Angelica Bove

Intervista ad Angelica Bove che, dopo il lungo percorso di Sanremo Giovani, ha conquistato un posto tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2026.

Prodotto da Federico Nardelli, che ne è anche autore insieme a Matteo Alieno e alla stessa Bove, “Mattone” è un brano introspettivo che racconta con sincerità il peso delle emozioni, la fragilità dei momenti più bui e la volontà di imparare a convivere con il dolore. Un racconto personale e profondo che ha trovato un forte riscontro di pubblico e critica, arrivando fino alla #1 della Viral 50 Italia di Spotify.

Nel corso di Sanremo Giovani, il brano è stato anche protagonista di una intensa performance orchestrale live con l’Orchestra e il coro del Conservatorio “Luigi Boccherini” di Lucca, diretta e arrangiata dal Maestro Valeriano Chiaravalle, che ha messo in luce nuove sfumature interpretative e amplificato l’impatto emotivo del pezzo.

Con un timbro graffiante e profondo, Angelica Bove esprime attraverso la sua voce tutto ciò che vive in maniera intensa e autentica. Le sue canzoni si muovono su melodie delicate, ma al contempo grintose, e raccontano storie ed esperienze di vita in cui ciascuno può ritrovare una parte di sé, elemento che le permette di connettersi profondamente con il suo pubblico.

E’ uscito anche il video orchestrale di “Mattone”, in una versione live suggestiva e toccante eseguita con l’Orchestra e il coro del Conservatorio di Musica “Luigi Boccherini” di Lucca. Questo progetto nasce dall’incontro tra la voce intensa di Angelica e la potenza espressiva di un ensemble orchestrale di altissimo livello, sotto la guida artistica e la direzione del M° Valeriano Chiaravalle, figura di spicco nel panorama musicale italiano.

La performance è stata registrata in un’atmosfera magica: luci soffuse, candele accese e un setting che esalta la profondità del brano, trasformando Mattone” in un’esperienza visiva e sonora che va oltre la semplice esecuzione musicale. Grazie all’orchestrazione del Maestro Chiaravalle, tra i più autorevoli direttori e arrangiatori italiani, con una lunga esperienza anche al Festival di Sanremo, la versione orchestrale mette in luce nuove sfumature della composizione, amplificando il suo impatto emotivo.

Intervista ad Angelica Bove, in gara a Sanremo 2026 tra le Nuove Proposte

Angelica, innanzitutto complimenti! Ora sei ufficialmente nella sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2026. Quali emozioni stai vivendo in questo momento?
È difficile da spiegare: emozione, confusione… sto ancora realizzando tutto, ma mi sento bene, felice e soprattutto grata. Ogni esibizione del percorso è stata più bella ed emozionante dell’altra, e il pensiero di essere arrivata fino a qui mi lascia davvero senza parole.

Durante il percorso di Sanremo Giovani, hai percepito una certa pressione, dato che ti è stato più volte detto che la tua canzone era perfetta per l’Ariston?
In realtà, quei commenti sono stati solo una coccola. La pressione vera era legata al dubbio di non essere capita. Alla fine, però, tutto è andato oltre ogni aspettativa: essere selezionata e percepire che il mio brano è arrivato al pubblico è stata una gioia immensa.

Il tuo brano “Mattone” nasce da esperienze personali e da un dolore molto intimo. Quanto è stato difficile trasformarlo in una canzone da condividere con gli altri?
È stata la prima volta che accadeva una cosa del genere per me. Trasformare un’esperienza così personale in musica è stato magico e unico. Non mi aspettavo un riscontro così positivo: sapere che tante persone si sono ritrovate in questo pezzo è incredibile e davvero gratificante.

“Mattone” è arrivato in cima alla viral di Spotify, cosa significa per te questo riconoscimento?
Significa che la canzone ha davvero trovato un pubblico. È incredibile constatare che un brano così intimo possa connettersi con così tante persone. Questo risultato è anche un segno che portare sul palco se stessi, senza compromessi, funziona.

Come Matteo Alieno e Federico Nardelli hanno contribuito alla scrittura e alla realizzazione del brano?
Sono fondamentali. Nella mia confusione creativa, loro organizzano i miei pensieri, li trasformano in testi e musica. Grazie a loro sto diventando più chiara dentro di me e riesco a esprimere ciò che voglio dire in modo autentico. La loro capacità di valorizzare la mia personalità senza snaturarmi è qualcosa di straordinario.

La tua interpretazione vocale è una delle caratteristiche più apprezzate. Come lavori su questa dimensione per renderla sempre più originale?
Non è un lavoro forzato, nasce dal vivere e contemplare la vita. Chiudo gli occhi, mi immergo dentro di me, assorbo tutto ciò che mi circonda. In questo modo, la mia interpretazione diventa autentica e spontanea, perché viene direttamente dall’esperienza e dalla percezione del mondo.

Federico Nardelli è stato definito da te un “chirurgo della musica”. Cosa intendi con questo?
Federico è incredibile nel curare ogni dettaglio, ma con purezza e leggerezza. È come un bambino che crea musica senza perdere professionalità: il suo lavoro insieme a Matteo garantisce qualità altissima in tempi rapidi, senza mai snaturare l’artista.

Il brano è stato anche arrangiato con orchestra e coro. Cosa hai provato ascoltando questa versione orchestrale?
È stato incredibile, sono entrata in un’altra dimensione. È stata un’esperienza quasi derealizzata: sentire la mia canzone così arricchita mi ha emozionato profondamente, mi ha fatto sentire parte di qualcosa di più grande e potente.

Un messaggio finale ai tuoi fan e al pubblico che ti seguirà a Sanremo 2026?
Voglio solo ringraziare tutti: essere qui è un sogno che diventa realtà, e spero che la mia musica possa arrivare al cuore di chi ascolta, così come “Porti Mattone” ha fatto con me e con il mio team.

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