Le pagelle delle esibizioni del RTL 102.5 Power Hits Estate 2026, lo show che eleggerà il tormentone dell’estate, in diretta all’Arena di Verona.
• The Bausa – Magnetic
Lorenzo Suraci ci ripete ogni anno che il Power Hits Estate ha raccolto il testimone del Festivalbar, ma basta guardare già solo gli ospiti internazionali per capire che, in realtà, non è così. Il Festivalbar invitava i vari Robbie Williams, Coldplay, Bon Jovi, Eminem, Craig David, Mariah Carey, Kylie Minogue, Anastacia… che rappresentavano il meglio di ciò che c’era all’estero, qui invece abbiamo solo i progetti esteri che le radio italiane accolgono per 2-3 canzoni e poi li mettono da parte, un po’ come successo in passato con LP. E c’è una grande, grandissima, differenza. VOTO: 5
• Marco Mengoni – Medley
Marco Mengoni regala un ottimo inizio di programma con un emozionante medley piano e voce che, oltre a confermare la sua bravura di sempre, si rivela anche tutt’altro che scontato perché, oltre alla super-hit “Due vite”, lascia spazio a due proposte meno note come “Fuoco di paglia” e “Una canzone triste”. VOTO: 8
• Angelina Mango & Marco Mengoni – Canto d’amore
Guardando le varie classifiche del Power Hits Estate di quest’anno, la sensazione è che siano loro i favoriti alla vittoria finale e, in caso, sarebbe il miglior trionfo di sempre nella storia del programma perché significherebbe lasciarsi, forse definitivamente, alle spalle quel tremendo periodo in cui, d’estate, sembrava obbligatorio pubblicare solo la classica hit studiata a tavolino. In un’annata senza tormentone, è giusto che vinca una proposta così, pensata per rimanere e non per esaurirsi nel giro di tre mesi. VOTO: 8
• Madame – Volevo capire, M’ama non m’ama
Se “Volevo capire” si può salvare, “M’ama non m’ama” è davvero una brutta canzone, con un fastidioso abuso di autotune e i soliti problemi di comprensione del testo quando Madame canta dal vivo. VOTO: 4,5
• Gianni Morandi – C’era un ragazzo…
Non c’è Alessandra Amoroso, vittima dell’influenza, e quindi la presenza di Morandi viene trasformata in un festeggiamento per questo suo grande classico in occasione dei 60 anni dall’uscita. Benedetta influenza, potremmo dire, perché è andata meglio visto che “Hit parade” è stato un brano del tutto dimenticabile e passato del tutto inosservato nonostante i nomi in ballo. VOTO: 7
• Francesco Gabbani – Summer funk
Gabbani è il solito animale da palcoscenico e la sua proposta è una delle più piacevoli da ascoltare di quest’estate. “Summer funk”, come tanti altri brani sfornati dal cantautore toscano, ci dimostra come si possano pubblicare brani apparentemente leggeri che hanno, però, qualcosa da dire. VOTO: 7
• Ariete & Angelina Mango – Che bella vita
Questa serata è occasione per presentare anche i nuovi singoli che sentiremo nei prossimi mesi e, in questo caso, abbiamo Ariete che torna dopo due anni e lo fa sempre con quello stile strascicato, figlio della svolta indie di fine anni ’10, che deve piacere. E, in più, come ci ha già dimostrato nella sua unica esperienza sanremese, vocalmente continua ad essere molto carente e qui fa una gran fatica a trovare un’amalgama con la sempre brava Angelina Mango. VOTO: 5
• Pinguini Tattici Nucleari – Sorry scusa lo siento
Il brano rimane uno dei pezzi più convincenti di quest’estate anche per l’idea di mettere un testo dalle tinte noir a una proposta che si è da subito voluta candidare a tormentone, ma dal vivo le esibizioni di Riccardo Zanotti non sono mai del tutto convincenti. VOTO: 6,5
• Elisa – Amore è
Questo pezzo non ha convinto a un primo ascolto e ha continuato a non convincere anche con quelli successivi. E anzi, è pure peggiorato. Elisa è da tanti anni che non riesce a sfornare una hit e, per risalire la china, serve ben altro. VOTO: 5
• Pinguini Tattici Nucleari feat. Fabri Fibra – Goya
Dopo l’ultimo album non ispiratissimo, è tornato il Fibra migliore con un testo attuale, pungente e in linea con le proposte migliori di un rapper che ha segnato la storia del genere. E Zanotti canta meglio questo pezzo del suo. VOTO: 7,5
• J-Ax – Hippy ya yo (però anche no)
J-Ax si sta divertendo con questa svolta country, si vede che prova gusto nel proporre qualcosa di diverso, è anche nitido che gli piaccia e che ci creda tanto in quello che sta facendo e, al di là del fatto che i pezzi risultano piacevoli all’ascolto, è sempre bello vedere un artista con una lunga storia alle spalle che continua a divertirsi e a sperimentare. VOTO: 7
• Juli, Biagio Antonacci – L’ultima canzone, Non vivo più senza te
La ricorderemo come la canzone più bella, intensa ed emozionante dell’estate 2026 e sentirla cantata oggi, chitarra e voce, nella dimensione dell’Arena di Verona aggiunge un tocco di magia in più a un pezzo già particolarmente riuscito. Piacevole risentire anche “Non vivo più senza te”, capace di fare esplodere il pubblico molto di più di quanto riescono le canzoni fresche di uscita. VOTO: 9
• Emma & Fabri Fibra – Antidroga
Non si può dire che il connubio tra Emma e Fabri Fibra non funzioni, ma il problema è che la cantante leccese, negli ultimi anni, ha proposto troppe volte questa ricetta del duetto pop con un artista rap e il tutto sa di già sentito e risentito, peraltro con un brano abbastanza piatto e non ispiratissimo. VOTO: 5
• Sayf – Buona domenica
Sayf cresce e, forse, è riuscito a schivare il “rischio Lo Stato Sociale” perché, dopo il tormentone sanremese, è arrivata questa “Buona domenica” ma stasera avremmo potuto sentire anche “Cantare d’amore”, che è già in radio ed è la miglior canzone che ha proposto finora. VOTO: 6,5
• Anna – White girl wasted
Anna è un prodotto per ragazzini e lì rimane, ma non ce la fa proprio a trovare rime un po’ meno elementari rispetto a “Dice che le serve aria, lei si chiama Dalia, fa la sdolcinata, quasi mi viene una caria”? Presentare questo come rap è davvero imbarazzante. In più non c’è neanche una gran capacità di intrattenere il pubblico al di là di provare a cantare qualcosa sopra il disco e di ripetere “su le mani” o “com’è?”. VOTO: 0
• Ditonellapiaga – Businessman
Ditonellapiaga ha provato a ripetere la ricetta dance di “Che fastidio” per cercare il secondo tormentone consecutivo, ma il brano non funziona e la freddezza con cui la platea l’ha accolto ci dice di un’artista che, nonostante il Sanremo positivo da cui è reduce, non è riuscita a fidelizzare il pubblico. Questa canzone all’Arena non la cantava letteralmente nessuno. VOTO: 4
• Gianna Nannini – America, Meraviglioso errore
Il riascolto delle canzoni estive si ferma un attimo con l’ingresso sul palco di Gianna Nannini che propone prima una bella versione riarrangiata e orchestrale di “America” e poi il suo nuovo singolo “Meraviglioso errore” che entra già di diritto tra le canzoni più belle del 2026. Con questo brano in cui, soprattutto nelle strofe, si sente chiaramente la penna di Brunori Sas, torna la Nannini dei ritornelli da pelle d’oca per quella che è la sua miglior proposta pubblicata negli ultimi 15 anni di carriera. Una canzone da vittoria a Sanremo. VOTO: 9,5
• Bresh – Da Dio
Non è la cosa peggiore che abbiamo sentito stasera, ma parliamo dell’ennesimo brano dozzinale, che è veramente poca roba e l’impressione è che, dopo stasera, entrerà nel nostro personale dimenticatoio e non lo sentiremo mai più. VOTO: 5
• TonyPitony – Donne ricche
TonyPitony è bravo a cantare, è preparato, si vede che non è uno dei tanti improvvisati che ci vengono proposti oggi dalla discografia, ma deve capire se vuole essere un vero cantante o un semplice intrattenitore, perché oggi non è né carne né pesce e può sembrare una novità, o addirittura un genio come qualcuno l’ha definito, solo a chi è nato dopo il 2000 e non conosce i Gem Boy. VOTO: 4,5
• Levante – Malìa
Incomprensibile la presenza di Levante in questa serata, visto che il brano non è mai entrato nella Top50 radiofonica e, quindi, non è neanche mai comparso nelle votazioni. Questa “Malìa”, di fatto, non si è mai sentita, su YouTube ha raccolto appena 100 mila visualizzazioni e risulta come un tentativo di fare una canzone più leggera e acchiappa-radio, mantenendo comunque una componente aurorale ma non riuscendo a portare a termine né l’una né l’altra cosa. VOTO: 5
• Marco Masini – T’innamorerai, Bella stronza
Invitare questi artisti in una serata simile, e fargli cantare queste canzoni, è cattiveria da parte degli organizzatori perché il confronto con le proposte più attuali ci mostra una fotografia quanto mai esaustiva sulla differenza tra quanto valeva la musica italiana in passato e quanto poco vale oggi. VOTO: 8
• Bea – Rich
Leggere alla voce The Bausa. VOTO: 5
• Fred De Palma – La testa gira
Il reggaeton non è la nostra tazza di te, in più, quando una canzone nasce per essere proposta da un trio, se portata sul palco da un solo artista non può funzionare come nella versione edita. Ci sta che per Anitta si vogliano evitare le trasferte dal Brasile, ma Emis Killa si vergogna di aver partecipato al brano visto che non gliel’abbiamo mai visto cantare? In caso, avrebbe tutta la ragione del mondo. VOTO: 2
• Gaia – Bossa nostra
Ormai abituati a vedere troppe cantanti donne che non fanno altro che proporre continui copia-incolla scritti dagli autori del momento, ci fa un grande piacere quando un’artista mainstream decide di tornare a guardare alle proprie origini proponendo una canzone che rispecchia prima di tutto sé stessa, sensuale, dallo stile fresco ma, allo stesso tempo, anche raffinato e con quella nostalgia tipica dell’animo sudamericano. Dal vivo funziona anche di più. VOTO: 7,5
• Ernia – Dedica, Berlino
Ernia approfitta del palco dell’Arena di Verona per riproporre una delle hit dello scorso inverno, “Berlino”, ma, soprattutto, per cantare in anteprima “Dedica”, il suo nuovo singolo in uscita venerdì con cui si conferma una delle penne migliori dell’attuale scena urban per l’autenticità mostrata nel testo. VOTO: 7
• Serena Brancale, Levante & Delia – Al mio paese
Se ad aprile poteva apparire come un’idea di proporre un tormentone più genuino e diverso dal solito, cinque mesi dopo siamo qui a dire che ci ha ampiamente stufato. E non ha stufato solo noi, ma anche le radio che a fine giugno lo avevano già abbandonato. Difficile che possa essere, quindi, uno di quei tormentoni che rimane nella memoria del pubblico. VOTO: 5
• Merk & Kremont feat. Serena Brancale & The Kolors – Partenope
Stash e Serena Brancale sanno stare sul palco, cantano bene, sono preparati e quindi l’esibizione è sicuramente riuscita. Non bisogna però mai dimenticarsi che cantano una canzone scritta da ben 11 autori e questa è già una dichiarazione d’intenti: vi stiamo proponendo un prodotto costruito a tavolino. VOTO: 5
• Noemi – Tu cosa fai questa sera
Se già non ci era piaciuta appena uscita, ascolto dopo ascolto la situazione peggiora anche di più. È incomprensibile come Noemi abbia scelto di cantare un pezzo così banale che non dà nemmeno risalto al graffio tipico della sua vocalità. VOTO: 4
• Samurai Jay – Flamenco paranoia, Ossessione
A differenza di un suo recente concerto, l’autotune stavolta funziona e, quindi, Samurai Jay riesce a cantare (comunque sopra il disco). Perché sì, l’autotune può anche essere uno strumento musicale ma oggi in Italia viene utilizzato quasi solo per correggere la totale impreparazione vocale di tanti artisti, e Samurai Jay, evidentemente, è uno di questi. Anche il resto lo sappiamo già: classico intrattenimento usa e getta. VOTO: 3
• Fulminacci – Maledetto me
Il percorso di Fulminacci è strano, con il pubblico ad accorgersi di lui oggi che le sue canzoni sono inferiori rispetto a quelle proposte a inizio carriera. “Maledetto me” è questo: piacevole da ascoltare, ma non all’altezza di una penna che sa scrivere di meglio. VOTO: 6
• Irama – Cabana
La canzone è brutta, il percorso di Irama è in costante discesa qualitativa, lo sappiamo e lo abbiamo già detto. Questi brani non sono all’altezza di una penna che, agli inizi di carriera, aveva mostrato ben altre potenzialità. VOTO: 3
• Sal Da Vinci – Medley
Sal Da Vinci accantona la tiepida “Poesia” e sceglie di godersi il calore del pubblico riproponendo “Rossetto e caffè” e “Per sempre sì”, ma anche presentando il nuovo singolo “Fuga d’amore” che arriva in radio da venerdì e dà la sensazione di poter riscattare il mezzo passo falso della già citata “Poesia”. In generale, è sempre bello assistere all’assoluta rinascita di un artista accantonato per lungo tempo dalla grande discografia. VOTO: 7,5

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
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