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Tiromancino svela il dietro le quinte dei concerti e dei finti sold out

Federico Zampaglione Tiromancino

Tiromancino denuncia il fenomeno dei finti sold out nei live e svela le dinamiche tra promoter e artisti che spesso finiscono per rimetterci.

Il tema dei concerti che non fanno il tutto esaurito è più caldo che mai, soprattutto nell’estate 2025, tra prezzi elevati e una concorrenza spietata di eventi. A intervenire nel dibattito è Federico Zampaglione dei Tiromancino, che con un post su Facebook – scritto come fosse una sceneggiatura – racconta le dinamiche che si celano dietro certi show apparentemente di successo, ma in realtà ben lontani dal sold out.

Nessun nome, nessuna accusa diretta, ma la scena descritta è chiara: da una parte c’è il promoter, dall’altra l’artista (meglio se “ingenuo o megalomane”, scrive Zampaglione). Il promoter propone date ambiziose, in location molto capienti, e affida completamente all’artista la promozione dell’evento. Se i biglietti vanno a ruba, bene. Ma se le vendite stentano, il gioco cambia.

Il promoter minaccia la cancellazione del concerto, con pesanti conseguenze d’immagine per l’artista. L’alternativa? Riempiamo con biglietti scontati o regalati: “Invitiamo i dipendenti di banche e aziende, facciamo contest con influencer, distribuiamo biglietti nei locali e con la spesa al supermercato”, scrive ironicamente Zampaglione. Ma il prezzo da pagare è salato: è l’artista a dover coprire i costi. Il promoter si rifà trattenendo gran parte degli incassi: “Tutto ciò che guadagni, per un buon 85%, è mio. I costi li gestisco io”, recita il testo.

Zampaglione conclude amaro: è un meccanismo che osserva da trent’anni, ma che oggi è diventato ancora più diffuso. E l’artista, spesso, si ritrova a sostenere da solo il peso del “finto successo”. Un’analisi lucida e disillusa su un mondo dove, dietro le luci dei riflettori, la realtà può essere ben diversa da ciò che appare.

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