Il Liechtenstein resterà fuori anche dall’edizione 2026 dell’Eurovision Song Contest, che si terrà il prossimo maggio in Austria. Lo ha confermato ufficialmente il Primo Ministro Brigitte Haas, spiegando le motivazioni che tengono il piccolo Principato lontano dalla manifestazione. Le sue parole riaccendono il dibattito, non solo sulla posizione del Liechtenstein, ma anche su quanto l’Eurovision sia realmente accessibile per le piccole nazioni europee.
«Il Liechtenstein non parteciperà all’Eurovision 2026. Siamo un Paese orgoglioso e ci sarebbe piaciuto vedere la nostra bandiera su quel palco, ma dobbiamo riconoscere che oggi ci mancano gli strumenti essenziali: un budget adeguato, infrastrutture produttive e un’emittente nazionale indipendente. Tutti elementi imprescindibili per garantire una partecipazione dignitosa e corretta», ha dichiarato Haas in un comunicato ufficiale.
Un ulteriore ostacolo, spiega il Primo Ministro, riguarda il regolamento stesso dell’European Broadcasting Union (EBU), che richiede l’appartenenza a un ente radiotelevisivo pubblico riconosciuto, requisito oggi impossibile da soddisfare: «La chiusura della nostra radio pubblica nell’ultimo anno ci ha messo davanti a una sfida insormontabile. Abbiamo una tradizione musicale viva e un tessuto culturale ricco, ma dobbiamo restare realisti: il benessere dei cittadini, l’istruzione e la sanità rimangono oggi le nostre priorità. Forse un giorno realizzeremo questo sogno, ma per ora scegliamo la resilienza sociale ed economica».
Il Liechtenstein resta così l’unico Stato europeo a non aver mai partecipato ufficialmente all’Eurovision, nonostante nel corso degli anni cittadini e politici abbiano espresso più volte il desiderio di vedere il proprio Paese tra i concorrenti. Una situazione che richiama quella di altre micro-realtà come Andorra, Monaco e San Marino, evidenziando le difficoltà delle nazioni più piccole nel conciliare identità culturale e ostacoli economico-regolamentari.
Con l’Eurovision che cresce ogni anno in termini di costi, spettacolarità e requisiti tecnici, entrare nel ristretto club dei partecipanti richiede oggi risorse considerevoli. La recente chiusura della radio pubblica LI Radio ha confermato ulteriormente quanto, senza infrastrutture mediatiche adeguate, al governo manchino i mezzi concreti per prendere parte alla competizione.
In vista dei suoi 70 anni di storia, molte voci dell’industria musicale sottolineano come l’Eurovision sia sempre più difficile da raggiungere per le realtà più piccole, penalizzate da un sistema in cui si intrecciano politica, economia e regolamenti. Talento e creatività spesso si scontrano con limiti strutturali che penalizzano i micro-Stati, costringendoli a mettere da parte ambizioni artistiche e visibilità internazionale in favore della stabilità interna.
Per il Liechtenstein, il sogno dell’Eurovision resta quindi, per ora, rimandato.

La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
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