Teatro Ariston Sanremo

Il 22 maggio il Consiglio di Stato deciderà sul ricorso presentato dalla Rai contro la sentenza del Tar di Genova, che ha annullato l’affidamento esclusivo del marchio “Festival di Sanremo” alla tv di Stato per le edizioni 2024 e 2025. La decisione potrebbe avere un impatto significativo sull’organizzazione dell’edizione 2026, dato che il Tar ha stabilito che il Comune di Sanremo dovrà indire una gara pubblica per assegnare il diritto di utilizzo del marchio.

Il ricorso è nato dall’iniziativa di Sergio Cerruti, presidente dei discografici italiani, attraverso l’etichetta ‘Je’. Il Tar aveva accolto la sua istanza, dichiarando illegittima la convenzione tra Rai e Comune, che aveva escluso altre manifestazioni di interesse. Il sindaco Mager e l’assessore Sindoni hanno ribadito che il Comune è pronto a lanciare una nuova procedura.

La Rai sostiene di essere l’unica titolare legittima del format del Festival, che include elementi chiave come la struttura a cinque serate, la presenza di giurie popolari ed esperte, e l’organizzazione creativa e produttiva dell’evento. Secondo Viale Mazzini, il marchio di Sanremo non potrebbe essere associato a un format diverso da quello storico, rendendo impossibile una gara pubblica per l’assegnazione.

Tuttavia, il Tar ha respinto questa tesi, affermando che il format e il marchio sono due entità giuridiche separate e che la Rai non può rivendicare un’esclusiva sul Festival solo in base alla sua lunga gestione. Il verdetto del Consiglio di Stato sarà cruciale: se confermerà la sentenza del Tar, il Festival 2026 potrebbe dover essere riorganizzato con un nuovo bando di gara.

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