Delta V

Il significato di tutte le canzoni di In fatti ostili, il nuovo album dei Delta V, un disco profondo e riflessivo che esplora la complessità del presente e la necessità di dare “un ordine al disordine”. Qui il link per l’acquisto di una copia fisica.

“Questo album è il racconto di 5 anni. 

È un periodo lungo, certo, soprattutto se rapportato ai parametri della discografia e dello streaming attuale ma in realtà a noi è sembrato semplicemente il lasso di tempo sufficiente per mettere in bella copia tutto quello che avevamo affastellato nei magazzini della mente e negli hard disk dei nostri computer, per elaborare sensazioni ed inquietudini, incertezze e prospettive, per dare insomma un ordine al disordine.

È il settimo album di inediti che pubblichiamo, il secondo dopo Heimat, l’album che ha cambiato in maniera decisiva la nostra visione e il nostro modo di fare musica.

Perché se prima eravamo interessati fondamentalmente alla cura dei suoni e alla ricerca dello stile, oggi pensiamo invece che il ruolo delle parole e il racconto del quotidiano diventi un’esigenza fondamentale per quelle che sono diventate le nostre coordinate.

L’ostilità che ricorre anche nel titolo dell’album è un sentimento diffuso, un vero e proprio “linguaggio”, minimo comun denominatore di una società estremamente diversa da quella di quando il progetto Delta V è cominciato.

La paura di ciò che è diverso da noi è diventata la chiave attraverso la quale le porte della ragione, o anche più banalmente della fiducia nel prossimo, si sono progressivamente chiuse lasciando spazio a diffidenza e astio, ad un ambiente chiuso e appunto ostile.

Come individui non abbiamo un approccio nostalgico o passatista e i riferimenti al passato sono citazioni che riguardano la nostra formazione, tuttavia il senso di mancata appartenenza che proviamo è sintomatico. 

Una sensazione netta e definita che in questi ultimi cinque anni è andata via via aumentando, facendoci porre diverse domande a cui spesso non abbiamo saputo trovare risposte.

La musica ha un ruolo sociale, e nel momento in cui si decide di attraversare le vite delle persone raccontandole nelle loro complessità quotidiane arriva ad assumere anche una dimensione politica.

Questa è un’epoca di contrapposizioni, di bipolarismi, di negazioni e noi non sentiamo vicina nessuna compagine, nessun braccio della bilancia. 

E se scrivendo le parole di queste nuove canzoni abbiamo cercato di trasferire il nostro sguardo sulle cose che cambiano attorno a noi, sulle musiche abbiamo mantenuto le modalità di lavoro con cui da sempre ci identifichiamo: questo album per certi aspetti ci ha ricordato durante la lavorazione le dinamiche con cui abbiamo realizzato il nostro primo disco, Spazio. 

Come allora la componente elettronica è stata dominante, solo che questa volta abbiamo deciso di utilizzarla in maniera più analogica, svincolata dalle griglie di programmi e software, suonando live, mantenendo sporcature e imprecisioni e registrando strumenti e voci nelle nostre case, i migliori studi di registrazione per questo album.”

Delta V, il significato delle canzoni dell’album “In fatti ostili”

ESSERE MIGLIORI
Una canzone nata tra le prime, diario di una settimana qualunque di un tempo che quasi finisce per non sorprenderci più. 
Le crisi si presentano in modalità differenti, possono essere devastanti e violente oppure non deflagrare necessariamente finendo comunque per sommergerci un giorno alla volta.
In equilibrio quotidiano tra un senso di precarietà di cui faremmo volentieri a meno, di luoghi in cui non riusciamo proprio a riconoscerci ma anche di fierezza e consapevolezza, e infine del solito Dio con cui fare i conti e che spesso compare tra le righe dei testi di tutto il disco.

LA DISCIPLINA DEL NULLA
Gli ultimi 5 anni hanno offerto prospettive assolutamente inaspettate sull’umanità che ci circonda. 
Le epidemie e le guerre non ci hanno reso migliori e l’Occidente che viviamo è il luogo in cui la decadenza delle coscienze e dello spirito si è più manifestata in maniera insolente e priva di pudore.
Noi tre, cresciuti in piccole famiglie borghesi con i piedi per terra, dove comunque il mito del posto fisso era già ampiamente svanito, abbiamo creduto nelle nostre rispettive vite e ci abbiamo investito diventando genitori e costruendo un futuro come quello che ci eravamo immaginati e a cui i nostri genitori ci avevano idealmente preparati. 
Oggi facciamo molta fatica ad orientarci ma il senso di inadeguatezza che proviamo non è il nostro bensì quello di chi nega il prossimo, nella presunzione e l’arroganza di chi celebra appunto il nulla.

PANICO
Non riuscire più ad allinearsi con il proprio battito, con il proprio respiro.
Morire ogni volta e regolarmente ritornare. 
Le ipotesi, le cause, la diffidenza degli altri, le paranoie, la certezza di non potercela fare la volta dopo.
Morire un’altra volta e di nuovo ritornare.
Imparare a conviverci.
Andare oltre.

PROVINCIA MECCANICA
Nascere in un posto che non è il tuo centro del mondo. Crescerci e poi un giorno decidere che è arrivato il momento e andarsene.
E a quel punto imparare a correre, andare più veloce cercando di non schiantarsi, e ancora correre oltre la vita di prima, oltre la lentezza e quella sottile noia delle giornate tutte uguali. 
Che però ti proteggevano.

NAZISTI DELL’ILLINOIS
Piccolo manuale di sopravvivenza per gli anni 20.
Il film di Landis raccontava le camicie brune del partito nazista dell’Illinois con un tono di sarcasmo purtroppo ampiamente sorpassato dalla cronaca di quest’ultimo periodo.
Quelle figure così grottesche e anacronistiche oggi hanno invece ritrovato una precisa identità reincarnandosi in una certa classe politica che dell’inadeguatezza e della scempiaggine ha fatto il suo marchio di fabbrica.
Per fortuna certe “classifiche” sono come quelle della musica: semplicemente non raccontano il reale stato delle cose. 
E magari ricordarsi anche che l’astensione non paga… 

REGOLE A MILANO
Odiare e amare il luogo dove vivi.
Non riconoscerne sempre più spesso le persone e i profili delle case. 
Fare fatica, impegnarsi, cercare soluzioni, trovarne alcune, mai tutte quelle che vorresti.
Diario di una città che si specchia in sé stessa e non nelle persone.
Milano meravigliosa nei suoi cortili, nelle sue mostre, nelle giornate che si allungano ad aprile.
Milano città pagana, determinata, superba, esigente e poco incline al perdono.

WENDY
Stare in casa e non potere uscire. Cambiare le abitudini. I semafori intermittenti la sera tardi quando porti fuori il cane. Le giostre di carnevale imprigionate dai cancelli del Parco Sempione fino all’estate. 
Le scuole chiuse, immaginarsi i lunghi corridoi vuoti, rivedersi al liceo e ricordare le vacanze insieme.
Abituarsi.
E sullo schermo in salotto serie tv, film, sceneggiati, Billy the Kid, Dart Fener e Jack che deve aspettare maggio insieme a Wendy all’Overlook Hotel.

STORTI
Guidare in macchina nella grande pianura, attraversando paesi e piccole città, file di negozi chiusi e poi ancora campi di pomodori e divieti di velocità.
E riannodare i pensieri, mettere in ordine quello che siamo e soprattutto quello che non saremo.
La distintiva imperfezione dei nostri caratteri, i limiti insondabili del razionale e quelli, altrettanto misteriosi e pericolosi, dell’amore che proviamo.

SAN BABILA ORE 20(25)
Cresciuti nella Milano a cavallo fra gli anni 70 e gli 80, dove nei licei si respirava ancora quella contrapposizione netta che aveva caratterizzato gli anni precedenti, abbiamo citato con il film di Lizzani un’Italia spaccata che purtroppo per certi aspetti ci ricorda da vicino il periodo che stiamo attraversando. 
Certo, epoche diverse e interpreti differenti, ma una marcata sensazione di disagio per il crescente aumento della negazione del prossimo, di un periodo all’insegna di risentimenti, asti ed intolleranze.

LAIKA E L’AMERICA
Laika non è mai morta nello spazio ma ha continuato a percorrere orbite su orbite osservandoci dagli oblò della sua navicella. La terra è cambiata e se c’è un luogo che oggi rappresenta il paradigma di come il mondo si sia progressivamente ripiegato su sé stesso compresso tra derive autoritarie e negazione dell’altro, beh, questo luogo sono gli Stati Uniti.
Perché sei cresciuto bambino pensando che l’America fosse veramente il luogo dove tutto era possibile. Dove Davy Crockett, Custer e Buffalo Bill rappresentavano il mito della frontiera. 
E dove, oggi che sei un uomo, le visuali di un tempo si sono modificate e gli ideali sbiaditi per sempre.

I RAGGI B
Da sempre appassionati di fantascienza, da sempre affascinati dal primo Blade Runner e dall’inarrivabile monologo finale di Roy Batty, abbiamo unito questa attrazione ad un altro grande amore della nostra adolescenza: i Genesis del periodo gabriellano.
Quando ci siamo conosciuti al liceo ascoltavamo spesso il Lamb, Foxtrot e Selling England. Poi abbiamo cominciato a suonare insieme in scassatissime sale prova e quello che la nostra tecnica ci poteva permettere era qualcosa di molto distante da quei virtuosismi e quelle atmosfere. Ma canzoni come il Lamia o Supper’s Ready sono sempre rimaste nel nostro DNA.
Durante la lavorazione del nuovo album, tramite un caro amico, abbiamo fatto arrivare a Steve Hackett alcune tracce che giravano da un po’ sui nostri computer. Dopo pochi giorni sono ritornate con un suo assolo di chitarra. E’ nato così il brano che chiude il nuovo disco.

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