Sanremo 2026 prende vita a Roma: Carlo Conti gira lo spot Rai in piazza di Spagna con cittadini e turisti. Tutti cantano “Con te partirò” di Andrea Bocelli.
Il Festival di Sanremo 2026 inizia dal cuore di Roma. In piazza di Spagna, tra selfie, sorrisi e note immortali, è stato girato lo spot ufficiale “Tutti cantano Sanremo”, la campagna Rai che accompagnerà la 76ª edizione del Festival, in programma dal 24 al 28 febbraio.
A fare da colonna sonora, uno dei brani italiani più celebri al mondo: “Con te partirò” di Andrea Bocelli, cantata non solo dall’orchestra, ma anche da bambini, ragazzi, cittadini romani e turisti arrivati da ogni parte del mondo, dalla Germania al Giappone.
Carlo Conti protagonista tra orchestra, selfie e ironia
A guidare la scena è Carlo Conti, direttore artistico e volto simbolo del nuovo Sanremo, che si divide tra il ruolo di presentatore, musicista e “maestro” improvvisato. Conti dirige l’orchestra, suona la batteria e dispensa consigli ai più giovani su come interpretare il celebre brano di Bocelli, richiesto per lo spot.
Accanto a lui anche la consigliera Rai Simona Agnes, impegnata a distribuire i fogli con i testi delle canzoni, tra cui anche “Nel blu dipinto di blu” e “Volevo essere un duro”. Il clima è informale, partecipato, quasi da festa di piazza.
Quando i cronisti provano a strappargli qualche anticipazione sul Festival, Conti scherza e frena:
“Niente annunci oggi. Siamo qui per cantare”.
E sull’eventuale difficoltà dei romani a cantare Con te partirò, ironizza:
“Al limite opteremo per ‘Roma non fa la stupida stasera’”.
Rai e Sanremo: nessuna tensione interna
Presente anche Williams Di Liberatore, direttore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, che interviene per smentire con decisione le indiscrezioni su presunti commissariamenti o affiancamenti nella gestione del Festival.
“Fantasia”, taglia corto, ribadendo che Sanremo è storicamente e organizzativamente competenza dell’Intrattenimento Prime Time, pur nel rispetto della collaborazione interna tra direzioni.
Sanremo e la concorrenza: “È patrimonio degli italiani”
Di Liberatore risponde anche alle voci su una possibile concorrenza televisiva nella stessa fascia del Festival, come La Ruota della Fortuna:
“Sanremo non è solo un programma Rai, è il Festival degli italiani. Fa parte della nostra storia e del nostro patrimonio culturale”.
Un messaggio chiaro: Sanremo va protetto, perché rappresenta un pezzo dell’identità collettiva del Paese.
Ascolti e incognite: Sanremo dopo le Olimpiadi
Sul fronte ascolti, il direttore Rai ammette che l’edizione 2026 presenta qualche variabile in più: il Festival arriva a fine febbraio, dopo un grande evento come le Olimpiadi, e con una platea potenzialmente diversa rispetto al passato.
“Carlo Conti si misurerà con se stesso e con i record dello scorso anno”, spiega Di Liberatore, sottolineando però che si parla comunque di numeri molto alti.
Un Festival equilibrato, al centro le canzoni
La linea editoriale è chiara: un Sanremo equilibrato ma ricco, costruito sul ritorno delle canzoni belle, capaci di unire pubblico, generazioni e territori. Un’idea che si riflette perfettamente nello spot girato a Roma, dove la musica diventa linguaggio universale.
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