Durante un’intervista con Il Corriere Fiorentino Noemi ha parlato del suo percorso artistico, partendo dall’esperienza a X Factor, ma anche del suo nome d’arte – che è un omaggio alla madre – e del ritorno in teatro con una scaletta del tutto inedita.
“Noemi era il nome che mi avrebbe dato mia madre. Invece mi hanno chiamata Veronica, perché a papà piaceva l’assonanza con il cognome (Scopelliti, nda) e il significato, ovvero colei che porta la vittoria. Oggi rispondo senza problemi a chi mi chiama Veronica e a chi Noemi, nome ebraico, corto e diretto, direi anche internazionale, che vuol dire dolcezza“.
Riguardo la sua evoluzione artistica ha invece dichiarato: «C’è stato un effetto domino. Quando sono riuscita a rimettere a fuoco la mia persona – chi ero e chi volevo diventare – ho potuto accostarmi a un tipo di musica diverso da quello che avevo fatto fino ad allora. E lavorando con autori come Mahmood, Ginevra e Dardust ho recuperato un po’ di soul, finalmente molto presente nella musica italiana. Quando io ho cominciato, in Italia si poteva suonare in un solo modo. Il merito dell’hip hop e del rap è stato quello di portare nel mainstream sonorità variegate: dal black all’elettronica. Oggi la musica italiana ha tante sfaccettature, prima impensabili».
La cantante romana non dimentica però da dove è partita e riflette, dunque, su quanto la partecipazione ad X Factor sia stata di fondamentale importanza per la sua carriera: “Io devo tantissimo a X Factor. Adesso esistono YouTube, Spotify e altre piattaforme digitali. La discografia indie è in nuovo fermento. Nel 2008, invece, non c’erano molte possibilità per emergere. Dopo il talent è iniziato per me un percorso bellissimo, segnato da collaborazioni incredibili: da Vasco Rossi – che mi ha dato la possibilità di cantare un pezzo suo – a Fiorella Mannoia, che ha duettato con me in “L’amore si odia”. Tanti segnali di stima hanno segnato la mia carriera. Spero di essere stata all’altezza».
Noemi, qualche anticipazione sul tour teatrale
Ai microfoni de Il Corriere Fiorentino Noemi ha parlato anche del tour invernale nei teatri italiani: “Il teatro è il mio habitat naturale. E lo dico senza false immodestie. Adoro il buio totale, la scenografia e le luci che accompagnano il viaggio nella musica. Sono particolarmente contenta, perché la scenografia del nuovo spettacolo è bellissima: un cilindro di tulle che scende dal soffitto avvolge il pianoforte, il mio grande amore, con cui accompagno alcuni brani“.
E, a proposito della scaletta, ha infine aggiunto: “Ho cambiato completamente la scaletta rispetto alla tournée estiva, inserendo pezzi più teatrali, scritti per me da grandi cantautori: ‘Vuoto a perdere’, ‘Sono solo parole’, ‘Glicine’, ‘Per tutta la vita’. E poi ‘Se tu fossi qui’ di Dario Faini, ‘Autunno’ di Tommaso Paradiso e ‘Idealista’ di Ivano Fossati. Sul palco con me ci sarà anche un violoncellista di Santa Cecilia, Riccardo Giovine, che rappresenta il collegamento con il mio grande amore per la musica“.
Classe 1998, negli ultimi 4 anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Di notte recensisce musica, di giorno ne parla con gli artisti. Nostalgica ed empatica, scrive spesso nei giorni di pioggia. La musica? Un ricordo senza origine che ha ribaltato ogni prospettiva.
