Laura Pausini Carlo Conti

Laura Pausini racconta perché ha detto sì a Sanremo 2026 come co-conduttrice accanto a Carlo Conti: tra paure affrontate, musica, polemiche e il ritorno alle origini.

Dopo quindici anni di rifiuti, Laura Pausini ha finalmente detto sì al Festival di Sanremo. Una scelta meditata, arrivata nel momento giusto, grazie anche all’incontro con Carlo Conti, che l’ha convinta a mettersi in gioco in un ruolo per lei inedito: quello di co-conduttrice sul palco che l’ha vista nascere artisticamente.

«Sono 15 anni che mi chiedono di presentare il Festival, ma ho sempre detto di no», racconta l’artista. «Carlo mi ha trasmesso una grande calma e mi ha fatto pensare. Nel tempo ho affinato anche la condizione». Un dialogo avvenuto lontano dai riflettori, «in un hotel di Roma», che ha segnato la svolta. Tornata a casa, Laura Pausini ha sentito il bisogno di confrontarsi con una figura fondamentale della sua carriera: «Ho chiamato Pippo Baudo e lui mi ha dato la benedizione. Per me è stato difficilissimo mantenere il segreto».

Sanremo, per Laura, non è solo un Festival: è un luogo dell’anima. «Io sono nata a Sanremo e sono salita su quel palco grazie a Pippo Baudo». Tornarci oggi, non in gara ma come guida e compagna di viaggio per gli artisti, assume un significato ancora più profondo. «Io ho sempre sognato di fare la cantante, ma mai di diventare famosa. Quest’anno mi capiterà di presentare a Sanremo cantanti che sono stati dei miei idoli».

In vista del Festival, Laura Pausini si è preparata anche fisicamente: «In questi mesi mi sono preparata tanto, ho fatto palestra e seguito un’alimentazione più adeguata». Ma la preparazione più importante è stata interiore. L’artista ha deciso di prendersi una pausa dai social: «Mi sono disintossicata, seguendo anche il consiglio di Carlo. Mi sento sana, pulita e libera. Oggi si sta prendendo coscienza della pericolosità dei social, c’è troppa violenza. Io sono forte sul palco, ma le polemiche mi fanno male».

Polemiche che non sono mancate negli ultimi mesi, a partire da quelle legate a Gianluca Grignani: «Quella vicenda mi ha fatta male. Ora c’è chi si aspetta un incontro di boxe a Sanremo, ma io stimo tantissimo Gianluca e ho sempre cantato i suoi brani». Lo stesso vale per le critiche alla versione francese di Due Vite: «Marco è stato contento e in Francia il pezzo è primo in classifica. Il mio obiettivo è omaggiare la musica italiana, portarla in mercati diversi».

Un filo rosso che lega anche Io Canto 2, il nuovo album di cover che Laura presenterà al Festival. «Io ho iniziato nei pianobar e l’ho fatto per dieci anni. Nasco cantante di cover, e ogni tanto mi viene voglia di proporle». Un ritorno alle origini, guidato dall’amore per le canzoni e dal desiderio di rimettere la musica al centro.

Laura Pausini ha espresso una posizione netta anche sul tema Eurovision, commentando le polemiche legate alla presenza di Israele. «Io ci andrei: un capo di Governo non rappresenta ciascuno dei suoi cittadini», ha dichiarato, sottolineando come sia sbagliato penalizzare un artista per le scelte politiche di chi governa. Per la Pausini, la musica deve restare uno spazio di incontro e non di esclusione.

Sanremo 2026, per l’artista di Solarolo, non è una prova da superare ma un incontro da vivere. «Mi lascerò guidare. Non voglio essere presentata con la lista dei premi vinti: voglio che i protagonisti siano i cantanti». Una scelta di autenticità, coraggio e rispetto per quel palco che, ancora una volta, la vede tornare a casa.

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