Annalisa

Il nuovo progetto discografico di Annalisa, “Ma io sono fuoco”, disponibile da venerdì 10 ottobre 2025, rappresenta molto più di un semplice disco: è un manifesto artistico, un percorso di trasformazione che unisce l’energia del fuoco al tema del tempo, in un racconto intimo, viscerale e pienamente contemporaneo.

Annalisa torna con un lavoro in cui afferma la propria identità con forza e consapevolezza, intrecciando pop elettronico, nostalgia anni ’80 e introspezione personale.

“Ma io sono fuoco” è un titolo che suona come una risposta, ma anche come una dichiarazione. Il fuoco è passione, rabbia, cambiamento, resistenza, identità. È la scintilla che accende la creazione, ma anche la forza che trasforma, brucia, rinnova.
Nell’album, composto da undici brani, Annalisa esplora queste sfumature attraverso una scrittura diretta e autentica, capace di coniugare introspezione e ironia, intimità e provocazione.

“Il fuoco – racconta Annalisa – è il filo rosso di questo disco, perché rappresenta la trasformazione. Il ‘Ma’ del titolo è una reazione, un modo per dire: nonostante tutto, io reagisco, mi trasformo, vado avanti. Voglio che questa parola diventi un’opportunità.”

La copertina dell’album, in cui l’artista indossa un abito-armatura poetico e simbolico, racconta perfettamente questo percorso di consapevolezza. Al centro, una tigre, che rimanda alla metafora del tempo circolare del filosofo Jorge Luis Borges: “Il tempo è un fiume, è una tigre, è un fuoco, e ci trascina, divora, consuma, così come anche noi facciamo con lui”.
È un’immagine potente, che collega il fuoco interiore alla ciclicità della vita, alla tensione costante tra accadimenti e opportunità, tra distruzione e rinascita.

“Torniamo in qualche modo al vortice della vita – aggiunge la cantautrice – dove ci ritroviamo a girare senza che nulla sia davvero passivo. C’è sempre un equilibrio tra ciò che accade e ciò che scegliamo di fare, e il titolo dell’album si inserisce proprio in questa linea di pensiero.”

Dal punto di vista sonoro, “Ma io sono fuoco” prosegue il percorso iniziato con “Maschio”, confermando la vocazione elettropop di Annalisa.
Il disco mescola atmosfere sintetiche anni ’80 e produzioni moderne, costruendo un sound internazionale ma fedele alla tradizione melodica italiana.
Mi piace l’elettropop – spiega – è il mondo in cui mi trovo più a mio agio. Ho iniziato a lavorare all’album nella primavera del 2024, durante il tour. Tutto è nato in modo istintivo: aprivo i miei appunti, improvvisavo, decidevamo lì per lì quale direzione prendere. Le canzoni nascono quando ne abbiamo bisogno, e il filo rosso lo trovi solo dopo.”

Il risultato è un progetto coerente, raffinato e spontaneo al tempo stesso, dove ogni brano è un tassello di una narrazione che parla di emozioni, crescita e trasformazione. Annalisa alterna momenti energici a riflessioni più malinconiche, passando con naturalezza da atmosfere intime a esplosioni di ritmo e ironia.

“Il senso di questo album – spiega ancora – è portare alla luce tanti sentimenti. Si parte dalla rabbia, poi ci si sposta nella malinconia, nell’ironia. Ci sono tante sensazioni, perché anche nella musica, come nella vita, tutto cambia e si trasforma.”

Le tracce del disco: tra rabbia, ironia e consapevolezza

Il viaggio di “Ma io sono fuoco” si apre con “Dipende”, una delle canzoni più energiche e rappresentative del progetto.
“È un modo per far arrivare subito all’ascoltatore il fuoco inteso come tumulto interiore”, racconta Annalisa. “Dal punto di vista sonoro mantiene quel riferimento agli anni ’80, ma con elementi più caldi e suonati.”
La canzone, scritta con Paolo Antonacci, Davide Simonetta, Giampiero Gentile e Placido Salamone, cattura subito la tensione emotiva che attraversa l’intero disco: “Ho pianto tutta la sera però non ti ho detto niente / A cena verrò con le mitragliette / Con te era veleno o cioccolato fondente? / Dipende.”

Segue “Piazza San Marco”, un intenso duetto con Marco Mengoni, dove il fuoco si trasforma in malinconia.
“Qui prende la forma della dolcezza, ma senza perdere la sua forza”, spiega Annalisa. “È una canzone che parla di emozioni sospese, come le lacrime nell’acqua tonica.”
Le due voci si fondono in un equilibrio perfetto, restituendo una Venezia in bianco e nero, simbolica e cinematografica.

In “Delusa”, il fuoco diventa rabbia costruttiva: “Elaborare una delusione davanti al mondo, senza vergogna. È un brano che non si ferma sulla ferita ma sulla reazione”, dice la cantautrice.
L’energia delle chitarre distorte incontra l’anima electropop, per un brano dal forte impatto emotivo: “Quante cose che non rifarei / Nessuna / Credo che Gesù fosse una lei / Delusa.”

Con “Esibizionista”, Annalisa cambia registro, giocando con ironia e provocazione.
“È un pezzo divertente, ironico, dove pungo un po’ parlando di giudizio. Mi piace parlare di cliché e di come non bisogna farsi condizionare troppo. La mia ironia è spesso una forma di provocazione.”
Il brano introduce un linguaggio più vintage e teatrale, che ritroveremo anche in “Maschio”.

Proprio “Maschio”, primo singolo estratto, rappresenta la perfetta sintesi del progetto: una fusione di stilemi lessicali anni ’70 e ’80 con una produzione ultra moderna, in equilibrio tra nostalgia narrativa e sound internazionale.
“È un brano energico e misterioso – spiega Annalisa – e rappresenta molto la mia idea di femminilità consapevole e libera.”

In “Avvelenata” (feat Paolo Santo), il fuoco diventa veleno, passione e disillusione insieme: “Parla delle bugie, delle aspettative, di come le relazioni si debbano sempre riadattare alla realtà. Le nostre voci rappresentano due punti di vista che si incontrano e si confondono.”

“Emanuela” porta l’ascoltatore in una discoteca affollata, tra ironia e verità, mentre “Chiodi” esplora l’amore come battaglia e resistenza: “Il fuoco qui è l’amore – racconta – quella corda tesa che ci tiene in equilibrio tra ciò che ci fa sentire vivi e ciò che ci mette alla prova.”

Con “Io sono”, Annalisa afferma la propria identità con ritmo tribale e autoironia: “Io entro, io pago, io sono”.
“È un modo per raccontare le nostre giornate frenetiche – dice – la necessità di ballare sopra i pensieri per dimenticarli, anche solo per un po’.”

L’album si chiude con “Amica” e “Una tigre sul letto continua a parlarmi”, due brani specchio del cuore del progetto.
“‘Amica’ è forse la canzone che racchiude tutto. Parla della bellezza di avere qualcuno che non ti giudica davanti ai tuoi errori. E poi la tigre è il simbolo del tempo e della trasformazione. È la mia parte istintiva, quella che ogni tanto fa fatica a tirare fuori gli artigli.”

Tra introspezione e leggerezza

Durante l’incontro con la stampa, Annalisa ha raccontato anche il suo approccio alla scrittura e alla crescita personale:
“Ho dedicato molto tempo alla parola. Mi piace scrivere come si parla. Sto crescendo, e questo disco è anche un modo per dirlo. Ogni brano nasce da esperienze personali o osservate, o anche da cose che mi invento. Una canzone è sempre un mix di sensazioni.”

Parlando dell’attualità, aggiunge: “Mi piace lanciare provocazioni che non sempre vengono colte. In questo periodo storico è complicato scrivere canzoni apparentemente leggere, ma credo che anche la leggerezza possa essere un modo per riflettere. Serve empatia.”

Sulla possibilità di collaborazioni femminili, Annalisa confessa: “In questo album non c’è una donna perché non abbiamo trovato la canzone giusta. Sto aspettando la bomba giusta, quella che meriti di essere fatta nel modo giusto.”

“Art Gallery & Instore”: sei appuntamenti per incontrare Annalisa

Per celebrare l’uscita di “Ma io sono fuoco”, Annalisa porterà la sua musica anche in un contesto inedito: una mostra fotografica e instore tour intitolata “Art Gallery & Instore”, che farà tappa in alcune delle principali città italiane. Qui il calendario.
Le gallerie d’arte coinvolte ospiteranno una selezione di immagini dedicate all’artista e al suo nuovo progetto visivo, offrendo ai fan la possibilità di incontrarla in un contesto unico.
L’ingresso a ogni evento sarà garantito con l’acquisto del disco in location, che verrà autografato in loco.

Un connubio tra arte, musica e intimità che rispecchia perfettamente il percorso dell’album: un dialogo continuo tra immagine e parola, tra corpo e suono, tra realtà e simbolo.

“Capitolo I”: il ritorno live nei palasport

Dopo il trionfo dei tour precedenti, Annalisa tornerà dal 15 novembre 2025 con il “CAPITOLO I”, la prima parte di un nuovo viaggio musicale organizzato da Friends & Partners.
Un tour che promette uno spettacolo completo e immersivo, tra visual, coreografie, nuovi arrangiamenti e una scaletta di oltre trenta brani.

“Stiamo lavorando molto sugli arrangiamenti live – racconta – sarà uno show di circa due ore, con palco particolare, visual e ballerini. Voglio che ci sia modo di divertirsi ma anche di emozionarsi.”

L’artista ha voluto sottolineare il significato del titolo del tour:
“‘Capitolo I’ è un modo per dire che si ricomincia sempre da capo. Il viaggio ricomincia da qui, ma nella mia testa ci saranno altri capitoli. Mi piace pensare che questo percorso possa avere tante nuove tappe.”

Il tour sta già registrando sold out in diverse città, tra cui Jesolo (15 novembre), entrambe le date di Milano (28 e 29 novembre) e Torino (13 dicembre). Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Annalisa, il fuoco che non smette di ardere

Con “Ma io sono fuoco”, Annalisa firma uno dei lavori più maturi e identitari della sua carriera. Un disco che non si limita a raccontare il cambiamento, ma lo incarna, trasformando ogni emozione in suono, ogni fragilità in forza.
Un viaggio dentro sé stessa, dove ogni brano è una scintilla che accende qualcosa di nuovo, e dove il fuoco diventa simbolo di vita, coraggio e rinascita.

“Quando è tutto da rifare, io mi posso trasformare, pensi che mi faccia male, ma io sono fuoco.”

Foto di Nicholas Fols

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