Gianni Morandi vigne

Gianni Morandi il prossimo 6 luglio partirà con il tour Go Gianni Go e in un’intervista a Famiglia Cristiana si è raccontato a 360 gradi.

La storia d’Italia? L’ho attraversata, ma non l’ho determinata. Non sono un autore, neanche un grandissimo interprete. Ma è andata comunque alla grande. […] A maggio ero a Palazzo Madama per il concerto per i 75 anni del Senato e le prime parole che ho detto davanti a Mattarella è che quando è nato il Senato io c’ero già. Sono nato sotto le ultime bombe degli americani.”

L’artista prosegue.

Gli italiani sono abituati a vedermi dal 1962 quando sono andato per la prima volta in televisione a cantare Fatti mandare dalla mamma. Mi capita spesso di incontrare persone che mi dicono: “Quel giorno abbiamo preso un caffè in autostrada”, “Quel giorno sei venuto nel mio paese a cantare”, “Abbiamo fatto il servizio militare insieme”, “Mia figlia mi canta le tue canzoni”, “Mia mamma ti ha conosciuto a quel concerto”. Sono un po’ come un arredo di casa, qualcosa a cui le persone si sono abituate. Spero anche affezionate e non stufate, dopo tanti anni.”

Il cantautore ricorda i racconti della madre sul 11 dicembre 1944, giorno in cui venne al mondo a Monghidoro.

Mia mamma mi raccontava che quel giorno c’era una bufera di neve con il tetto di casa semisfondato dai bombardamenti e riparato con teli di fortuna. Un soldato americano le portò una coperta per scaldarmi e le chiese il mio nome. E lui intonò un motivetto: ‘Welcome, welcome little John in the smiling world…’.”

Gianni Morandi prosegue.

Il sorriso è il modo migliore per presentarsi e farsi accogliere. Se sei in difficoltà è un passepartout. Quando ho una faccia seria la gente mi chiede se sto bene.”

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