I Rolling Stones raccontano a Apple Music la nascita di “Foreign Tongues”, il nuovo album tra creatività, collaborazioni, Paul McCartney, Andrew Watt e il futuro della band.
A oltre sessant’anni dall’inizio della loro storia, i Rolling Stones continuano a sorprendere e a guardare avanti. In occasione dell’uscita del nuovo album “Foreign Tongues”, Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood hanno incontrato Zane Lowe per Apple Music per raccontare il processo creativo dietro il disco, le collaborazioni importanti e il segreto di una longevità artistica senza precedenti.
Una conversazione sincera, nella quale la band ha ripercorso il proprio metodo di lavoro, il rapporto con la musica e il desiderio di continuare a sperimentare.
La spontaneità al centro del processo creativo
A spiegare lo spirito con cui sono nate le nuove canzoni è stato Ronnie Wood, che ha sottolineato l’importanza dell’interazione tra i membri della band.
“Credo che la parola chiave sia spontaneità”, ha raccontato il chitarrista. “Partiamo dall’idea base di una canzone, magari Mick arriva con qualcosa e dice: ‘Venite nell’altra stanza, proviamola’. Poi ognuno aggiunge la propria parte e tutto cresce naturalmente”.
Per Keith Richards, il segreto è sempre stato concentrarsi sulla musica senza perdere l’intesa umana: “L’unica cosa con cui combatti sono la stanza e la canzone; finché non combatti con gli altri membri del gruppo, sei a posto”.
Il chitarrista ha inoltre parlato del ruolo della nuova sezione ritmica composta da Steve Jordan e Darryl Jones, definendola una parte fondamentale del nuovo corso degli Stones: “Sono sicuro che Charlie Watts ci stia sorridendo da lassù”.
Steve Jordan e la nuova generazione degli Stones
Dopo la scomparsa di Charlie Watts, la band ha dovuto affrontare una delle sfide più delicate della propria carriera. Keith Richards ha spiegato quanto sia stato importante lavorare con Steve Jordan.
“È stato fantastico portare questa generazione degli Stones su disco”, ha raccontato. “Charlie stesso mi aveva suggerito che, se mai avessi dovuto lavorare con un altro batterista, quello avrebbe dovuto essere Steve Jordan”.
Secondo Richards, il legame con il passato è rimasto fondamentale: “Quando lavoro con Steve sento di lavorare con qualcuno di famiglia”.
Andrew Watt e il legame con “Hackney Diamonds”
Tra i protagonisti della realizzazione di “Foreign Tongues” c’è anche il produttore Andrew Watt, già al fianco della band per il precedente album “Hackney Diamonds”.
“Sono davvero felice di aver incontrato Andrew nel momento giusto”, ha spiegato Keith Richards. “Sa sugli Stones così tante cose che io stesso ho dimenticato e il suo entusiasmo è incredibile”.
Il chitarrista ha rivelato che il nuovo progetto nasce proprio dalle sessioni del precedente disco: “Abbiamo fatto così tanto lavoro su Hackney Diamonds che ci siamo resi conto che avevamo praticamente un doppio album. Abbiamo solo deciso di prenderci una pausa e pubblicarlo più avanti”.
Mick Jagger racconta i temi di “Foreign Tongues”
Nel nuovo album trovano spazio anche riflessioni sociali e personali. Mick Jagger ha spiegato come sia difficile raccontare il presente senza trasformare la musica in un semplice messaggio politico.
“La gente non vuole sermoni, ma puoi inserire questi elementi nelle canzoni”, ha dichiarato il cantante.
Tra i brani più significativi c’è “Ringing Hollow”, una canzone dedicata all’America e alle sue contraddizioni.
“È una canzone d’amore per l’America e per quello che è andato storto”, ha spiegato Keith Richards. “Amiamo ancora tante cose di quel Paese, ma vediamo anche le crepe”.
Jagger ha aggiunto: “Mi ha dato molto ed è fonte di ammirazione, ma significa anche vedere i difetti e i problemi che sta attraversando”.
La collaborazione con Paul McCartney
Dopo la partecipazione a “Hackney Diamonds”, anche Paul McCartney torna a collaborare con gli Stones.
Keith Richards ha raccontato con entusiasmo il rapporto con l’ex Beatles: “A Paul manca davvero molto l’essere in una band. La sua gioia nel trovarsi in quel contesto è fantastica”.
Mick Jagger ha invece sottolineato la versatilità del musicista: “Non riconoscerei il suo stile in quel pezzo. Ha semplicemente capito quello che volevamo fare e ha cambiato marcia”.
IA, futuro e possibile tour
La band ha parlato anche dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel videoclip di “In The Stars”. Keith Richards ha mantenuto un atteggiamento aperto ma prudente:
“Come ogni tecnologia ha i suoi utilizzi, ma può avere anche lati negativi. È un’avventura ancora tutta da scoprire”.
Sul futuro dal vivo, Mick Jagger e Ronnie Wood hanno confermato il desiderio di tornare sul palco.
“Mi piacerebbe tantissimo andare in tour”, ha detto Jagger, mentre Wood ha scherzato: “Sarò là fuori non appena riceverò la mia lettera di convocazione”.
Il segreto della longevità dei Rolling Stones
Dopo più di sessant’anni di carriera, il mistero degli Stones resta la loro capacità di ritrovarsi sempre con la stessa energia.
“Quando torniamo insieme è come se non fosse passato tempo”, ha raccontato Ronnie Wood. “Torniamo in studio come dei bambini”.
Keith Richards ha definito il rapporto con Mick Jagger “una sorta di matrimonio”: “Quando incontri qualcuno che ha i tuoi stessi gusti musicali e la tua stessa sensibilità, il piacere è più che raddoppiato”.
E sul futuro della band, la risposta è ancora una volta aperta.
“Ogni volta che fischia l’inizio io ci sono”, ha concluso Richards. “Ho sempre qualche canzone nel sacco”.
Con “Foreign Tongues”, i Rolling Stones dimostrano ancora una volta di non voler vivere soltanto del proprio passato, ma di continuare a scrivere il presente della musica rock.
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