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Renato Zero presenta il nuovo album “L’OraZero”: un manifesto di libertà e resistenza artistica

Renato Zero presenta L’OraZero, il nuovo album di 19 brani in uscita il 3 ottobre 2025: un manifesto di pace, libertà e resistenza artistica che racconta la sua visione tra musica, spiritualità e diversità. Qui il link per l’acquisto di una copia fisica.

C’è sempre un momento giusto per ricominciare, e per Renato Zero questo momento si chiama L’OraZero. In uscita il 3 ottobre 2025 per Tattica, il nuovo album d’inediti segna un ritorno in grande stile per l’artista romano, che ancora una volta sceglie la musica come veicolo privilegiato per raccontare il presente, immaginare il futuro e dialogare con il suo pubblico. Un disco monumentale, composto da 19 brani, che si presenta come un viaggio personale e collettivo, fatto di riflessioni, contraddizioni e nuove prospettive.

“Sto diventando adulto allegramente. Ogni volta che sforno un titolo, ecco che gli occhi mi brillano di nuovo! Anche questa volta. Evviva!”, ha detto Zero presentando il progetto, confermando quell’entusiasmo instancabile che lo accompagna da oltre cinquant’anni di carriera.

Il titolo L’OraZero non è casuale, ma racchiude un senso di rinnovamento, di inizio e di coraggio. Zero lo racconta come un lavoro di scavo interiore e di affermazione artistica:
“Mi affaccio con questo lavoro impegnativo. Diciannove brani che rappresentano la mia voglia di cambiamenti, anche molto individuali. Per me è un modo di farmi largo in una routine statica. Io mi sento in diritto e in dovere di esprimere i miei pensieri.”

Un’idea di musica che diventa al tempo stesso rifugio, specchio e strumento di resistenza. “Per me la pace è innanzitutto interiore. Non può essere soltanto una manifestazione collettiva: ognuno di noi ha il dovere di ricercarla dentro di sé.”

La pace come pratica quotidiana

Zero non ha paura di affrontare il tema della pace, oggi più che mai urgente. “Noi dobbiamo fare i conti con il quotidiano. Basta guardare il traffico: le macchine che si fermano, la gente che si insulta, un’aggressività diffusa. È lacerante. Non aiuta la volontà di ciascuno di fermarsi un attimo e rimescolare le carte. Io penso che questa pace l’abbia sempre ricercata, e ho sempre fatto il possibile per non eliminarla dai miei propositi.”

E aggiunge: “La mia è una pace anche di un abbraccio, per esempio con la musica, con i miei collaboratori, con il pubblico. Ognuno di noi deve cercarsi dei punti di riferimento. Queste alleanze sono fondamentali per sentirsi più leggeri, più padroni della propria vita.”

Renato Zero cover_L'ORAZERO

I temi di L’OraZero

Il disco, anticipato dal singolo Senza pubblicato il 12 settembre, è un caleidoscopio di emozioni, storie e riflessioni. Ogni traccia racconta un mondo a sé, ma tutte sono legate da un filo rosso che parla di ricerca, autenticità e condivisione.

“In questo momento stiamo colpendo proprio la spiritualità, e dobbiamo ritrovare la strada. Questo è un mestiere impegnativo, in cui non bisogna mai perdere di vista il pubblico e le sue condizioni. La musica deve ritrovare una comunione di intenti tra generazioni e generi musicali. Non è soltanto intrattenimento, è responsabilità.”

Tra i brani spicca Tempo, arricchito dal sax di Stefano Di Battista, che diventa una riflessione sul valore del tempo e sull’urgenza di viverlo appieno. “Ognuno di noi combatte la sua guerra e spesso si rende conto che il nemico è nel proprio animo. Ecco perché abbiamo un urgente bisogno di stabilità e di appartenenza. Io con questo disco ho voluto dare voce a quel tumulto interiore che ci abita.”

L’OraZero nasce da un lavoro corale che vede la partecipazione di firme importanti come Mariella Nava, Alterisio Paoletti, Lorenzo Vizzini e Danilo Madonia. Una scelta precisa, quella di Zero, che conferma la sua apertura e il desiderio di confrontarsi.

“Ho sempre amato le collaborazioni. Non mi sono mai sentito un solista assoluto. Tutto questo nasce dalla volontà di trovare degli alleati per portare i miei messaggi. Da solo non puoi arrivare dappertutto: la musica ha bisogno di complicità, di un gioco di squadra.”

La diversità come forza

Renato Zero non dimentica il tema della diversità, da sempre centrale nella sua vita e nella sua arte. “Oggi i diversi sono tantissimi. Numericamente questa realtà va scalzando moralisti e perbenisti. La diversità è una dichiarazione di guerra. Cerchiamo di sostenere il pensiero, quello più recondito, che trovi la luce per essere considerato una forza e un paracadute.”

Una dichiarazione che si lega alla sua stessa biografia: artista spesso considerato “fuori dal coro”, Zero ha fatto della sua eccentricità una bandiera, trasformandola in linguaggio universale. “Oggi mi sento trasgressivo in una normalità inattesa. Ora si può trasgredire anche con i piccoli gesti. In un mondo di trasgressori, si può trasgredire semplicemente con una voce fuori dal coro.”

Nella sua carriera, Renato Zero ha sempre guardato oltre i confini nazionali, trovando ispirazione in grandi nomi della musica internazionale. “Io ho scelto artisti come Nino Ferrer, Leonard Cohen, Bob Dylan, Nina Simone. Da loro ho imparato che siamo un po’ tutti artisti, ma per esserlo davvero ci vuole un gran lavoro, anche per superare le barriere che il mercato discografico ha creato. Oggi il sistema vuole rendere gli artisti delle marionette. Io mi ci sono vestito proprio per non esserlo.”

Un atteggiamento che rivela la sua natura di outsider, capace di trasformare la marginalità in potere creativo.

L’arte come resistenza

Per Zero, fare arte significa anche assumersi una responsabilità civile e culturale. “La musica è una medicina. Non è fatta per adornare i muri delle stanze, ma per cambiare le persone. Se rinunciamo a questo compito, diventiamo complici di un sistema che vuole appiattire le coscienze.”

In questo senso, L’OraZero si presenta come un manifesto di resistenza, un’opera che non ha paura di parlare di spiritualità, di conflitti interiori, di pace e di diversità. “Abbiamo il dovere di fermarci e di rimescolare le carte. Altrimenti continueremo a vivere in un mondo che ci consuma senza darci nulla in cambio.”

Il rapporto con il pubblico resta centrale per Renato Zero, che lo considera parte integrante del suo percorso. “Io non potrei fare a meno del mio pubblico. È il mio interlocutore più sincero. Con lui condivido gioie, dolori, silenzi e abbracci. Non è una folla indistinta: è una comunità di persone che scelgono di camminare insieme a me.”

Un legame che il disco rinnova e rafforza, offrendo nuove canzoni da vivere nei concerti e da trasformare in esperienze collettive.

Con L’OraZero, Renato Zero firma un’opera coraggiosa, che non si limita a collezionare canzoni, ma propone una visione. È un disco che invita a fermarsi, a guardarsi dentro, a non avere paura della diversità e a trovare nella musica un alleato per affrontare le sfide del presente.

“Non bisogna mai smettere di cercare. È questo che ci tiene vivi. Io oggi mi sento più libero che mai, e spero che questo disco possa essere per gli altri quello che è stato per me: un atto di pace, di ribellione e di amore.”

Un messaggio potente, che conferma ancora una volta la statura di Renato Zero come artista e come uomo. Non un nostalgico del passato, ma un costruttore di futuro.

Aspettando il tour in partenza nel 2026. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

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