Ensi

Ensi invita i fan a non acquistare la prima edizione in vinile di “Era tutto un sogno”, storico album del 2012, denunciando una gestione senza il suo coinvolgimento.

È una presa di posizione forte quella di Ensi nei confronti della prima edizione in vinile di “Era tutto un sogno”, storico album pubblicato nel 2012 per Tanta Roba, l’etichetta fondata da Guè e Dj Harsh. Il rapper torinese ha invitato i propri fan a non acquistare la ristampa, spiegando di non essere stato coinvolto nel progetto e di sentirsi profondamente deluso dalla gestione dell’operazione.

L’annuncio della pubblicazione del vinile è arrivato all’artista, come raccontato dallo stesso Ensi sui social, soltanto attraverso un post su Instagram. Una situazione che ha generato il suo disappunto, soprattutto considerando il valore personale e artistico che l’album rappresenta nella sua carriera.

Scopro solo ora, con un post su IG, che è stato stampato il vinile di ETUS”, ha scritto Ensi, utilizzando l’acronimo del disco. “Anche se ci tenevo tantissimo al fatto che questo album così importante per me venisse stampato in vinile, esorto chiunque mi ascolti a NON supportare questa uscita”.

Il rapper ha spiegato che il problema non riguarda la gestione dei diritti del master, passato nel tempo tra diverse realtà discografiche. “Il master non è mai stato di mia proprietà, e non è un problema il fatto che abbia rimbalzato da Tanta Roba a Universal e ora a Sony. So come funziona la discografia e pago i miei errori del passato senza battere ciglio”, ha dichiarato.

La critica di Ensi riguarda soprattutto la mancanza di comunicazione e di coinvolgimento dell’artista in un progetto che considera parte fondamentale del proprio percorso musicale.

Il mio problema è la totale noncuranza umana di chi avrebbe dovuto fare gli interessi di questo album, nel rispetto della mia arte e del mio percorso”, ha spiegato il rapper, sottolineando come oggi la sua situazione professionale sia solida e non legata ai possibili guadagni derivanti dalla ristampa.

Non ho di certo bisogno del ritorno di questo album per mettere il pane a tavola. Avevo solo bisogno di essere coinvolto in questa cosa, perché per me la mia arte, e quel disco nello specifico, sono molto più importanti di qualsiasi percentuale di royalties, contratto o accordo che ci sia”, ha aggiunto.

Ensi ha anche precisato di non essere solito portare pubblicamente questioni interne al mondo discografico, ma questa volta ha scelto di parlare apertamente: “Lavo sempre i panni sporchi in casa e non è nella mia indole creare dissapori sui social, ma sono profondamente deluso e non riesco a tenermi questa cosa per me”.

La vicenda riporta al centro un tema molto discusso nella scena rap italiana: la gestione dei cataloghi storici e il rapporto tra artisti, etichette e proprietà dei master. Negli ultimi anni diversi rapper hanno raccontato situazioni simili, evidenziando quanto il controllo delle opere e il coinvolgimento degli autori nelle ristampe siano questioni ancora aperte nell’industria musicale.

Per Ensi, “Era tutto un sogno” resta un disco speciale, legato a un momento fondamentale della sua carriera. Proprio per questo, conclude il rapper, avrebbe voluto che la sua prima uscita in vinile fosse accompagnata da un percorso condiviso: “So che molti di voi, affezionati a questo album, lo vorranno nella loro collezione e mi sarebbe davvero piaciuto supportare questa uscita. Ma così non è”.

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