Intervista al cantautore e produttore romano classe 2000 Leonardo de Andreis, artista virale grazie al suo brano Soltero, diventato un inno alla libertà personale e al riscatto.
Volto noto alla televisione grazie alla sua partecipazione nel 2018 a Sanremo Young, non ha permesso che la sua disabilità motoria fermasse la sua musica, e la sua determinazione gli sta ora permettendo di mettere al centro la sua arte oltre ogni barriera.
Intervista a Leonardo de Andreis
Ciao Leonardo, per noi è un grande onore averti qui. Diamo subito qualche numero: sono più di 40 milioni le visualizzazioni di Soltero, giusto?
Sì, adesso nemmeno io ricordo molto bene però da quello che mi ricordo sono più di 40 milioni. Sono per me un regalo gigantesco questi risultati che stanno arrivando, sono veramente grato di tutto.
Secondo te, dunque, che peso ha la musica nelle piattaforme social?
La musica nelle piattaforme social attualmente ha un ruolo molto significativo perché è quello che delinea l’aspetto discografico e anche il contesto storico musicale in cui ci troviamo.
Hai ragione, infatti molte star che vediamo sul palco dell’Ariston in questo Sanremo 2026, vengono da un percorso prima sui social. E, stando su Sanremo 2026, c’è qualcuno per cui fai il tifo?
Sì, assolutamente io faccio il tifo per le Bambole Di Pezza. Mi piace molto il messaggio che lanciano, un messaggio che io condivido in pieno. Sono perfettamente d’accordo con la loro filosofia e con la loro idea, anche trasposta in termini musicali.
E poi musicalmente sono fortissime.
Sì, sono veramente brave. “Resta con me”, il pezzo che portano al Festival ha quel mi bemolle maggiore incisivo che ti resta proprio in testa, da lì inizia una progressione armonica fantastica.
Dal punto di vista musicale, c’è qualche faro a cui guardi, qualcuno che nella tua produzione musicale cerchi di portare con te?
Nel panorama italiano attuale, se vogliamo parlare anche degli artisti più o meno della mia età, Ditonellapiaga mi affascina molto. Diciamo che la sua musica mi ispira molto, soprattutto brani come “Che fastidio”, che è uno dei miei brani preferiti del Festival, e anche brani come “Spreco di potenziale” sono veramente molto belli perché hanno quest’impronta “soul” che si sposa molto con l’indie-underground. Questo connubio di genere mi piace molto.
Nel mondo della musica italiana hai appunto chiamato in causa Margherita, Ditonellapiaga, mentre dal punto di vista internazionale, a chi guardi?
Dal punto di vista internazionale guardo anche alle grandi icone come The Weeknd, Bruno Mars, e poi il mio idolo in discusso che è Michael Jackson. Quelli, insomma, che continuano a portare avanti quella scuola di pensiero “funk”. Pensiamo che quella che ora viene chiamata “musica soul”, e anche i suoi sottogeneri, vengono alla fine tutte dal jazz, e a loro volta dai canti di protesta che le persone che hanno sofferto e combattuto battaglie importanti, portavano avanti con resilienza. Questo è un messaggio fortissimo che ci viene attraverso la musica.
Prima di lasciarci, ci puoi anticipare qualcosa del tuo prossimo progetto musicale? C’è qualche tappa live in programma?
Sì, farò un grande evento il 5 marzo a Largo Venue a Roma, vi aspetto non vedo l’ora di cantare e di farvi ascoltare la mia musica!
Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Emmanuel Santoro, classe 1991, laureato al Conservatorio di musica di Milano G. Verdi nel 2012, e alla Facoltà Teologica di Milano nel 2015.
Musicista, presentatore e conduttore, ha suonato nei club più rinomati d’Italia, primo tra tutti il Blue Note di Milano, e ha collaborato con diversi artisti di primo piano. E’ stato ospite di numerosi programmi televisivi, tra cui “Fatti vostri” su Rai 2, è spesso apparso sul Corriere della Sera e su testate nazionali. Attualmente è direttore artistico della società di eventi SantoroEvents e speaker radiofonico di RV Radio.
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