Intervista a Raia che ci racconta “A cuore nudo“, il suo album di debutto disponibile da venerdì 15 maggio per Courage Live/Ada Music. “A cuore nudo” è un progetto intenso e profondamente autentico, che segna un momento di forte maturazione artistica per il cantautore campano. In questa intervista, l’artista ci racconta la genesi del progetto e alcune curiosità sulle canzoni contenute in cui convivono diverse sfumature emotive.
Intervista a Raia, il nuoo album “A cuore nudo“
Cosa rappresenta per te questo progetto?
È il mio primo album, quindi sono emozionatissimo e non vedo l’ora di condividerlo con tutti, questo è ovvio. È un contenitore che racchiude tutto il lavoro discografico che è stato fatto fino ad ora, da quando ho iniziato praticamente, quindi racchiude tantissimo passato ma anche tantissimo futuro.
Come definiresti questo lavoro e, in generale, la tua proposta artistica?
Un lavoro molto vero, pieno di verità, ricco di verità, perché nelle canzoni cerco sempre di mettere quanta più verità possibile per condividere le storie e anche dei feedback con chi lo ascolta.
“Potremmo essere noi” è il singolo scelto per accompagnare l’uscita del progetto. Pensi sia il brano più rappresentativo?
È il brano più rappresentativo per quanto riguarda la maturità di suono che è stata trovata, perché finalmente ho trovato un mio suono insieme anche al mio produttore Spanish, Alessandro Spagnolo. Abbiamo lavorato tanto per trovare questo sound e “Potremmo essere noi” è il brano che più racchiude quella che è la mia idea di suono in generale.
“Le cose semplici son le più belle, si vive per raggiungere anche quelle“, canti in “Cosa siamo per davvero“. Come si può riuscire a raggiungere la semplicità?
Bella domanda, mi hai messo in difficoltà. Per me, alla fine, non è una ricerca vera e propria. Aspetto che le cose accadano e basta, mi lascio trasportare da ciò che succede perché ho imparato che, quanto più vado a ricercare un qualcosa, quel qualcosa non arriva. Ormai è legge scritta per quanto mi riguarda e, quindi, bisogna lasciarsi andare e accogliere ciò che arriva.
“Quadrifoglio” celebra l’errore come guida necessaria. Perché è così importante sbagliare?
Perché sbagliando ho imparato tantissimo, spesso più di quanto io abbia imparato al Conservatorio, a scuola o comunque in posti dove dovrebbero insegnare delle cose. Dagli errori più grandi ho imparato, quindi per me è fondamentale sbagliare.
Perché “la vita è un grande aquilone“, come canti in “Ora“?
Perché non sai mai dove andrai a finire, è proprio come l’aquilone che, quando va in cielo, lo vedi che va a destra e sinistra senza una vera direzione, non c’è una guida vera e propria e, per quanto vuoi dargliela, è impossibile fargliela seguire.
In “Pezzo poetico” parli delle difficoltà che vive oggi un artista emergente e nel ritornello canti “Dammi 8000 e ti faccio sfondare“. Ti è capitata un’esperienza simile e cosa vorresti consigliare a chi si affaccia al mercato musicale?
Mi è capitata più volte una cosa simile, ma penso sia capitata un po’ a tutti quelli che vogliono fare questo mestiere. Il mio consiglio è di non pagare mai tutte queste cifre enormi che ci vengono richieste e, se proprio si vuole iniziare a investire, di farlo con le persone giuste e nel modo più giusto possibile, facendosi consigliare da persone molto fidate.
Il brano che mi è piaciuto di più del disco è “Caro bimbo“, un messaggio di speranza rivolto a un bambino che è simbolo del futuro e trovo sia un pezzo di grande levatura autorale. Cosa vorresti dire al te bambino?
“Caro bimbo” è partita proprio come un messaggio al me bambino e quello che vorrei dirgli è di continuare sempre a credere in se stesso. Può sembrare una cosa detta e ridetta ma è vera, è veramente importante credere sempre in se stessi e credere sempre in quello che si vuole fare. Questo album esiste perché io sono andato fino in fondo, non mi sono fermato a quando mi hanno detto “guarda, questo potrebbe essere giusto per il mercato, questo un po’ meno…” e me ne sono un po’ fregato del mercato, seguendo la mia visione.
Alcune canzoni sono state scritte nel 2022 e altre solo pochi mesi fa, quindi è un album, come hai già accennato, nato da una lunga distanza temporale. Cos’è cambiato in questo arco di tempo?
C’è sicuramente più maturità a livello di scrittura, la ritrovo. Infatti, ascoltando alcuni brani un po’ più vecchi, dico che avrei potuto scrivere una cosa diversa. Però, alla fine, li ho inclusi comunque quei brani perché, come ti dicevo, per me sbagliare è importantissimo. Magari, per qualcuno, non ho sbagliato in qualche brano specifico, ma ci sono delle cose che io ritengo che potevano essere fatte meglio e, nei brani successivi, ritengo poi di averle fatte meglio, quindi è come se fosse proprio una sorta di crescita questo album e, essendo il primo, ci tenevo appunto a racchiudere proprio tutto. Non volevo lasciare nessun brano fuori.
Nel tuo curriculum ci sono diverse aperture dei concerti di Fabrizio Moro nei principali palazzetti italiani. Chi è per te Fabrizio e cosa hai imparato dall’incontro con lui e con il suo pubblico?
Fabrizio è per me una persona importantissima dal punto di vista del mio percorso perché mi ha dato tanto, mi ha permesso di crescere tanto e di allargare tantissimo il bacino d’utenza, quindi gli devo tanto anche umanamente perché è proprio una persona fantastica, ha un cuore enorme. A parte la sua penna che, per me, in tutta Italia non c’è storia, mi ha insegnato veramente tanto.
Nel 2023 sei stato scelto dalla produzione dei Coldplay per il video-tributo a Napoli girato allo Stadio Maradona. Cos’ha significato per te rappresentare la tua regione in una situazione così importante?
Lì per lì non ci credevo, mi avevano detto che dovevo andare in Piazza del Plebiscito per girare una scena, poi mi sono trovato lì la troupe e sono rimasto scioccato quando poi è stato pubblicato il documentario. È stata una delle esperienze più belle della mia vita e sono onorato di essere in un video che celebra Napoli peraltro dei Coldplay che sono la mia band preferita in assoluto.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sicuramente tantissima promozione, cercherò di suonare live quanto più possibile per spargere l’album quanto più possibile.

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
