Le pagelle di tutte le esibizioni sul palco del Foro Italico di Roma per la prima serata del Power Hits Estate 2026
• Gabry Ponte feat. Salmo – Tik tak
Apre la serata Gabry Ponte che anticipa il nuovo San Siro Dance in programma nelle prossime settimane con questo ritorno alla techno più spinta e meno commerciale (quindi lontana da “Tutta l’Italia“) che si incrocia con le rime di Salmo. Solo per chi piace il genere. VOTO: 5
• Tommaso Paradiso – I romantici
Senza nulla togliere a Sal Da Vinci e alla sua bellissima storia di riscatto, questo è il brano che avrebbe dovuto vincere l’ultimo Sanremo perché quello con più possibilità di diventare un classico. E, infatti, escludendo i tormentoni, è anche la proposta tra quelle in gara che ha avuto la tenuta migliore, mantenendosi tuttora in Top20 su Spotify. Riascoltarlo dal vivo cantato all’unisono dalla platea del Foro Italico dà proprio questa sensazione: un classico. VOTO: 8,5
• Giorgia – Medley
“Golpe“, “Il mio giorno migliore” e “La cura per me” che è forse il brano più iconico degli ultimi anni e fa particolarmente piacere sentirlo in una serata del genere, perché sarà tra i pochi momenti davvero emozionanti: medley praticamente perfetto per un’artista letteralmente rinata negli ultimi due anni. VOTO: 9
- Ditonellapiaga – Che fastidio!
Alcuni ce l’avevano presentato come un brano geniale senza accorgersi che si rifà ai classici testi-elenco in stile “Nuntereggae più” di Rino Gaetano o “Una vita in vacanza” de Lo Stato Sociale. Niente di nuovo e così geniale, quindi. E il fastidio del titolo è lo stesso che si prova stasera nell’ascoltarlo per l’ennesima volta. VOTO: 4
• Mace feat. Salmo & Colapesce – Cattive abitudini
Un po’ psichedelico, un po’ elettronico, un po’ indie e un po’ rap: insomma un brano che, da una parte, vuole essere sperimentale e, dall’altra, non si capisce dove voglia andare a parare. VOTO: 5
• Francesco Gabbani – Summer funk
“Summer funk” è Gabbani in purezza. Ritmo tipicamente fresco ed estivo, ma testo ironico e che ha qualcosa da dire a differenza della media delle canzoni del periodo. La performance è da solito animale da palcoscenico. VOTO: 7
• Charlotte Cardin – The way we touch
Ha già ottenuto diversi riconoscimenti a livello internazionale e sul palco, anche vedendola per la prima volta, si capisce subito perché. Veste attuale e radiofonica, velata di una certa raffinatezza ed eleganza presa dal mondo soul. Le nostre interpreti mainstream ossessionate dal tormentone a tutti i costi guardino e imparino. VOTO: 7
• Annalisa – Canzone estiva
Sempre perfetta dal punto di vista vocale ma, raggiunto un certo status, non si può salvarla sempre e solo grazie alla sua vocalità. “Canzone estiva” è una brutta canzone, l’ennesimo tentativo di hit usa e getta che, stavolta, non ha avuto una risposta positiva nemmeno dal pubblico. Un peccato vedere un’artista con le sue potenzialità ormai ridotta a tormentoni e balletti da TikTok. VOTO: 4
- Biagio Antonacci – Medley
Accende subito la platea con “Non vivo più senza te” e, alla fine, la culla con la dolcezza di “Sognami“. Nel mezzo c’è “You & me” che è evidente che non sia tra i pezzi migliori della carriera di Antonacci e non funzioni come le canzoni precedenti ma, nel suo essere senza grandi pretese, rimane comunque un motivetto piacevole da ascoltare e canticchiare. VOTO: 7,5
- Elettra Lamborghini – Bam bam bambina
Quando si seguono questi eventi per commentarli succedono cose strane, tipo quella di dover commentare un’esibizione di Elettra Lamborghini come se lei fosse una cantante e le sue canzoni fossero meritevoli di una recensione. E, alla fine, ti arrendi perché è francamente impossibile darle quel minimo di credibilità che richiede anche una stroncatura. VOTO: NG
- J-Ax – Hippy ya yo (però anche no)
Gli va dato il merito di approcciarsi a queste tinte country, genere del tutto assente dalle classifiche. Il problema è che è difficile trovare un compromesso tra un mondo così poco mainstream, il rap e l’obiettivo, come in questo caso, di pubblicare qualcosa che suoni molto radiofonico a commerciale. A Sanremo ci era riuscito, qui un po’ meno. VOTO: 6
- Pinguini Tattici Nucleari – Sorry, scusa, lo siento
Qui ci troviamo di fronte a quello che sarà sicuramente il tormentone più bello della prossima estate per il suo essere una hit estiva senza comunque riprendere i cliché del genere, ormai stra-abusati, e cercando anzi di proporre qualcosa di nuovo con un’atmosfera gotica a livello testuale. Originali in una serata in cui di originalità ne troveremo ben poca. VOTO: 7,5
- Bambole di Pezza – Porno
La storia delle Bambole di Pezza riassume tutta la tristezza del sistema discografico: oltre vent’anni di carriera ma, per arrivare a calcare questo tipo di palchi, hanno dovuto presentare una versione di loro stesse decisamente addomesticata e farsi scrivere le canzoni, come in questo caso, da Federica Abbate. “Porno” è un brano che vorrebbe suonare rock ma che, in realtà, rock non è. VOTO: 5
• Serena Brancale feat. Levante & Delia – Al mio paese
L’intento di creare appositamente un tormentone è dichiarato e loro non fanno nulla per nasconderlo, ma almeno, con quelle tinte da pizzica pugliese, il brano riesce a suonare diverso dalle altre proposte costruite per l’estate. VOTO: 6
• Eddie Brock – Bel venerdì
Lascia la stessa sensazione di Sanremo: Eddie Brock sa scrivere pezzi forti, con un gran tiro, un bel gusto melodico e dei ritornelli incisivi, ma deve studiare per migliorare le sue esecuzioni dal vivo. In una serata come questa merita, comunque, un voto in più proprio per la bellezza del pezzo che è tra i pochi a non avere la caratteristica della hit estiva studiata a tavolino e perché è anche l’unico a portare sul palco un assolo di chitarra. VOTO: 7
• Bresh – Da Dio
Canzone d’amore leggerina, senza grandi pretese ma che si fa ascoltare senza farti venire la voglia di cambiare canale. E, in un festival estivo, è già tanto. Fastidioso, però, l’eccessivo uso di effetti vocali. VOTO: 5,5
• Emma – Vacci piano, L’amore non mi basta
È la prima volta che Emma canta questo brano da sola e, così, funziona decisamente di più rispetto alla poca amalgama trovata con Rkomi. L’idea è quella di una collaborazione che è stata costruita, sulla scia della viralità de “L’amore non mi basta” (cantata dall’intera platea), per conquistare le classifiche streaming dove, invece, è stata accolta timidamente e ci sentiamo di dire che, in veste solista, questa canzone avrebbe potuto comportarsi molto meglio. VOTO: 7
• The Kolors – Medley
Presentano un lungo medley con “Karma“, “Tu con chi fai l’amore“, “Italodisco” e “Rolling Stones” che non è martellante come le altre hit forse perché non cerca neanche di essere quella cosa lì e, proprio per questo, può accontentare molto di più chi vuole altro dal loro sound ormai del tutto definito, per cui li senti e sai già indiscutibilmente che sono loro. Una rarità di questi tempi. VOTO: 7
• Blanco – Los Angeles
Blanco presenta, stranamente, un brano che non è singolo o almeno, non lo è ancora. Chi scrive è la prima volta che lo sente e, dal vivo, si è avvertita una certa fatica a capire tutte le parole. Cantato sempre troppo biascicato. VOTO: 5,5
• Merk & Kremont feat. The Kolors & Serena Brancale – Partenope
Serena Brancale è da un anno che è praticamente ovunque, si cerca di lanciarla a tutti i costi e ora, dopo un Sanremo andato parecchio male dopo essere entrata da favorita, sono arrivate in soccorso una serie di collaborazioni per provare a mettere da parte quel passo falso. Il problema è che, ogni volta, si presenta in una veste diversa e, quindi, è impossibile capire davvero chi è Serena Brancale. In questo caso lei si inserisce in un mondo che è dei The Kolors e, così, questa collaborazione suona esattamente come tutti i featuring di questo tipo: un prodotto costruito a tavolino, nato più da un’imposizione discografica che da una reale spontaneità. VOTO: 4,5
• LDA & Aka7even – Santa
Le solite tinte latin da prodottino che nasce già con la data di scadenza incorporata. Che noia. VOTO: 4
• Fulminacci – Maledetto me
Piacevole pop con una genuinità figlia più dei primi anni 2000 che dell’oggi. Fulminacci ha scritto cose migliori ma in radio sta funzionando forse grazie alla scia del successo sanremese e, anche stasera, è tra le proposte da salvare. VOTO: 6
- Gigi D’Alessio – Medley
Con Gigi sul palco si verifica quello che abbiamo visto, recentemente, anche sul palco del Radio Italia Live: un momento karaoke, di grande festa. Stavolta da apprezzare anche la scelta che, insieme ad alcuni classici del suo repertorio come “Un nuovo bacio” e “Non mollare mai“, ci sia spazio anche per una proposta che arriva dall’ultimo, meritevole, album, “Un selfie con la vita“. VOTO 7
- Sayf – Buona domenica
È la canzone attualmente prima su Earone e rappresenta, quindi, una conferma per Sayf dopo il successo dell’ultimo Sanremo che l’ha visto uscire da rivelazione. “Buona domenica” è un pezzo fresco velato, però, di una certa malinconia di sottofondo e, a gusto di chi scrive, è superiore al tormentone sanremese. VOTO: 6,5
• Irama – Cabana
Il percorso di Irama sarebbe da studiare: com’è possibile che un cantautore all’inizio parecchio promettente si sia ormai ridotto ad essere un prodotto da tormentoni che, peraltro, non funzionano neanche come vorrebbero? “Cabana” è una gran brutta canzone, scritta male e prodotta anche peggio. VOTO: 3
• Noemi – Tu cosa fai questa sera?
Delusione totale. Si fa veramente fatica a capire il senso di pubblicare una canzone simile, che cerca stucchevolmente il facile motivetto, da parte di un’artista che, in passato, ha già ampiamente dimostrato di saper conquistare le radio senza cadere in prodotti così scadenti e davvero poco personali. VOTO: 3
• Arisa – Rugiada
Si affida anche Arisa a Federica Abbate per un brano che sembra partire bene ma poi sfocia nel solito mood estivo e in quel flow preso dall’urban già proposto e riproposto negli ultimi anni dagli autori del momento e con davvero pochi guizzi. Sembra più un tentativo per dire “per l’estate ci sono anche io, eh…” che una proposta su cui crederci veramente. VOTO: 5
• Sal Da Vinci – Per sempre sì, Poesia
Canta prima “Per sempre sì“, poi il nuovo singolo “Poesia” dove, stavolta a ritmo di bachata che fa un po’ Aventura ai tempi di “Obsesion“, conferma il suo stato di grazia con un brano fresco e assolutamente godibile, pur senza avere la forza di “Rossetto e caffè” e del brano vincitore di Sanremo. VOTO: 7
• Madame – Medley
Si presenta sul palco con un medley di canzoni contenute nel suo ultimo album “Disincanto” e la performance è davvero pessima tra imprecisioni, un autotune talmente preponderante da risultare fastidioso e la solita fatica, da parte dell’ascoltatore, a capire tutte le parole e, quindi, a seguire il discorso. E, per una cantautrice, è un problema. VOTO: 4
• Meek – Fabolous, Beautiful freeks
Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5, ci tiene ogni volta a sottolineare che il Power Hits Estate abbia raccolto il testimone del Festivalbar ignorando, però, che a questo evento manchi tutto l’appeal che aveva il Festivalbar, a livello di interesse del pubblico, di proposta musicale, di conduzione, ma anche di ospiti internazionali. Al Festivalbar c’era davvero il meglio che propone l’estero, qui c’è Meek che, con tutto il rispetto, dà la sensazione di essere la classica artista internazionale che le radio italiane sposano per due-tre pezzi e poi la accantonano. Citofonare LP. VOTO: 5
• Nayt – Forte
Reduce da un Sanremo andato al di sopra delle aspettative a livello di gara, si presenta sul palco con un nuovo singolo abbastanza soporifero che difficilmente può essere una conferma per il pubblico agganciato durante il Festival. VOTO: 5
• Ernia – Berlino, Fellini (con Kid Yugi)
“Berlino” è uno dei successi radiofonici dello scorso inverno ed è forse un po’ fuori fuoco in una serata in cui vengono presentati i successi estivi. È tra quelle proposte che servono, però, per dare un taglio anche diverso alla serata con un rap commerciale ma ben fatto. “Fellini” con Kid Yugi mostra, invece, un rap più serrato. VOTO: 6,5
• Kid Yugi – Amelie
Rap ispirato e con immagini anche inusuali per un artista che, a differenza di altri colleghi nati come lui da Spotify, sembra più pronto al palco. VOTO: 6
• Fred De Palma – La testa gira
La classica canzone reggaeton già sentita e risentita in questi anni, ma non è neanche tra le peggiori del genere. Proposta sul palco senza Emis Killa e Anitta perde, però, tanto. VOTO: 4,5
• Achille Lauro – Comuni immortali, Amor
Il percorso di crescita di Achille Lauro, da una provocazione spesso forzata a un’attitudine molto elegante e raffinata, è assolutamente da applaudire e lo è ancora di più in questi eventi per il suo essere tra i pochi a portare sul palco la tradizione melodica e cantautorale. “Comuni immortali” è, oltretutto, una scelta intelligente pur senza essere uno dei suoi pezzi migliori, perché le atmosfere rarefatte di questo brano e il ritornello che non esplode mai si discostano dai suoi ultimi successi come “Amor“, proposto subito dopo. VOTO: 8,5
• Gaia – Bossa nostra
Gaia ha, per fortuna, messo da parte il mondo di “Chiamo io chiami tu“, brano che le ha portato parecchia fortuna ma che non la rappresentava, per un ritorno alle origini con questo brano che è un bel mix tra Italia e Brasile e che sa essere, allo stesso tempo, mainstream e raffinato. Brava. La speranza è che ora continui così. VOTO: 6,5
• Geolier – Canzone d’amore
Not my cup of tea, come si suol dire. Ma è innegabile che il suo lo sappia fare e che stia anche crescendo aprendo la sua proposta anche a un pubblico non per forza fan del genere. VOTO: 6
• Samurai Jay – Flamenco paranoia, Ossessione
Intrattenimento usa e getta, a buon mercato e per un pubblico con davvero poche pretese. Finché funziona… VOTO: 4
Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
