Intervista a Simonetta Spiri che ci racconta la sua scelta di pubblicare una cover di “Pianeti“, una delle canzoni più note del repertorio di Ultimo. Questo suo omaggio al cantautore romano, disponibile da venerdì 19 giugno sulle piattaforme digitali, è prodotto dal fedele collaboratore Kikko Palmosi, è disponibile anche su YouTube con un video girato in Sardegna e anticipa una serie di altri omaggi che Simonetta pubblicherà nei prossimi mesi.
Intervista a Simonetta Spiri, il nuovo singolo “Pianeti”, cover di Ultimo
Com’è nata l’idea di questo omaggio?
Ho sempre desiderato di reinterpretare questa canzone che ho sempre amato fin dal primo momento in cui l’ho ascoltata e quest’anno mi sono trovata al piano con Kikko Palmosi, il produttore artistico di tutti i miei progetti passati che è sempre presente nella mia vita perché siamo molto amici, stavamo suonando dei brani e gli ho confessato questo mio desiderio di reinterpretare “Pianeti” in una versione tutta mia, intima, completamente personale, al piano e così è nata l’idea. Inizialmente doveva essere un dono per i social, invece ci ha talmente travolto che abbiamo deciso di pubblicarla anche sulle piattaforme digitali perché il brano è veramente bello e ha una storia in cui penso che ognuno di noi si possa ritrovare. Io mi ci sono ritrovata in particolar modo, penso di averla reinterpretata con tutta l’anima e spero che sia piaciuta.
Quello che mi ha colpito di più di questa rilettura è che la tua interpretazione è talmente sentita da farla quasi sembrare una tua canzone. Perché, per te, è così importante “Pianeti“?
Ci sono diverse canzoni di Ultimo che mi rappresentano tanto, perché la sua musica ti arriva dritta al cuore. Lui è un artista veramente sincero e di questi tempi ce ne sono pochi di artisti così. È proprio per questo che lui è così speciale, perché non ha filtri e non segue le mode. Essendo io una persona molto sensibile, mi sono ritrovata tanto in queste parole perché è stata una sorta di auto-dedica per me; io aspetto sempre quella parte di me che è sempre stata quella parte che mi ha salvata in tanti momenti della mia vita, quella più sognatrice, quella bambina che ha sempre guardato le stelle e io continuo ad aspettarla anche se i tempi sono cambiati. La vita, con le sue varie difficoltà e le sue grandi bellezze, non sarebbe vita se non ci fossero momenti di gioia estremi ma anche momenti di sconforto e, in questa canzone, ho ritrovato tanto del mio vissuto e quella voglia di aspettarmi ancora in quel mood sognante. Infatti sono andata in un luogo che mi ha riportata indietro nel tempo per ritrovare quella parte bambina di me ed è proprio la location dove abbiamo girato il video.
Che è l’Argentiera in provincia di Sassari. Vuoi raccontarmi perché hai scelto questo luogo?
Questo è un luogo per me particolare, se io fossi un luogo probabilmente sarei esattamente questo posto, l’Argentiera con la forza delle sue rocce e la profondità del mare. È un luogo molto misterioso e spirituale e io ci sono legata tantissimo perché, nel periodo della mia infanzia, i miei genitori mi portavano sempre lì la domenica. Mi ricordo che arrivavo e vedevo questo panorama immenso seduta sulle spalle di mio padre e, quindi, ogni volta che ritorno lì per ritrovare soprattutto quella parte di me stessa che più mi fa star bene, quella più autentica della Simonetta radicata nella sua terra e nelle sue radici, è come se il tempo si fermasse. Non è una zona della costa molto frequentata, rimane molto selvaggia e, probabilmente, la amo anche per il fatto che sia ancora incontaminata dai social, da tutta quella parte commerciale che coinvolge sempre le zone turistiche della nostra terra.
Hai già accennato a cosa ti piace di Ultimo, ma vorrei farti aggiungere anche qualcos’altro. Cos’ha, per te, lui di diverso rispetto all’attuale panorama musicale?
Lui è unico nel suo genere, nel suo stile, nella sua sincerità artistica, nel suo modo di interpretare. Fa tutto senza una costruzione. Lui arriva lì sul palco ed è sè stesso. Ti racconta della sua vita ma, allo stesso tempo, fa ritrovare anche te in quello che lui canta. Attraverso le mie canzoni tu puoi ritrovarti, puoi star meglio e per me la musica è questo: una vera e propria cura dell’anima. Nonostante l’attuale mercato musicale non segua una scia che io ami particolarmente, quel poco che nella musica italiana mi lascia le mie emozioni vive è proprio la musica di artisti come Ultimo e, quindi, io credo che sia la sua semplicità unita alla sua sincerità – perchè, nel bene e nel male, lui è sempre sincero sia musicalmente che, da quello che appare, anche umanamente – ad avermi colpita fin da subito. Io lo seguo da quasi dieci anni, da quando lui non aveva ancora partecipato a Sanremo Giovani con “Il ballo delle incertezze” e mi dicevo sempre che questo ragazzo non poteva non arrivare perché l’ho trovato troppo forte fin da subito e, da lì, non l’ho più lasciato. Le sue canzoni mi accompagnano nella quotidianità ed ero indecisa se reinterpretare “Pianeti” o “Farfalla bianca“.
Cosa ti piacerebbe che apprezzasse lui di questo tuo omaggio se dovesse ascoltarlo?
Io l’ho fatto semplicemente per la mia ammirazione nei confronti di questo artista e perché credo che agli artisti faccia piacere sapere che un altro artista abbia trovato tanto di sé stesso in una loro canzone. Spero che sia stata un’interpretazione degna di un’approvazione anche da parte dell’artista che l’ha scritta perché ho cercato di rispettare il più possibile il brano e di mantenerlo uguale all’originale senza cambiare niente. Ho semplicemente cantato al femminile perché ho cercato di indossarlo completamente. Non so se Ultimo riuscirà mai ad ascoltarla perché avrà miliardi di tag e di messaggi da tutti i suoi fan però, in ogni caso l’ho fatto perché amo le sue canzoni a prescindere dal fatto che possa arrivargli questo mio omaggio o no.
Annunciando questa uscita, hai pubblicato sui tuoi social un discorso molto intenso in cui, tra le tante cose, dici che “il dolore può mutare in forza, in arte, in un fiore che rinasce“. Chi e cosa ti ha aiutato a trasformare il tuo dolore?
Ciò che può far mutare in forza e in arte un dolore grande come nel mio caso è proprio la forza nel continuare a vivere le proprie passioni senza farsi mai scoraggiare da ciò che sono le correnti attuali. Quindi io vivo per la musica perché per me è una cura per l’anima, per la natura perché ho una passione grandissima nei confronti degli animali, dei fiori e del mio giardino, e per le persone che ho accanto e che amo e che mi danno la forza di non mollare e di trasformare anche un dolore in arte. Io continuo a vivere, continuo ad amare la mia vita proprio per chi amo, per coloro che sono qui, che mi stanno accanto e per coloro che mi guardano da lassù, dietro quella grande ruota.
L’anno prossimo saranno 20 anni esatti dalla tua partecipazione ad Amici e, quindi, ti chiedo di fare un veloce bilancio di quello che è successo in questo periodo. Sei orgogliosa di quello che hai fatto, hai dei rimpianti, vorresti cambiare qualcosa, sei serena oggi…?
È assurdo pensare che siano già passati vent’anni, ma io sono contenta di tutto quello che ho fatto e di come è stato. Non so se definirlo un rimpianto, ma io ero molto timida e bloccata quando ho partecipato ad Amici e questo non mi ha dato la possibilità di dare sempre il massimo in puntata e questo è un po’ il rimpianto che mi porto sempre dietro però, col tempo, ho imparato ad amarlo questo lato del mio carattere perché è giusto così. Poi, tutto quello che è accaduto dopo grazie a questo talent, mi rende orgogliosa perché ho avuto la possibilità di fare un grande percorso artistico da indipendente che mi lascia dei ricordi fantastici. Ora come ora ti posso dire che sì, sono serena, sono felice di come la mia vita sia proseguita a prescindere da quello che possa essere il mio percorso musicale. Io continuo a vivere con la musica al mio fianco, ma non vivo più di musica perché, se fossi rimasta in un ambiente che non mi apparteneva più, probabilmente non avrei avuto la mia crescita e non avrei avuto questa serenità che vivo oggi. Quindi sono contenta di vivere la musica come una passione e con una totale libertà di espressione. Questa cover di Ultimo, ad esempio, è un regalo che ho voluto fare davvero a me stessa per cui ci sono sì dei rimpianti, ma sono comunque contenta di come le cose siano andate e non rimpiango soprattutto le mie scelte. Sono molto orgogliosa di ogni scelta che ho fatto pur di rimanere fedele a me stessa. In tanti momenti della mia vita mi sono ritrovata con le spalle al muro e ho dovuto scegliere per me stessa e sono contenta così.
Prima abbiamo fatto qualche passo indietro e adesso chiudiamo guardando avanti. Questa cover è un unicum oppure ci sarà un progetto più ampio con altri omaggi ad artisti che ami?
Io ho pensato di rappresentare alcune fasi della mia vita proprio con alcune cover. La prima è, appunto, “Pianeti” perché parte tutto da lì. La prima volta che l’ho ascoltata era nel 2017 e, in quell’anno, io ho ricominciato una nuova vita e, quindi, con questa canzone si è aperto un nuovo sipario della mia esistenza e della mia consapevolezza anche musicale. Nei prossimi mesi andrò avanti a pubblicare delle cover che hanno accompagnato il mio percorso di vita e mi piacerebbe reinterpretarle sempre con rispetto e vedere se al pubblico piacciono. Devo dire che con “Pianeti” il riscontro è stato oltre le mie aspettative, non mi aspettavo tutto questo affetto e sono molto contenta anche perché non c’è stata alcuna promozione, non c’è neanche un comunicato stampa e ho provato a diffonderla solo attraverso i pochi social che ho.

Classe ’92, ho iniziato a scrivere di musica nel 2020 aprendo un mio blog con cui ho catturato le primissime attenzioni di artisti e addetti ai lavori, in particolare di Kekko Silvestre dei Modà, la persona che, più di tutti, mi ha spinto a credere in questa strada. Dal 2022 ho, quindi, iniziato a collaborare con due siti di informazione musicale focalizzandomi su recensioni, approfondimenti e analisi del settore
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