A Sanremo 2024 ritorna Diodato, vi proponiamo la nostra recensione di “Ti muovi”, di cui firma interamente in solitaria sia la musica che il testo.
A quattro anni di distanza dalla vittoria con “Fai rumore“, il cantautore tarantino torna in Riviera con un brano dalla matrice melodica, tipica italiana, ma con un retrogusto molto internazionale.
Il cantautore tarantino è stato tra gli artisti più premiati di sempre nell’anno del suo trionfo, vincendo anche il Premio della critica Mia Martini e il Premio Sala Stampa Radio Tv e Web.
Sempre nel 2020 Diodato si è aggiudicato anche il Premio Lunezia, il premio David di Donatello 2020, i Nastri d’Argento 2020 e il Ciak D’Oro del pubblico 2020 con il brano “Che vita meravigliosa” come “Migliore canzone originale”.
Sanremo 2024, Diodato: la recensione di “Ti muovi”
Canzone intima, dal ritornello corale. Nessuna reference con “Fai rumore” e questo può essere decisamente un bene. Interessante lo special strumentale, con il gioco di archi che dialogano tra loro e restituiscono un tocco barocco al risultato finale. Musicalmente parlando è una delle proposte stilisticamente più robuste e organiche di questo Festival, con quel retrogusto suonato che esalta e rende riconoscibili i vari strumenti messi in campo. Già dal primo ascolto, il brano vibra di un testo riflessivo e splende di luce propria. Classico ma non troppo.
Frase chiave:
“Cerchi l’ultima parte di me
che crede ancora sia possibile”
Voto: 7.5
Nato a Milano nel 1986, è un giornalista attivo in ambito musicale. Attraverso il suo impegno professionale, tra interviste e recensioni, pone sempre al centro della sua narrazione la passione per la buona musica, per la scrittura e per l’arte di raccontare. È autore del libro “Sanremo il Festival – Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (edito D’idee), impreziosito dalla prefazione di Amadeus. Insieme a Marco Rettani ha scritto “Canzoni nel cassetto”, pubblicato da Volo Libero e vincitore del Premio letterario Gianni Ravera 2023.
