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X Factor 2026, le parole di Francesco Gabbani: “Il talento è importante, ma va governato”

Francesco GABBANI

X Factor 2026, Francesco Gabbani parla del ruolo di giudice, del talento e del peso delle critiche.

Per Francesco Gabbani tornare al tavolo dei giudici di X Factor significa confrontarsi nuovamente con una responsabilità che, nonostante l’esperienza della prima edizione, non diventa mai un’abitudine. Anche quest’anno sarà chiamato a valutare gli aspiranti protagonisti del programma insieme a Jake La Furia, Paola Iezzi e al nuovo arrivato Irama.

«Non ci si abitua mai», racconta Gabbani parlando del ruolo di giudice. «Sento una grande responsabilità, perché il mio giudizio ha delle conseguenze». Una consapevolezza che lo scorso anno lo aveva accompagnato con una certa preoccupazione: «Ero molto spaventato, ma il giudizio fa parte del gioco».

Secondo Gabbani, però, anche i concorrenti devono arrivare a X Factor con una precisa consapevolezza di se stessi. Il talento rappresenta certamente il punto di partenza, ma non è sufficiente. «Il talento è importante, ma va governato. Bisogna imparare a gestirlo e a capire come trasformarlo in qualcosa di concreto».

Il cantautore invita inoltre i ragazzi a non perdere di vista il vero obiettivo del percorso. «Si giudica per essere giudicati», osserva, sottolineando come chi sceglie di salire su un palco debba essere pronto anche a ricevere critiche e valutazioni. «Tutte le critiche fanno crescere. Quelle stupide, invece, impari a non considerarle».

Per Gabbani, inoltre, il successo non dovrebbe essere il fine ultimo. «I ragazzi devono imparare che possono anche diventare famosi, ma attraverso la musica. Questo deve essere l’obiettivo principale». Un concetto particolarmente importante in un’epoca nella quale visibilità e numeri possono arrivare rapidamente e rischiano di diventare più importanti della musica stessa.

Ed è proprio il rapporto tra talento e spettacolo uno degli aspetti centrali di X Factor. «È uno show che deve divertire il pubblico, ma la componente musicale è fondamentale». La speranza di Gabbani è quindi che il programma possa «veicolare uno o più talenti che ancora non hanno trovato una via».

Perché, alla fine, il talento autentico non può essere nascosto per sempre: «Se un talento c’è, prima o poi esce».

Gabbani guarda con entusiasmo anche alla nuova composizione della giuria e all’arrivo di Irama: «È un grande artista e una persona straordinaria. Il suo ingresso è sicuramente positivo».

Il cantautore torna infine sul significato dell’X Factor, che considera una caratteristica destinata a sopravvivere ai cambiamenti del mercato. «L’X Factor è una condizione. Lo era una volta e continua a esserlo oggi. Se ce l’hai, ce l’hai». Quello che cambia, semmai, è il contesto nel quale quella caratteristica deve riuscire a emergere.

«I tempi oggi sono molto veloci e probabilmente l’X Factor deve anche nutrirsi della capacità di adeguarsi ai ritmi contemporanei». Senza però inseguire necessariamente ogni moda: «Bisogna avere la consapevolezza del contesto nel quale ci si trova e riuscire a muoversi al suo interno».

Un cambiamento che Gabbani conosce bene anche per esperienza personale. Il suo successo è arrivato quando aveva già superato i trent’anni, un percorso oggi meno frequente rispetto alla velocità con cui vengono lanciati nuovi artisti. «Oggi emergono tanti ragazzi e tante ragazze molto giovani e la competizione è forte. Io forse appartengo a una delle ultime generazioni che ha avuto la possibilità di arrivare al successo da trentenne».

Per questo il consiglio ai concorrenti è anche quello di riconoscere il proprio valore il prima possibile, senza confondere la popolarità con la costruzione di una carriera musicale.

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