Martedì 17 settembre all’Allianz Cloud di Milano è stato registrato Suzuki Music Party, lo show che segna l’ingresso di Amadeus sul Nove. Lo spettacolo musicale andrà in onda domenica 22, al termine della prima puntata di Chissà chi è, il programma che per anni è stato trasmesso su Rai 1 con il titolo I Soliti Ignoti.
Com’è andato il programma definito da più parti (ma non da Amadeus) “il Sanremo del Nove“? Non bene, siamo sinceri. Lo show era stato presentato come un’occasione per gli artisti per presentare dei brani inediti. Un’idea interessante, supportata dallo stesso Amadeus che anche in conferenza stampa ha parlato dell’importanza di utilizzare il mezzo televisivo per sostenere la musica inedita, visto che al momento solo Sanremo svolge questa funzione.
“Oltre al Festival di Sanremo non ci sono altri spazi per promuovere canzoni inedite. E’ un mio desiderio di fare qualcosa per la musica.”
Queste le parole del Direttore Artistico delle ultime cinque edizioni del Festival, che definì Suzuki Music Party come: “Un red carpet della musica, dedicato ai cantanti attuali.”
Di fatto domenica i telespettatori potranno ascoltare per la prima volta dal vivo soltanto i brani Disobbedire di Fiorella Mannoia, La città addosso de La Rappresentante di Lista ed Estate Punk di Benji & Fede. Oltre alla nuova versione di Musica Musica di Ornella Vanoni. Non tutti gli altri brani, tra l’altro, sono realmente in anteprima televisiva, visto che Nino Nino di Emis Killa, Massimo Pericolo e Merk & Kremont è stata presentata in tv al Tim Music Awards.
Alcuni pezzi, tra l’altro, sono già delle hit, altro che “i successi di domani“! Per esempio Ragni di Tananai (questa settimana terzo nella classifica radio Earone), ma anche Liberi di Baby Gang (il cui lyric video conta un milione e mezzo di views su YouTube) e Tonight di ANNA, nuovo singolo radiofonico, ma brano uscito a giugno e parte dell’album dei record Vera Baddie.
Qual è, quindi, il senso di una serata come Suzuki Music Party? Quella di sdoganare in televisione artisti come Baby Gang e Simba La Rue? La discografia, siamo sinceri, ha un debito di riconoscenza nei confronti di Amadeus, ma forse questa volta gli ha fatto un torto non permettendo di portare sul palco brani realmente inediti?
Amadeus su un palco futuristico si dimostra un vero professionista e un ottimo padrone di casa, ma lo show dal vivo ha dimostrato diverse lacune. A parte qualche errore del conduttore (che, per esempio, ha ribadito più volte come Tananai fosse stato cui lui a Sanremo 5 anni fa, quando, invece, ha partecipato a Sanremo Giovani 2021 e in gara all’Ariston nel 2022 e 2023), la formula è parsa un po’ leziosa, senza slanci. La presenza di Ilenia Pastorelli intangibile, poco incisiva. Di certo la conformazione del palco (con un’improbabile postazione radio / podcast) non ha aiutato la fluidità della narrazione.
La speranza è che in fase di montaggio si riesca a rendere più godibile uno spettacolo che, per il momento, rappresenta una sorta di falsa partenza per Amadeus. Una bella idea, non gestita nel migliore dei modi.
La professionalità e la competenza musicale di Amadeus non sono assolutamente in discussione e, come affermato in trasmissione da Achille Lauro, lui ha contribuito a cambiare la storia della musica pop in Italia, ma l’esordio di Suzuki Music Party ha davvero il sapore di una falsa partenza.
Poi, di sicuro, il programma sarà premiato dagli ascolti ed è giusto così, ma non si possono non sottolineare alcune criticità di fondo.
Ultimo appunto. Dei brani presentati non sono stati citati gli autori e i compositori. Un vero peccato, visto l’importanza che Amadeus ha dato sul palco dell’Ariston a chi crea le canzoni. Questi saranno indicati in sovrimpressione? Lo scopriremo domenica.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
