Lea Gavino Credit- Claudia De Nicolò_3

Intervista a Lea Gavino, che apre un nuovo capitolo della sua carriera con 11 Volte, il suo primo EP, un progetto che unisce scrittura intima, sensibilità pop e un forte bisogno di raccontarsi senza filtri.

Attrice già amata dal grande pubblico per i suoi ruoli sullo schermo, oggi Lea sceglie la musica come spazio personale e autentico in cui trasformare emozioni, relazioni e fragilità in canzoni.

L’uscita del disco coincide con un momento simbolico e speciale: il debutto sul palco del Concertone del Primo Magggio di Roma, una data che per lei ha un significato profondo anche legato al brano che dà il titolo al progetto.

In questa intervista, Lea racconta il valore del numero 11, il legame tra recitazione e musica, la genesi di brani come Serratura e Amico Lontano, e il desiderio di costruire un percorso artistico fatto di verità, curiosità e continua trasformazione.

Intervista a Lea Gavino, l’Ep d’esordio “11 Volte”

Il Primo Maggio 2026 rappresenta per te una data molto speciale. Che emozioni stai vivendo?

Sono molto emozionata, felice e anche molto tesa, ovviamente, perché il Primo Maggio per me ha un valore enorme. Da una parte c’è il debutto sul palco del Concertone di Roma, che per noi romani rappresenta davvero un pezzo di cuore, un evento simbolico, quasi identitario. Dall’altra parte c’è anche un legame molto personale e quasi poetico con questa data: proprio un anno fa scrivevo 11 Volte, il brano che dà il titolo all’EP, nella mia vecchia casa a San Giovanni.

Sapere che oggi tutto questo si chiude e allo stesso tempo ricomincia proprio lì, nello stesso luogo e nello stesso periodo, mi sembra qualcosa di molto significativo. È come se un cerchio si chiudesse e se ne aprisse un altro, ancora più importante.

Il numero 11 ricorre spesso nella tua vita, tanto da diventare il titolo dell’EP. Che rapporto hai con questo numero?

È un rapporto molto particolare, quasi misterioso. Il numero 11 compare spesso nella mia vita, in momenti specifici, soprattutto nei periodi di cambiamento o nelle fasi più intense. Non l’ho mai vissuto semplicemente come una coincidenza, ma come una sorta di segnale.

Non penso necessariamente che sia sempre un numero “positivo”, però lo guardo come qualcosa che mi avverte, che mi insegna qualcosa, che mi accompagna. A volte sembra quasi perseguitarmi, lo incontro ovunque, e a un certo punto ho pensato: “Adesso lo perseguito io”.

Da lì è nata l’idea di farlo diventare il titolo dell’EP e di trasformarlo in qualcosa di mio, quasi un simbolo personale.

In un mercato musicale dominato dai singoli, hai scelto di pubblicare un EP. Perché per te era importante raccontarti attraverso una raccolta più ampia?

Io sono molto legata a un’idea un po’ vintage della musica, quella dell’EP o del disco come raccolta completa. Mi piace pensare a un progetto musicale come a un libro, più che a un singolo racconto.

Ancora oggi, quando esce un album, io lo ascolto tutto, dall’inizio alla fine, perché credo che sia un’esperienza diversa. Un disco ti porta dentro un viaggio personale molto più intimo rispetto a una singola canzone ascoltata isolatamente.

Per questo per me era importante avere una prima raccolta che potesse contenere tutte queste sfumature, tutte queste fasi emotive e i vari capitoli della mia crescita. Mi sembrava il modo più sincero per presentarmi davvero.

Il pubblico ti conosce anche come attrice. Quanto si influenzano a vicenda recitazione e scrittura musicale?

Tantissimo, anche se spesso succede in modo inconscio. Quando inizi e finisci un set, non sei mai la stessa persona. Interpretare un personaggio per mesi significa abitare pensieri, emozioni e parole che non sono tue, ma che inevitabilmente ti trasformano.

Non credo sia un processo attivo, non è che dici “adesso voglio imparare qualcosa da questo personaggio”. Succede e basta. Ti accorgi che, dicendo le battute di qualcun altro per tanto tempo, scopri lati di te che non conoscevi.

Le canzoni per me funzionano allo stesso modo. Mi aiutano a capire come penso davvero rispetto a certe cose, a emozioni che magari non avevo ancora affrontato. Alcuni brani nascono da appunti concreti, altri invece arrivano quasi dall’inconscio. È come se scrivessi qualcosa prima ancora di averlo capito completamente.

Se dovessi trovare un filo conduttore che unisce tutte le tracce di 11 Volte, quale sarebbe?

Credo che la parola giusta sia curiosità. Sono una persona molto curiosa e questa caratteristica, nel bene e nel male, mi accompagna sempre. A volte mi ha portato anche a prendere degli schiaffi, perché per curiosità ci si mette spesso nei guai.

Però io voglio vivere così: voglio provare, voglio capire, voglio attraversare i sentimenti fino in fondo. Ho quasi una fissazione per i sentimenti: mi piace abitarli, mi piace essere felice, ma anche essere delusa, crescere, cambiare.

Non ricerco la tranquillità. Forse questo è il vero filo conduttore del disco: un’instabilità dentro la quale sentirsi scomodamente comodi. È lì che mi riconosco davvero.

Amico Lontano, presentato a Sanremo Giovani, è un brano molto intimo e delicato. Quanto è stato difficile metterti così tanto a nudo?

È stato difficile perché quel brano nasce da una zona molto fragile. Non è una canzone costruita razionalmente, ma nasce quasi da parole uscite da sole, da una poca consapevolezza iniziale.

Parla di temi molto forti come la morte, la scomparsa, l’abbandono, la solitudine, però lo fa con uno sguardo quasi infantile. Mi interessava raccontare la perdita vista attraverso gli occhi di un bambino, con quella semplicità che però spesso fa ancora più male.

La parte più complicata è stata portare tutto questo in televisione, perché la televisione richiede una certa energia, una certa presenza scenica. Trovare un equilibrio tra quella delicatezza e la necessità di essere incisiva è stata la vera sfida.

Serratura è una delle focus track dell’EP. Cosa racconta questo brano?

Serratura racconta una cosa molto precisa: quella voglia fortissima di sapere tutto e, subito dopo, il desiderio di poter tornare indietro nel tempo e non aver scoperto niente.

È sempre la mia solita curiosità che mi porta a fare domande di cui, in realtà, non volevo davvero la risposta. È una canzone che parla di verità difficili, di quelle porte che sai che forse non dovresti aprire, ma che apri comunque.

Mi piace perché racconta un episodio duro, ma lo fa con una leggerezza quasi pazzoide, con un’energia molto incisiva. Musicalmente è stato un colpo di fulmine: già dal primo giorno in studio con Erin e Fares ho capito che questo pezzo aveva qualcosa di speciale. È uno di quei brani a cui vuoi bene subito.

Quanto sei intervenuta nel processo di produzione del disco?

Molto, anche se all’inizio ero completamente inesperta. Quando sono entrata per la prima volta in studio, il computer con tutte quelle tracce aperte mi sembrava quasi un oggetto alieno. Pensavo: “Ma adesso cosa facciamo davvero?”.

Valerio Smordoni è stato fondamentale perché mi ha insegnato proprio questo: come si costruisce una produzione, come si traduce un’emozione in suono. Gli devo tantissimo.

Io ero arrivata con una demo piano e voce di 11 Volte e gli avevo detto semplicemente: “Io ho bisogno di sentirmi così quando ascolto questa canzone”. Lui è una persona molto sensibile, molto emotiva, e riesce a cogliere subito la linea di un brano.

Abbiamo trovato insieme il mio suono, e questo per me è stato importantissimo. Poi con Erin, su Serratura, è arrivato un approccio più ruvido, più spigoloso, che mi ha divertito tantissimo. Sono stati incontri diversi, ma tutti fondamentali.

Guardando al futuro: se ci incontrassimo a maggio 2027, quale traguardo musicale vorresti aver raggiunto?

Vorrei tantissimo aver fatto un live mio. È il desiderio più forte che ho in questo momento. Mi piacerebbe costruire un concerto mio, uno spazio completamente mio dove poter raccontare queste canzoni dal vivo e incontrare davvero le persone attraverso la musica.

Credo che il palco sia il posto in cui tutto prende davvero senso, quindi sì: tra un anno spero di poterti dire che quel live è successo.

📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”

🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.