Site icon imusicfun

X Factor 2026, le parole di Paola Iezzi: “La passione sempre al primo posto”

PAOLA IEZZI

X Factor 2026, Paola Iezzi racconta il suo ruolo di giudice, l’importanza di studio e passione e spiega perché l’X Factor può essere trovato nel tempo.

Paola Iezzi torna a X Factor per il terzo anno consecutivo e lo fa da vincitrice in carica, dopo il successo ottenuto nella scorsa edizione con la sua squadra. Un ruolo che, però, non sembra rappresentare per lei una pressione aggiuntiva. Il suo obiettivo non è vincere a tutti i costi, ma mettere a disposizione dei concorrenti l’esperienza maturata in oltre trent’anni di carriera e aiutarli a comprendere cosa significhi davvero scegliere la musica come mestiere.

«Non sento pressione. Non faccio mai X Factor con l’idea di vincere, ma voglio trasferire qualcosa di quello che conosco», racconta Paola. Per la cantante e giudice è fondamentale che i ragazzi siano consapevoli del percorso che stanno intraprendendo, perché quello della musica è un mestiere complesso, fatto di tante sfaccettature e soprattutto di continue scelte.

Un aspetto centrale è la preparazione. «Studiare è fondamentale», sottolinea, ricordando come lo studio possa fare paura, soprattutto ai più giovani, ma rappresenti uno strumento indispensabile per arrivare preparati. E non conta soltanto la preparazione musicale: anche quella psicologica diventa fondamentale per affrontare un ambiente nel quale non esistono certezze.

«Fare l’artista significa non avere certezze. L’artista nasce precario», spiega Iezzi, ammettendo di guardare con una certa preoccupazione ai giovani che si affacciano oggi sul mercato senza essere necessariamente pronti ad affrontarne le difficoltà. Anche un talent show, quindi, va vissuto con consapevolezza, mettendo in conto non soltanto il successo ma anche la possibilità di un insuccesso.

Paola riflette poi sul rapporto tra musica e popolarità. Oggi la musica è sempre più democratica e può rappresentare anche una forma di rivalsa sociale, ma il desiderio di diventare famosi non dovrebbe mai prendere il sopravvento sull’amore per ciò che si fa. «La passione sta sempre al primo posto», ribadisce.

Anche le critiche devono essere affrontate con equilibrio: bisogna capire se nascondono qualcosa di vero e, in quel caso, lavorarci sopra, senza però dare troppo peso alle critiche superficiali che spesso finiscono per occupare uno spazio eccessivo.

Con gli altri giudici il rapporto è invece molto positivo. Paola ammette di vivere male il conflitto e racconta un’atmosfera fatta di confronto e serenità. «Noi stiamo benissimo tra noi. Anche se al live tutto cambia!», scherza, lasciando intuire che la competizione dello show potrebbe inevitabilmente modificare gli equilibri.

Infine, la sua riflessione più interessante riguarda proprio l’X Factor. Per Paola non è necessariamente una caratteristica immutabile, presente oppure assente fin dalla nascita. Un artista può avere bisogno di più tentativi, di esperienza e di tempo per capire quale sia la propria strada.

«Credo che, per un artista che vuole emergere e farcela, ci possano essere anche più tentativi per trovare il proprio X Factor», spiega. A volte una persona può avere qualcosa di speciale senza riuscire ancora a farlo emergere, oppure può scoprire che la strada intrapresa non è quella giusta. Da qui può partire un percorso di ricerca personale, necessario per capire cosa migliorare e come valorizzare le proprie caratteristiche.

La cifra artistica, secondo Iezzi, può quindi essere modificata, affinata e resa progressivamente più riconoscibile. C’è chi nasce con quella scintilla, ma anche chi la trova strada facendo. «Per questo considero l’X Factor qualcosa di mobile: non è necessariamente una caratteristica fissa con cui si nasce o che non si possiede».

Exit mobile version