Intervista agli Scraffs; dall’energia dei live alla reinterpretazione delle cover, il percorso a X Factor 2026 nella squadra di Francesco Gabbani.
Quattro ragazzi di provincia, un’amicizia nata quasi per caso e un’identità musicale costruita sull’energia, sull’istinto e sulla voglia di non sentirsi fuori posto. Gli Scraffs arrivano ai Live di X Factor 2026 portando sul palco un universo sonoro che mescola rabbia, rumore, chitarre distorte e libertà espressiva. Si definiscono «quattro scarti di provincia che insieme, hanno trovato senso in un collage»: una dichiarazione che racconta bene il loro approccio alla musica e il desiderio di trasformare ciò che li rende diversi in un punto di forza.
La band è composta da Dario Aveotti e Leonardo Randazzo alle chitarre, Daniel Jon Stephens alla voce e al basso e Cristian Basile alla batteria. Il gruppo nasce dall’incontro tra Daniel e Leonardo, avvenuto in circostanze piuttosto singolari: Daniel voleva fare colpo su una ragazza senza sapere che fosse la fidanzata di Leonardo. Chiarito l’equivoco, i due scoprono una passione comune per la musica. Leonardo suonava già con Dario e Cristian, ma mancava un bassista: Daniel si è rivelato l’ultimo tassello per completare la formazione.
Dai primi concerti nei circoli di provincia, gli Scraffs hanno iniziato a portare la propria musica anche nei club di città come Roma, Milano e Firenze. Sul palco, spiegano, non seguono un copione: è proprio suonando che riescono a liberarsi dalle convenzioni e a sentirsi finalmente a casa. Una dimensione in cui ogni componente può esprimere le proprie sfumature, dalla rabbia all’amore, dalla paura all’energia più travolgente.
Il percorso a X Factor 2026 è iniziato con “Rock the Casbah” dei Clash alle Auditions, dove hanno conquistato quattro sì. Ai Bootcamp hanno affrontato “Celebrity Skin” delle Hole, mentre alla Last Call hanno scelto “Lonely Boy” dei Black Keys. Ora, nella squadra di Francesco Gabbani, vogliono allargare sempre di più quello che definiscono il loro “alone”, portando il mondo Scraffs a un pubblico più ampio senza perdere la propria identità.
Nell’intervista a iMusicFun, la band racconta il rapporto con il proprio giudice, il lavoro necessario per trasformare una cover in qualcosa di personale e il modo di affrontare la pressione. Per gli Scraffs, però, la vittoria non coincide necessariamente con un trofeo: il vero obiettivo è vedere il pubblico sotto il palco con gli occhi che brillano e un’espressione di stupore.
X Factor 2026, intervista agli Scraffs, squadra di Francesco Gabbani
Ragazzi, benvenuti su iMusicFun! Che cosa rappresenta l’approdo ai Live di X Factor 2026 nel vostro percorso artistico?
Per noi arrivare ai Live è un grande successo e una soddisfazione enorme. Andando avanti, sentiamo che il mondo degli Scraffs può raggiungere sempre più persone. Vogliamo continuare ad allargare questo alone, sia dentro X Factor sia fuori dal programma.
Qual è il punto d’incontro tra la vostra idea di musica e quella di Francesco Gabbani?
Secondo me, il punto d’incontro è proprio la musica stessa. Non tanto nella tipologia di musica, quanto nell’emozione. La musica è sicuramente tecnica, Francesco è molto tecnico e lo siamo anche noi, ma il contatto sta soprattutto nella parte emotiva: in come senti un brano e in come sai reinterpretarlo.
Come si gestisce la pressione quando si arriva su un palco così importante?
Non la gestisci: la abbracci.
Per essere credibili quando si propone una cover, qual è il segreto? Come lavorate voi per rendere vostro un brano già conosciuto?
Lo portiamo nella nostra dimensione, nella nostra realtà. Ci lavoriamo individualmente e poi tutti insieme, riarrangiandolo in modo da avvicinarlo il più possibile a come sarebbe quel brano se, invece di essere stato scritto da qualcun altro, fosse stato scritto dagli Scraffs.
Qual è l’aspetto più difficile nel processo di reinterpretazione di una cover?
La reinterpretazione è sicuramente la parte più complessa. Non credo ci sia un passaggio specifico più difficile degli altri, perché il brano deve funzionare nel suo insieme. Non è come un’orchestra: ogni strumento deve avere il proprio suono, ma quel suono deve anche avere senso insieme a quello degli altri. La parte più complessa è proprio trovare questa connessione tra tutti gli elementi.
Per quale motivo gli Scraffs dovrebbero vincere X Factor 2026?
Non credo ci sia una ragione precisa per cui dovremmo vincere. Per me, te lo dico in modo totalmente sincero, la nostra vittoria sarebbe uscire da qui e trovare persone sotto il palco con gli occhi che brillano e un’espressione di stupore. Se succede alla finale di X Factor, bene; se succede fuori dal programma, va bene lo stesso. È questo il motivo per cui vogliamo vincere: raggiungere più persone e regalare più sorrisi.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
