Matteo Palermo

“Santi ed Eroi” è il nuovo singolo di Matteo Palermo. Il brano nasce da un arpeggio di chitarra malinconico che vuole raccontare una storia personale importante, un colpo di scena nella vita che cambia e stravolge tutto, perfino ciò che è successo il giorno prima.

Ognuno di noi vive delle perdite. Questa canzone racconta di una perdita particolare per Matteo, quella del suo maestro di chitarra: Nicola Lopez.

Matteo e Nicola dopo i primi anni di insegnamento di Musica superano il semplice rapporto di maestro/allievo e diventano amici fino ad arrivare a suonare anche insieme in un progetto Gipsy Jazz. La condivisone della musica diventa il faro della loro amicizia. A soli 38 anni Nicola purtroppo, prematuramente, scompare per una grave malattia.

“Santi ed Eroi”, vuole essere un gesto d’amore e di gratitudine verso il proprio Maestro. Nicola avrebbe compito 50 anni quest’anno, il 27 maggio.

“Tutta la mia vita è cambiata, prendendo una direzione netta e chiara, da quando ho iniziato a studiare musica con Nicola, non è stato un semplice percorso formativo, di disciplina, è stato un percorso di vita. Nicola non mi ha insegnato solamente a suonare bene la chitarra, mi ha aperto delle prospettive, che in quell’adolescente timido e chiuso che ero, non immaginavo lontanamente esistere. Oggi sono l’uomo che sono diventato, grazie alla Musica e a Nicola, in tutto quello che faccio, dal lavoro, alla famiglia, all’impegno sociale, alla musica. In una società estremamente individualista e narcisista voglio dire “Grazie Nicola”, perché il dono che mi ha fatto è infinito ed io a parte questa canzone cercherò ogni giorno della mia vita di rendere merito a questo suo dono.”

Intervista a Matteo Palermo

Cosa rappresenta il nuovo singolo “Santi ed Eroi” nel tuo percorso artistico?

Rappresenta il punto di arrivo e di inizio della mia nuova maturità da produttore musicale. Ed è rappresentativo che sia arrivata con la produzione di un brano dedicato al mio maestro di chitarra, Nicola Lopez.

Il brano si apre con un arpeggio di chitarra dal sapore malinconico. Come si è sviluppato il processo di produzione del pezzo?

Ho iniziato con un arpeggio di chitarra a cui ho cercato di dare un suono etereo, perché doveva trasportarmi e trasportare l’ascoltatore in un altra dimensione. Mi serviva una melodia semplice, efficace, minore che da sola suonasse bene. Il tema della chitarra l’ho sostenuto con un arrangiamento di synth elettronico che mi ha dato poi l’input per il groove di basso e batteria. Il pezzo è interamente suonato, non ci sono campioni di software di produzione. 

Quanto è difficile raccontare in musica la propria storia personale?

In realtà per me non lo è tanto, nel senso che la consapevolezza del sentimento vissuto durante l’esperienza da raccontare mi aiuta a definire subito il mood. Diverso però, devo dire sinceramente, per questo brano perché Nicola per me ha rappresentato tutto quello che sono oggi e raggiungere la soddisfazione totale di ogni singolo arrangiamento non è stato facile, sono stato molto severo con me stesso. Oggi che lo ascolto non ho nulla da recriminare e questo mi serviva raggiungere.

Quanto è stato importante Nicola Lopez nella tua carriera artistica?

Praticamente lui rappresenta le fondamenta di quello che poi io ho costruito sopra negli anni. 

Qual è l’insegnamento può importante di Nicola che ancora oggi porti con te?

La severità e la serietà nell’approcciare la musica, non tralasciando mai l’aspetto ludico della disciplina. Mi ha insegnato a non fare mai nulla con mediocrità.

In che modo il territorio nel quale sei nato e vissuto ha influito sulla composizione della tua musica?

Il mio territorio poco o niente da un punto di vista della tradizione musicale, molto da un punto di vista umano.

Qual è il ruolo dei social nella diffusione della tua musica?

Prioritario, aiuta parecchio a far conoscere i propri progetti.

Cosa pensi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale applicata alla musica?

Inutile, non arriverà mai a sostituire l’anima di un artista che si traduce in arte. L’intelligenza artificiale puo’ al massimo velocizzare i processi di produzione ma non sostituire quello che sta all’inizio della creazione e che sta nell’anima di un vero artista. Se di arte dobbiamo parlare. Se dobbiamo parlare di performer poi è un’altra storia!

Oggi qual è l’aspetto della tua musica che ti rende particolarmente orgoglioso?

Il fatto di essere totalmente autonomo nei processi di creazione e produzione.

Matteo Palermo, se dovessimo incontrarci tra un anno, quale traguardo vorresti avere raggiunto?

Mi piacerebbe un sacco partecipare a Sanremo!

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