Irlanda

Charlie McGettigan invita l’Irlanda a non tornare all’Eurovision 2027 finché Israele resterà in gara. L’ex vincitore del contest critica anche il televoto e sostiene il boicottaggio di RTÉ.

Il dibattito sulla partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest 2027 continua a dividere artisti e addetti ai lavori. A prendere posizione è ora Charlie McGettigan, vincitore dell’Eurovision 1994 insieme a Paul Harrington con il brano Rock ‘n’ Roll Kids, che ha invitato l’emittente pubblica irlandese RTÉ a non tornare in gara finché Israele continuerà a far parte della competizione.

In un’intervista rilasciata al quotidiano The Irish Sun, il cantante ha ribadito il proprio sostegno alla decisione dell’Irlanda di non partecipare all’edizione 2026, sostenendo che la situazione internazionale renda ancora più difficile un ritorno sul palco dell’Eurovision.

«L’Irlanda non dovrebbe tornare all’Eurovision»

McGettigan ha collegato la propria posizione agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, citando anche il coinvolgimento di cittadini irlandesi impegnati in missioni umanitarie e di pace.

«RTÉ non dovrebbe cambiare la decisione presa nel 2026. Finché Israele partecipa all’Eurovision, l’Irlanda non dovrebbe tornare in gara», è il messaggio lanciato dall’artista, che considera incompatibile la presenza del proprio Paese nel concorso alle attuali condizioni.

«Sarà difficile trovare un rappresentante per il 2027»

Secondo il cantante, la situazione potrebbe creare difficoltà anche nella scelta dell’artista che dovrebbe rappresentare l’Irlanda.

«Credo che RTÉ farà fatica a trovare qualcuno disposto a partecipare all’Eurovision 2027», ha dichiarato McGettigan, aggiungendo che né lui né il collega Paul Harrington accetterebbero un eventuale invito a tornare sul palco della manifestazione.

Le sue parole si inseriscono in un dibattito già molto acceso nel Paese. Negli ultimi mesi anche altri volti noti dell’Eurovision irlandese, tra cui Bambie Thug e il due volte vincitore Johnny Logan, avevano espresso sostegno al boicottaggio deciso da RTÉ per l’edizione 2026.

Critiche anche al sistema di televoto

Nel corso dell’intervista McGettigan ha inoltre espresso dubbi sul sistema di voto dell’Eurovision, sostenendo che il televoto potrebbe essere vulnerabile a possibili manipolazioni.

L’artista non ha però fornito prove a sostegno delle proprie affermazioni, che arrivano dopo il secondo posto ottenuto da Israele all’Eurovision 2026 con Noam Bettan, risultato che ha riacceso il confronto sulla trasparenza del sistema di votazione.

La decisione di RTÉ è ancora attesa

Al momento RTÉ non ha ancora annunciato se prenderà parte all’Eurovision Song Contest 2027, in programma in Bulgaria. La scelta dell’emittente irlandese resta quindi in sospeso, mentre il confronto sulla presenza di Israele continua ad animare il dibattito internazionale e a dividere artisti, broadcaster e appassionati del concorso europeo.

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