Carlo Conti anticipa il futuro del Festival di Sanremo: più varietà musicale nel 2026 e un possibile cambio di conduzione nel 2027. Le sue parole sul cast, gli ascolti e l’eredità di Pippo Baudo.
Ancora prima che il Festival di Sanremo 2026 accenda i riflettori (in programma dal 24 al 28 febbraio), il dibattito è già proiettato in avanti. A lanciare il sasso è Carlo Conti, che in un’intervista al podcast Pezzi – Dentro la musica apre ufficialmente la corsa alla direzione artistica e alla conduzione del Festival 2027.
«Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio», ha detto Conti con la consueta ironia. Un identikit che per molti rimanda a Stefano De Martino, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali.
Il “Conti V” prende forma: più varietà musicale a Sanremo 2026
Archiviato il toto-conduttore, Conti si concentra sul presente e anticipa le linee guida artistiche del suo nuovo Sanremo. L’edizione 2026 punterà su una maggiore varietà musicale rispetto all’anno precedente: rock, country, rap puro, sonorità latine, pop e persino brani “classici” privi di ritornello.
«La direzione artistica è la parte più entusiasmante del lavoro», spiega Conti, sottolineando come per lui il Festival, dal punto di vista creativo, si concluda con l’annuncio dei nomi al Tg1. Da lì in poi, tutto diventa soprattutto prodotto televisivo.
Alle voci che parlano di un cast povero di grandi nomi, Conti replica senza esitazioni. Artisti come Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Marco Masini, Fedez, Malika Ayane e Arisa restano, per il direttore artistico, nomi di primo piano della musica italiana.
Per spiegare la costruzione del cast usa una metafora efficace: quella del bouquet. Non sempre si trovano tutti i fiori desiderati, ma anche quelli inattesi possono creare l’armonia giusta.
Sul fronte Auditel, Conti invita alla calma. Meglio accettare un leggero calo di ascolti che inseguire a tutti i costi nuovi record. Un’eventuale flessione sarebbe fisiologica, anche per la presenza di competitor televisivi forti nelle prime ore di programmazione.
Laura Pausini sul palco e l’eredità di Pippo Baudo
Il palco dell’Ariston sarà condiviso con Laura Pausini, in un clima che promette spontaneità e improvvisazione. Conti rivendica da sempre la forza degli imprevisti, quelli capaci di trasformarsi in momenti iconici.
Non manca poi il riferimento a Pippo Baudo, figura centrale nella storia del Festival. «Il mio modo di fare Sanremo è già un omaggio a lui», ammette Conti, ricordando anche come, seguendo l’esempio di Baudo, intervenga talvolta direttamente sui brani per migliorarne l’impatto.
Mentre Sanremo 2026 deve ancora iniziare, il Festival guarda già avanti. Tra rinnovamento generazionale, pluralità musicale e rispetto della tradizione, Carlo Conti sembra pronto a fare un passo indietro nel 2027, lasciando spazio a una nuova fase dell’Ariston. Ma prima, c’è ancora un Festival da portare a casa.

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