZero in tour”Qui il calendario del tour 2026 e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
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