Francesco Guccini, in un’intervista rilasciata a La Repubblica, ripercorre la sua carriera e propone anche un personale punto di vista sulla situazione politica del nostro paese.
“Non sono mai stato un cantautore militante. Ho sempre toccato le vite delle persone, canzoni esistenziali, di gente che si barcamena. Non sono mai stato un comunista. Non avrei mai potuto con quel che avvenne col totalitarismo sovietico, ma riconosco i tanti pregi che il Pci ebbe nella crescita della società italiana.”
Parole che indicano una certa appartenenza e che si estendono alle prossime elezioni.
“Quando ero ragazzo nelle balere si approcciavano le donne con un ‘balla, signora?’. Ed era o sì o no. Una volta una ragazza rispose così a un mio amico: ‘Proviamo anche questa’. Ecco, gli italiani, dopo aver provato Berlusconi, Renzi, Grillo, Salvini, vogliono provare Meloni: è qualcosa di connotato alla società italiana, ma sono innamoramenti di pancia, che sfioriscono presto. Gli elettori in democrazia hanno sempre ragione. A loro dico: ‘Godetevela!'”.
Francesco Guccini
Un pensiero, poi, su Laura Pausini e sulla scelta di non cantare Bella Ciao.
“Ci sono artisti che vogliono dividere e altri che non vogliono scontentare nessuno. Non vuol dire essere di destra, è semplicemente prudenza.”
Un brano che Francesco Guccini conosce bene e di cui propose, qualche anno fa, una personale rivisitazione.
“Attacchi violentissimi per una canzone goliardica. Mi hanno detto che io li volevo a piazzale Loreto, mentre, in maniera scherzosa, io a Berlusconi auguro soltanto, a Salvini di bersi il suo Mojito e alla Meloni di spezzare le reni alla Grecia.”

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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