Roby Facchinetti saluta Don Antonio Mazzi con un commosso ricordo: l’amicizia, il sostegno alla sua famiglia e il legame con i ragazzi di Exodus.
La scomparsa di Don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità Exodus e storico punto di riferimento per migliaia di giovani, ha suscitato grande commozione nel mondo della musica, della cultura e del sociale. Tra i tanti messaggi arrivati in queste ore c’è anche quello di Roby Facchinetti, che ha voluto ricordare il sacerdote con parole profonde e personali.
Il tastierista e cantante dei Pooh ha raccontato il rapporto speciale che lo legava a Don Mazzi, non soltanto come figura spirituale ed educativa, ma soprattutto come amico presente nei momenti più delicati della sua vita.
“Il mio cuore piange. Ho appena appreso che il mio caro Don Mazzi ci ha lasciati. Per me non se ne va soltanto un sacerdote straordinario. Se ne va un amico vero”, ha scritto Facchinetti sui social.
L’artista ha ricordato gli anni di frequentazione e il sostegno ricevuto dal sacerdote, soprattutto nei periodi più difficili per la sua famiglia: “Ho avuto il privilegio di conoscerlo, di frequentarlo a lungo e di condividere con lui tanti momenti della mia vita. Nei periodi più difficili, quelli che mettono davvero alla prova una famiglia, lui non è mai mancato”.
Un pensiero speciale è stato rivolto anche ai ragazzi della Fondazione Exodus, che Don Antonio Mazzi chiamava semplicemente “i suoi ragazzi”: persone alle quali aveva dedicato tutta la sua esistenza attraverso percorsi di accoglienza, recupero e inclusione.
“Mi auguro con tutto il cuore che ciò che ha creato continui a vivere, che i suoi centri possano andare avanti con la stessa forza e che nessuno disperda un patrimonio umano così grande”, ha aggiunto Facchinetti.
Nel suo ricordo il musicista ha poi condiviso una confidenza ricevuta personalmente da Don Mazzi, legata alla nascita della sua missione. Il sacerdote gli aveva raccontato che, da giovane, aveva chiesto al Comune di Milano uno spazio per accogliere quei ragazzi che la società tendeva a lasciare ai margini. La risposta ricevuta lo aveva portato a scegliere il sacerdozio come strada per realizzare quel progetto di aiuto.
“Tu non hai scelto il sacerdozio per un ruolo o per un titolo. Hai scelto una strada che ti permettesse di amare e di aiutare chi aveva più bisogno”, ha scritto Facchinetti.
Un rapporto nato anche grazie alla musica e alla comune attenzione verso gli altri, con Don Mazzi spesso vicino agli artisti e impegnato nel trasformare la cultura e le canzoni in strumenti di solidarietà.
“Hai fatto tanto. Hai lasciato tanto. Hai donato tutta la tua vita agli altri, e questo è il segno più bello che una persona possa lasciare sulla terra”, ha concluso Roby Facchinetti, salutando con affetto quello che definisce semplicemente “il caro Don”.

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