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Sanremo 2024, Amadeus fa il punto della situazione alla Milano Music Week

Amadeus

Mancano 74 giorni a Sanremo 2024 e Amadeus, ospite della Milano Music Week, ha parlato del suo impegno festivaliero nel panel intitolato “Il Sanremo che verrà”. A moderare l’incontro la giornalista e conduttrice Marta Cagnola di Radio24.

«Siamo al punto più caldo del Festival perchè si siamo alle strette per quanto riguarda le scelte del cast musicale – rivela il direttore artistico – sono indeciso tra almeno una cinquantina di canzoni quest’anno, il problema non è chi portare a Sanremo, ma chi togliere tra questi 50. In più le candidature non sono ancora chiuse, i brani possono arrivare entro lunedì 27 novembre. Posso ufficializzare che l’annuncio dei big avverrà domenica 3 dicembre alle ore 13.00 all’interno del Tg1. Ho superato le 400 proposte tra i big in gara, più di 1.000 invece tra Sanremo Giovani ed Ama Sanremo, numeri da record».

Formula vincente non si cambia: «Anche quest’anno non ci saranno superospiti italiani – spiega Amadeus – quelli che vedrete saranno in gara, esattamente come lo scorso anno. Per quanto riguarda gli internazionali, se le proposte che arriveranno o che faremmo combaceranno con le nostre economie, ben vengano. Ma non ci saranno i superospiti italiani, o saranno in gara o come compagni di viaggio, come Marco Mengoni che mi accompagnerà alla conduzione durante la prima serata. Insomma, sarà un Sanremo molto festoso, grazie alla musica e a chi sarà con me, Fiorello compreso con il sui glass. L’emozione ci sarà, ma la soddisfazione di questo lustro sarà decisamente più forte».

Sanremo 2024, le novità raccontate da Amadeus

Amadeus ha poi annunciato il cast del programma che farà da anteprima di Sanremo, lo spin off che anticiperà le serate già dalle settimane precedenti: «Il PrimaFestival è per noi uno spazio importante, che è molto cresciuto in questi anni. A questo giro ho pensato a quattro nomi, a partire da Paola e Chiara che hanno accolto con gioia il mio invito ad essere conduttrici. Queste due splendide ragazze, avranno due giovani ragazzi che ho scoperto grazie a mio figlio e che provengono dal mondo dei social, vale a dire: Mattia Starga e Daniele Cabras».

Tra le novità della prossima edizione, l’introduzione della giuria delle radio: «Ci sarà Federica Lentini,vice direttore di Rai Uno che seguirà la parte dedicata alla radio, supportata da una società che monitorerà le emittenti italiane più influenti. Il mio desidero è che ce ne siamo 130-140, per poter avere uno specchio rappresentativo del Paese. Volevo che nel mio ultimo Festival le radio avessero un ruolo assestante, diverso dalla carta stampata e dal web, in sostituzione della giuria demoscopica».

«Io non avevo idea di quanti Festival fare – ammette il conduttore – all’inizio in me ci credeva l’allora direttore di Rai Uno Teresa De Santis e il direttore di Rai Pubblicità Antonio Marano. Non tutti saranno stati d’accordo con questa scelta, ma poi i dirigenti che si sono alternati hanno condiviso il mio progetto, a partire da Stefano Coletta, passando dal precedente amministratore delegato Carlo Fuertes, fino ad arrivare agli attuali dirigenti Marcello Ciannamea e Roberto Sergio. L’unico modo per amministrare il Festival è assumersi tutte le responsabilità, infatti non farei mai solo il direttore artistico, perché preferisco litigare con me stesso e non con un altro, non sarei in grado di svolgere questo compito in una forma diversa rispetto a quella che ho adottato finora».

Un ultimo pensiero Amadeus lo rivolge alla stretta attualità: «Le parole hanno sempre importanza, io non ho mai censurato alcun testo, ma dobbiamo fare una precisazione: noi stiamo vivendo un momento difficile e ci vuole un senso di responsabilità generale, un’educazione che non ci porti a dar colpa a qualcuno, ma a provare a dare semplicemente il buon esempio. Le istituzioni devono fare qualcosa, la violenza sulle donne non è né di destra né di sinistra, la politica deve fare il suo e la colpa non può essere attribuita alla musica. Non si può etichettare un genere come pericoloso, non si può fare di tutta l’erba un fascio. Il rap e la trap racchiudono al loro interno, un disagio che ritengo sintomatico della nuova generazione. Ai ragazzi chiedo una riflessione su questo tema, la violenza non va mai istigata, in nessun contesto sociale o musicale che sia. Bisogna educare l’intero sistema».

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