Intervista ad Alfa, che con il nuovo singolo Il Filo Rosso racconta la storia di due persone che si sono amate intensamente, ma che alla fine si sono lasciate. Una dinamica che riesce a toccare l’animo di chiunque l’ascolti e che ha catturato il pubblico già a partire dalla prima strofa.
Intervista ad Alfa, il nuovo singolo “Il filo rosso”
Ciao Alfa. Il 2024 è stato un anno di grandi successi per te. Cosa rappresenta il nuovo singolo, “Il Filo Rosso”, alla luce di questo periodo così impegnativo?
Beh, questo è stato davvero l’anno della svolta per me. Avevo un sacco di pezzi pronti, e sentivo il bisogno di arricchire i concerti nei palazzetti con una nuova canzone. È da un po’ che volevo pubblicare una ballad seria, e così è nato “Il Filo Rosso” giusto un mese fa. È stato tutto molto veloce tra la creazione e l’uscita.
Una delle particolarità del brano è la sua capacità di raccontare il percorso di due persone che passano dall’essere sconosciuti a innamorati e poi di nuovo sconosciuti. Hai anche coinvolto i tuoi fan in modo molto particolare per annunciare il singolo. Com’è nata questa idea?
È stato tutto molto spontaneo. Dopo Sanremo, sentivo che tutto stava diventando molto più serio, forse troppo strutturato, e questo mi annoiava un po’. Così ho fatto una diretta su Instagram, facendo ascoltare “Il Filo Rosso” quando non era neanche finito, solo una strofa e un ritornello. Non mi aspettavo che entrasse così nelle emozioni delle persone. I fan mi hanno anche aiutato a finire il pezzo. Direi che è stato un vero e proprio lavoro di squadra.
Hai un rapporto molto speciale con i tuoi fan, dimostrato anche in passato. Cosa ti ha spinto a coinvolgerli in modo così attivo?
È nato tutto in maniera naturale. Non avevo pianificato di coinvolgere i fan così tanto, ma la loro risposta è stata incredibile. È sempre bello quando il pubblico risponde in questo modo. Mi piace essere diretto e sincero con loro, e credo che apprezzino questa trasparenza.
Abbiamo notato un cambiamento nel tuo approccio vocale dopo Sanremo…
Assolutamente. Ho studiato molto e continuo a farlo. Quando ho iniziato sei anni fa, non sapevo quanto fosse impegnativo questo lavoro. Ora mi sto concentrando molto sul miglioramento tecnico, sia nel canto che nel suonare strumenti. Voglio alzare il livello e penso che il pubblico possa notare questa crescita.
Prima parlavamo di quanto sia importante la tua interazione sui social. Tu hai trovato un modo per usarli senza farli sembrare solo uno strumento di marketing. Come vedi il ruolo dei social nella tua carriera?
I social sono il mio modo di comunicare. Purtroppo, in Italia c’è ancora questo pregiudizio: se sei molto attivo sui social, allora sei più un influencer che un artista. In realtà, tanti grandi artisti internazionali li usano in modo simile. Io cerco solo di essere sincero e farli diventare un’estensione del mio messaggio musicale.
Ora sei pronto a partire con il tour nei palazzetti, ma prima ci sarà una tappa a Londra. Cosa significa per te esibirti in una città come Londra?
Londra rappresenta un traguardo importante, anche se sarà un piccolo club per la comunità italiana. Mi piacerebbe che fosse un primo passo per un eventuale tour europeo. È bello poter portare la musica italiana anche fuori dai confini.
E cosa possiamo aspettarci dal tour nei palazzetti?
Sarà completamente diverso rispetto alla prima tranche. Ho imparato molto dai primi live nei palazzetti, e voglio cambiare molte cose. Chi è venuto al primo Forum non vedrà lo stesso show al secondo. Mi piace stimolarmi artisticamente e offrire sempre qualcosa di nuovo.
Qui il calendario del tour nei palazzetti e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
Nella canzone hai fatto riferimento alla tua Genova e agli “Angeli del Fango”. Quanto è importante per te parlare della tua terra nelle tue canzoni?
Genova è parte di me. Nel 2011, quando c’è stata l’alluvione, ho partecipato con altri ragazzi per dare una mano. Mi ricordo quel senso di collettività, di orgoglio. Mi sembrava giusto raccontarlo in una canzone. Genova ha una relazione difficile con la pioggia, ed è una ferita che fa parte della nostra storia.

Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
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