Contavo le gocce del cosmo

Contavo le gocce del cosmo è una silloge poetica dove, grazie allo strumento potente di un linguaggio cesellato, si medita sui grandi temi del mondo: la magnificenza della natura e delle sue creature, con la sua spietata indifferenza e bellezza; la morte; il vero amore; la vanità delle cose; lo scopo nella vita di un uomo. Tra lirica e meditazione, Davide Carretta accompagna il lettore per mano nel caleidoscopio cangiante dell’esistenza.

Fin dalle prime pagine, l’autore si pone un interrogativo essenziale: cos’è la poesia e cosa ad oggi viene considerato poetico? La sua è una riflessione universale, capace di coinvolgere anche il lettore. Oggi, tutto sembra poesia, plasmato da un profondo senso di superficialità. Ciò che è un pensiero semplicemente profondo, diviene di fatti, all’occhio umano un componimento poetico. Da qui, Carretta, intende presentare la vera poetica, regalando ai suoi lettori una forma in cui la poesia diviene un mezzo di trasporto, una poesia capace di costruire mondi nuovi, di plasmare la realtà e renderla tangibile e vera. Un occhio sul mondo, quello dell’autore, capace di concretizzarsi attraverso una raccolta poetica multi tematica.

Il testo di Davide Carretta, si suddivide in quattro filoni principali: Allodole e ruscelli, Meditazioni glauche, Canti di rosa, e Altri versi. Ognuno di essi, accompagna il lettore in un mondo ben preciso, seppur con porte comunicanti. Le tematiche affrontate dall’autore, infatti, sembrano risuonare in perfetta armonia le une con le altre, in un gioco di equilibri e disequilibri dove molteplici tematiche spalancano le porte ai lettori.

All’interno della sua raccolta, Carretta, include una serie di componimenti poetici diversificati: vi troveremo infatti gli haiku, versi fitti di figure retoriche o componimenti maggiormente classici. Una diversificazione di generi, capace di interessare il lettore più ferrato.

Tra le varie tematiche affrontate dall’autore, vi ritroviamo senz’altro l’importanza della natura nella vita dell’uomo. Essa sembra come essersi discostata dall’esperienza umana, arginata dalle scelte dell’uomo, tediata dal suo peso e dalle sue necessità impellenti. La natura sembra aver assunto le sembianze di una cornice, senza mai risultare il punto centrale della vita umana. Di diversa importanza, per l’autore: la natura, infatti lo affascina e lo domina. È Il Gargano, il suo posto del cuore. Nella seconda sezione della raccolta, ci saranno numerosi momenti meditativi sul linguaggio, la morte e il vero amore. Da qui il consiglio autoriale che spinge il lettore a vivere osservando maggiormente i dettagli, e lasciarsi pervadere dalla profondità degli attimi.

Una raccolta poetica che non tralascia alcuna tematica, che ben sposa persino l’amore nella terza sezione “Canti di rosa”. Un testo che attraverso un titolo evocativo, spinge il lettore a ad una riflessione profonda sull’esistenza umana. Componimenti brevi, lenti, veloci. Un modo di far poesia che si mescola con la modernità, senza mai dimenticare “il far mestiere classico”, tipico dei grandi poeti del passato.

Un libro poetico che decanta l’amore e che tende le sue braccia alla natura.

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