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Subsonica difendono Cecilia Sala dalla “spazzatura prodotta dalla rete”

Subsonica

Dopo la liberazione della giornalista Cecilia Sala, detenuta per tre settimane in Iran, i Subsonica hanno espresso il loro sostegno in un post, criticando duramente chi ha commentato la vicenda senza conoscere il suo lavoro e contribuendo alla «burrasca mediatica».

«In questi giorni, in seguito alla spiacevole vicenda che ha costretto l’ottima e coraggiosa Cecilia Sala a una detenzione dalle modalità oltraggiose, si è scatenata la perfetta burrasca mediatica», si legge nel post della band. «Praticamente chiunque sembra essersi sentito in dovere di esprimere opinioni sull’argomento e su di lei».

I Subsonica, che conoscono personalmente Sala, hanno sottolineato il valore del suo lavoro: «Abbiamo avuto modo di approfondire le sue indagini nelle zone di crisi, il suo libro L’incendio e il suo talento nel raccontare il mondo ai più giovani».

Criticando il contesto giornalistico italiano, definito «geriatrico, stantio, fiaccamente e litigiosamente ideologico», i Subsonica hanno elogiato il giornalismo di Cecilia Sala, che considerano in linea con una cronaca d’indagine internazionale, più orientata all’analisi dei fatti che alla spettacolarizzazione.

Hanno inoltre denunciato la disinformazione online: «Al netto di tutta la spazzatura che la rete riesce sempre a produrre, bisogna mettere in conto la differenza tra chi il lavoro di Cecilia lo conosce davvero – tramite podcast, articoli, libri – e chi ne parla senza saperne nulla, intercettando magari qualche slogan contro di lei».

I Subsonica invitano infine a seguire il lavoro di Cecilia Sala, «che speriamo possa riprendere al più presto», e a costruire un’opinione basata su fatti concreti.

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