Fulminacci

Fulminacci è pronto a tornare sul palco dell’Ariston per il Festival di Sanremo 2026 con Stupida sfortuna, brano che anticipa il nuovo album Calcinacci (Maciste Dischi/Warner Records Italy), in uscita il 13 marzo. Qui il link per l’acquisto di una copia fisica.

In conferenza stampa il cantautore romano – all’anagrafe Filippo Uttinacci – ha raccontato con lucidità e ironia questo nuovo capitolo, tra maturità artistica e leggerezza consapevole.

«Io ho fatto un Festival senza pubblico, con i palloncini al posto delle persone. Mi sentivo un bambino sperduto, anche perchè ho sempre avuto paura dei palloncini…», ricorda pensando al Sanremo 2021 in piena pandemia. «Ora vedrò davvero com’è il Festival. Sono sereno, me lo voglio godere. Sto partecipando al gioco più bello del mondo».

La “sfortuna” evocata nel titolo del brano è quella quotidiana: «Non ho mai vinto una tombola, sono sempre arrivato ultimo nello sport». Ma poi aggiunge: «Sono super fortunato a fare il lavoro che amo e ad avere persone che mi vogliono bene».

«Rispetto ai miei inizi riesco a rilassarmi di più. Prima avevo molta ansia. Adesso me la godo».

E se dovesse vincere? «Non credo mi capiterà. Ma se succedesse, affronterei quel lussuoso problema».

“Stupida sfortuna”: una canzone orchestrale, ma non “pensata per Sanremo”

Il brano in gara nasce dal primo incontro creativo con Golden Years, produttore dell’album e direttore d’orchestra all’Ariston. «È il primo pezzo scritto insieme. È un brano orchestrale, aveva già quella vocazione. Ma non è stato pensato per Sanremo, non mi piace forzare le cose».

Fulminacci racconta di aver presentato anche «un’altra canzone con un testo più serio», ma alla fine la scelta è ricaduta su Stupida sfortuna. «È una canzone sui sentimenti. Io mi proteggo con l’ironia».

Sulla competizione mantiene uno sguardo disincantato: «Non ho mai avuto un rapporto con la gara. Faccio musica per fare concerti. Il successo è vedere il pubblico che canta». E scherza: «La mia posizione ideale? Quinto. Top 5 ma fuori dal podio. Se perdi… è giusto perdere, ma con dignità!».

Calcinacci: macerie emotive e voglia di ricostruire

Il nuovo album Calcinacci è un progetto nato «in mezzo alle macerie dopo la fine di una relazione importante». Un titolo che è già manifesto poetico: «Sono in mezzo ai calcinacci, ma è anche un modo per ricominciare».

Il disco attraversa addii, fughe e relazioni irrisolte, alternando ironia e malinconia. «È un mondo in cui bisogna accettare che esistano le macerie. E assumersi la responsabilità di ricostruire». Le macerie sono intime, ma anche collettive: «Continuano a succedere cose orrende nel mondo. Mi rende triste che ignoranti e violenti quasi sempre vincano».

Dal punto di vista sonoro, Fulminacci parla di un lavoro diverso: «Meno chitarre acustiche, più minimalismo. Ho ascoltato molto Battiato negli ultimi anni. È stato un elemento in più rispetto ai miei ascolti tradizionali: Dalla, De Gregori». La produzione è firmata quasi interamente da Golden Years, con un’unica eccezione: Nulla di stupefacente, affidata a okgiorgio.

Tra i featuring spiccano Franco126 in Fantasia 2000 e Tutti Fenomeni in Mitomani: «Sono collaborazioni nate dall’amicizia. Sono artisti affini a me, hanno aggiunto sfumature personali, pur senza alterare l’identità del disco».

Fulminacci rivendica un legame forte con chi lo segue: «Ho un pubblico che mi ascolta in modo completo, non solo i singoli. È la cosa di cui sono più fiero».

La cover con Francesca Fagnani e il cortometraggio

Per la serata delle cover, Fulminacci salirà sul palco con Francesca Fagnani per reinterpretare Parole parole di Mina. «Mi vergogno sempre un po’ a fare le cover, non so se sono all’altezza. Non sono conosciuto per le mie qualità vocali». La scelta di Fagnani nasce dal desiderio di contaminazione: «Preferisco fare qualcosa con personaggi di altri mondi. Vorrei rievocare la televisione degli anni ’70. Francesca è austera ma materna, ti mette a tuo agio».

Accanto al disco arriverà anche un cortometraggio di venti minuti, con la partecipazione di Pietro Sermonti. «Ultimamente mi sono annoiato con i videoclip. Volevo qualcosa di più cinematografico. Mi sono davvero divertito».

Palazzacci Tour 2026: il salto nei palasport

Dopo Sanremo e l’uscita dell’album, ad aprile partirà il Palazzacci Tour 2026, che segna l’approdo nei palazzetti. «Io scrivo canzoni per continuare a fare concerti», ribadisce. «Con il pubblico ho un rapporto familiare, fisico. Cercheremo di tutelarlo anche nei palasport».

Sul live promette attenzione ai dettagli: «Vorrei curare molto l’aspetto illuminotecnico. Ci saranno telecamere sul palco, effetti cinematografici. Ma siamo ancora in fase decisionale».

Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Intanto, tra classifiche che «passeranno» e canzoni che restano, Fulminacci sceglie la misura, l’ironia e la volontà di ricostruire.

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