Skunk Anansie

Skin degli Skunk Anansie parla di politica, diritti e futuro dei giovani prima del concerto a Pisa. La cantante difende il ruolo degli artisti e lancia un messaggio all’Italia.

Skin torna a far sentire la propria voce anche fuori dal palco. La leader degli Skunk Anansie, alla vigilia del concerto della band britannica al Pisa Summer Knights 2026, ha raccontato il suo profondo legame con l’Italia, senza nascondere però alcune preoccupazioni sul clima politico e sociale del nostro Paese.

«Amo il pubblico italiano, ogni volta lasciamo l’Italia con tristezza. È una parte divertente del nostro tour, non ha mai perso entusiasmo», ha dichiarato la cantante. Subito dopo, però, ha aggiunto una riflessione sul panorama politico italiano: «Sono triste per lo spostamento a destra della vostra politica».

Un messaggio che si inserisce perfettamente nella storia degli Skunk Anansie, da sempre una band attenta ai temi sociali, alla lotta contro discriminazioni e ingiustizie. Il concerto di Pisa ha confermato questa identità, trasformando Piazza dei Cavalieri in uno spazio di musica e impegno civile.

La scaletta ha alternato grandi successi come “Hedonism”, “Charlie Big Potato”, “Secretly”, “Yes It’s Fucking Political” e “Little Baby Swastikkka” ai brani più recenti dell’album “The Painful Truth”. Il momento più simbolico è arrivato nel finale, quando Skin e la band hanno eseguito “Bella Ciao”, omaggio alla Resistenza italiana e ulteriore dichiarazione politica.

Parlando del ruolo degli artisti, Skin ha difeso la possibilità di utilizzare la musica come strumento di riflessione: «Se non si denunciano certe cose, prima o poi toccherà a tutti». Secondo la cantante, chi ha una piattaforma pubblica può scegliere di usarla per sensibilizzare il pubblico.

La frontwoman degli Skunk Anansie ha poi invitato soprattutto le nuove generazioni a sviluppare un pensiero critico: «Le persone devono imparare a pensare con spirito critico. Spero nei giovani: hanno una visione più aperta. Oggi sono spesso i più anziani a mantenere una visione a senso unico».

Nel corso dell’intervista a Sky Tg 24, Skin ha parlato anche del rapporto tra tecnologia e società, sottolineando il peso degli algoritmi nella formazione delle opinioni: «Le informazioni controllano le persone, gli algoritmi controllano le persone. Il pensiero critico è più importante di quello che dice il mainstream».

Una posizione coerente con il percorso artistico degli Skunk Anansie, che da oltre trent’anni uniscono rock, identità e impegno. Per Skin la musica non è soltanto intrattenimento, ma anche uno strumento per raccontare il presente e difendere valori come libertà, inclusione e umanità.

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