Elisa Ridolfi Tenco 2024

Targa Tenco 2024 per Miglior album opera prima per “Curami l’anima” di Elisa Ridolfi, cantautrice che ha lavorato a lungo con Lucio Dalla. Un disco nato sotto la direzione artistica di Tony Canto e arricchito da un ensemble di grandi musicisti e la partecipazione straordinaria di Eugenio Finardi e Jaques Morelenbaum.

Intervista a Elisa Ridolfi dal Premio Tenco 2024

Quali sono state le tue emozioni al momento dell’annuncio della conquista del premio e come hai festeggiato?

È stato bellissimo perché l’ho saputo proprio il giorno del mio compleanno, quindi ero già in modalità festeggiamento. Ho semplicemente prolungato la festa, intensificando il tempo dedicato alla felicità!

Come hai festeggiato nello specifico?

Con cose molto semplici: cibo buono, un bel riposo, un tuffo in piscina. Insomma, quelle cose che ti concedi d’estate, anche perché sono nata in estate e ho saputo del premio in estate. Stare bene in quel periodo è facile, e con una notizia così, ancora di più!

Quando e come hai scoperto il mondo del fado?

È stato grazie a Marco Poeta, un musicista molto importante per il fado in Italia. Lui si era appassionato a questo genere musicale e mi ha chiesto di seguirlo in questo percorso. Così è iniziato tutto, grazie a lui.

Che ricordi hai della tua collaborazione con il grande Lucio Dalla?

Lucio ha segnato profondamente la mia vita. Mi ha insegnato tanto su come l’arte possa essere importante. Mi ha motivato nel voler lavorare sulla forma canzone, ed è stato per me un maestro. Lo ricordo come un vero genio dei nostri tempi.

Sei sempre stata fedele a te stessa, ma anche in continua evoluzione. Come pensi di essere cambiata nel corso del tempo?

Cerco di restare sempre onesta con me stessa. Se trovo nuovi stimoli nel tempo e nello spazio in cui mi trovo, li porto nella mia musica. La musica filtra tutti gli aspetti della mia vita, e quindi sì, sono una persona in continua trasformazione. Ho iniziato da sonorità lontane, tradizionali, e sono arrivata a esplorare suoni più vicini a casa mia.

Cosa pensi dello stato attuale del cantautorato italiano? Come lo vedi oggi?

Il cantautorato ha vissuto una grande epoca d’oro, ma oggi c’è un sottobosco di grandi personalità e voci. Però, è un momento difficile per molti autori, che spesso devono cimentarsi in percorsi artistici differenti o scrivere per altri. Viviamo in un altro tempo, e bisogna fare i conti con questo, ma c’è ancora una resistenza creativa in chi ricorda gli anni di gloria.

Parlando del passato, cosa rappresenta per te Luigi Tenco e questo premio così importante?

Sono molto emozionata. Sto riflettendo su un’idea che mi è venuta stamattina. In Curami l’anima c’è una canzone intitolata Dorme un poeta, che parla di una persona che sceglie di andarsene. Mi piacerebbe iniziare la mia esibizione al Tenco citando proprio questo brano, che in qualche modo richiama ciò che è accaduto a Luigi Tenco.

Per il futuro, ci sono altri progetti in arrivo?

Certo, ho sempre un piano di lavoro continuo. Oggi mi sto avvicinando alla mia lingua madre, soprattutto con Curami l’anima, ma sto anche esplorando il dialetto della mia città, Fano. È un dialetto di provincia, poco nobile, ma molto interessante da esplorare. Chissà, magari un giorno parteciperò al Tenco con un album in dialetto!

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