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Vasco Rossi ricorda Fabrizio De André: “E’ il mio Nobel personale”

Vasco Rossi Fabrizio De André

Con un lungo post pubblicato sui social, Vasco Rossi ha voluto ricordare Fabrizio De André, scomparso l’11 gennaio 1999 all’età di 59 anni.

Il Blasco ha raccontato una serie di aneddoti legati a Faber, alcuni dei quali del tutto inediti.

“Fabrizio è stato l’unico grande artista che poi ho conosciuto davvero in modo profondo. Nei primi anni Ottanta mi contattò lui direttamente, voleva venire a trovarmi e conoscermi di persona. Venne giù con Dori, la sua compagna, e io ho conosciuto De André che era venuto a casa mia! Ero allibito, perché secondo me era un incontro della madonna, qualcosa di sacro… Ci siamo frequentati per un periodo bellissimo, sono andato a casa sua tante volte. Per me è stato sempre un punto di riferimento assoluto, anche oggi io scrivo pensando sempre a lui. Sento che è il mio Nobel personale. Quando mi ha riconosciuto come artista ero così intimidito che stavo letteralmente per inginocchiarmi davanti a lui, invece mi ha fatto un cenno, come a dire:
“Ma cosa fai?”. E si è messo immediatamente al mio stesso livello, da pari a pari. È stato lui quello che ha rotto di più gli schemi secondo me, quello che per la prima volta diceva le cose veramente chiare nel panorama musicale italiano, oltre che dirle in modo bellissimo musicalmente. Mi ha aperto un mondo nuovo, la capacità di capire le cose, di vederle da un altro punto di vista. Capacità critiche, di meditazione profonda. È stato anche il primo che mi ha fatto comprendere che potevo anche non essere d’accordo con ciò che lui stesso diceva. La disobbedienza intellettuale: l’autocritica l’avevo imparata col teatro, la critica da lui.
Era un passo fondamentale che non avevo mai considerato possibile prima:
mettere in discussione anche i tuoi maestri…”

Foto dai social di Vasco Rossi (Uso editoriale)

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