Il ministro della Cultura spagnolo Ernest Urtasun avverte: se Israele non verrà sospeso dall’Eurovision 2026, la Spagna potrebbe ritirarsi.
La Spagna è entrata con decisione nel dibattito sull’Eurovision 2026. Il ministro della Cultura Ernest Urtasun ha dichiarato che il Paese potrebbe ritirarsi dal concorso se l’European Broadcasting Union (EBU) non sospenderà Israele dalla competizione.
“Non possiamo normalizzare la partecipazione di Israele in forum internazionali come se nulla stesse accadendo”, ha detto Urtasun durante il programma La Hora de La 1.
Il ministro ha ricordato che la decisione finale spetta a RTVE, ma ha sottolineato che “devono essere prese misure”, incluso un possibile ritiro.
La posizione di Urtasun si inserisce in un contesto di forti tensioni politiche. Il primo ministro Pedro Sánchez ha recentemente annunciato un inasprimento dell’embargo sulle armi contro Israele, vietando anche il transito di equipaggiamenti militari su territorio spagnolo.
Sánchez aveva già chiesto l’espulsione di Israele dall’Eurovision, ricordando il precedente della Russia, esclusa dopo l’invasione dell’Ucraina:
“Non possiamo avere doppi standard nella cultura. I diritti umani devono restare un impegno costante.”
La Spagna non è sola. La Slovenia, tramite l’emittente pubblica RTVSLO, è stata la prima a dichiarare apertamente che potrebbe abbandonare l’Eurovision 2026 se Israele resterà in gara.
Il Paese attenderà la decisione dell’EBU prevista per l’inverno 2025 prima di rendere ufficiale la propria scelta.
Non è la prima volta che la Spagna entra in conflitto con l’EBU. Durante l’Eurovision 2025, i conduttori spagnoli Tony Aguilar e Julia Valera avevano citato le vittime di Gaza nel corso della semifinale che includeva Israele. L’EBU aveva minacciato sanzioni contro RTVE, ma l’emittente aveva reagito con fermezza.
Prima dello show, RTVE aveva mandato in onda una schermata nera con la scritta:
“Di fronte alle violazioni dei diritti umani, il silenzio non è un’opzione. Pace e giustizia per la Palestina.”
Un messaggio ribadito anche dal presidente di RTVE José Pablo López, che su X (ex Twitter) ha confermato:
“Il silenzio non è un’opzione.”
La decisione definitiva sull’eventuale partecipazione di Israele sarà presa dall’EBU a dicembre 2025, con una proroga per i broadcaster che vogliono attendere prima di confermare la loro presenza senza penalità.
Se Israele resterà in gara, cresce la possibilità che Spagna, Slovenia e forse altri Paesi si ritirino, aprendo a uno scenario che potrebbe cambiare radicalmente l’Eurovision 2026 di Vienna.

La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
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