Emma Nolde

“NUOVOSPAZIOTEMPO” è il nuovo album di Emma Nolde, terzo disco in carriera e primo per Carosello Records, disponibile sia in digitale che in vinile trasparente. Qui il link per l’acquisto in formato fisico.

Il nuovo lavoro discografico include le inedite collaborazioni con Niccolò Fabi, Nayt e Mecna, un incontro di mondi apparentemente diversissimi tra loro ma che si accomunano a Emma per la grande capacità di soppesare con cura parole e messaggi all’interno della loro musica.

Questa la tracklist.

  1. Intro
  2. Sconosciuti
  3. Pianopiano!
  4. Sirene
  5. Tuttoscorre
  6. Punto di vista (feat. Niccolò Fabi)
  7. Sempre la stessa storia
  8. Punto di domanda (feat. Nayt, Mecna)
  9. Universo parallelo
  10. Mai fermi
  11. 2

Intervista a Emma Nolde, il nuovo album “Nuovospaziotempo”

L’album “Nuovospaziotempo” non è che una delle tante novità che ti riguardano. Cosa rappresentano questo disco e tutte queste novità per te e il tuo percorso artistico?

Rappresentano quello che desideravo fare da tempo, direi addirittura da un paio d’anni. Volevo uscire dalla mia zona di comfort per fare qualcosa che fosse in linea con me stessa, ma che allo stesso tempo considerasse anche gli altri – per “altri” intendo le persone più vicine, come mia mamma e i miei amici. L’idea era di semplificare e rendere la vita un po’ meno difficile a chi mi ascolta, quando scrivo le mie canzoni.

Rispetto al passato, si nota un’evoluzione verso una scrittura più attenta alla semplicità e alla quotidianità. Come sei riuscita a cambiare prospettiva?

Rispetto al disco precedente, scritto durante la quarantena, il cambiamento è stato anche un riflesso delle giornate diverse che vivevo. Abbiamo iniziato a suonare tanto e ho sentito il peso dei miei 23 anni in un mondo così pretenzioso. Cambiare prospettiva è stato anche terapeutico per me, mi ha aiutata a rimanere connessa a ciò che mi è vicino.

Sicuramente l’approccio creativo è cambiato, soprattutto lavorando in un contesto meno isolato rispetto alla quarantena.

Esattamente. Durante la quarantena ero sola e lavoravo sulle preproduzioni con Francesco Motta. Questa volta, invece, sono partita insieme ad Andrea Pacchetti, produttore del disco, e poi abbiamo coinvolto i musicisti che suoneranno anche dal vivo. Questo ha dato al disco una dimensione più “live”.

Qual è stata la sfida più importante durante la scrittura di questo disco?

La sfida è stata mantenere forte la mia sensibilità. Tutto quello che faccio deve piacermi al 100%, altrimenti non riesco a portarlo avanti. Volevo esprimere emozioni intense anche con ritmi diversi, come con la batteria o con produzioni più leggere, senza necessariamente puntare solo su ballate tristi.

Nel disco esplori anche la normalità e la vita in provincia, un tema che spesso viene sottovalutato. Come ha influenzato il processo creativo?

La provincia mi ha ispirato molto. È un luogo dove puoi mantenere una prospettiva legata alla quotidianità e alla semplicità. Mi piace ascoltare le storie di persone che fanno cose normali e bellissime, e queste storie sono finite nelle canzoni.

Nel video del singolo “Pianopiano” e nel coro di “Sconosciuti” hai coinvolto direttamente i tuoi fan. Cosa significa per te condividere la tua musica con loro?

Mi piace perché sento una connessione con loro. Anche se non sono molti, sono persone che immagino chiaramente quando scrivo, e so che parliamo lo stesso linguaggio. Includerli è un modo per ricordare che facciamo questo percorso insieme.

Spotify ti ha celebrata come una delle artiste più interessanti della tua generazione e ha supportato il tuo percorso. Cosa rappresenta per te questa visibilità?

Essere sostenuta da Spotify significa molto, sia musicalmente che personalmente. Mi permette di portare avanti temi a cui tengo molto, come quelli legati alla comunità LGBTQ+.

A fine novembre partirà anche il “Nuovospaziotempo Club Tour”. Cosa possono aspettarsi i fan dai tuoi concerti? (Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti)

Devono aspettarsi un coinvolgimento diretto. Mi piacerebbe che partecipassero attivamente durante i concerti, e che ogni serata abbia dei momenti riflessivi, ma anche divertenti. Con più canzoni alle spalle, posso costruire uno spettacolo più completo e intenso.

Durante un incontro a Verona hai parlato del concetto di “L’utilità di inutile”. È un tema che ti interessa particolarmente?

Sì, è un discorso che sento molto mio. Avevo dubbi sul pubblicare il video di quel discorso, ma ho deciso di farlo perché il messaggio era autentico. E il feedback positivo mi ha confermato che ha risuonato con il pubblico.

Cosa speri che i tuoi fan colgano dal tuo nuovo disco?

Spero colgano la sincerità con cui faccio musica, sia nei testi che nella musica stessa. Tutto ciò che scrivo è basato su esperienze vissute, mie o di persone a me vicine.

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