Vittorio Poli

La nostra intervista a Vittorio Poli in occasione dell’uscita del singolo “stronza, fuorisede, bolognese”, un brano che racconta uno spaccato di una quotidianità fatta di cose semplici in cui ci si può ritrovare.

Abbiamo incontrato il giovane cantautore napoletano classe 2000, per approfondire la conoscenza della sua visione artistica.

Intervista a Vittorio Poli

Partiamo da “stronza, fuorisede, bolognese”, com’è nato questo pezzo? 

«È nato come nascono quasi tutte le canzoni: sul divano, pensando a quanto è buona la lasagna di Sfoglia Rina (buonissima)».

Dal punto di vista musicale, che tipo di lavoro c’è stato dietro la scelta del sound? 

«Davide – il produttore – ed io volevamo rispettare la “quotidianità” raccontata nel  brano e abbiamo optato per una scelta del sound molto “asciutta”, come fosse tutto  suonato negli anni 70. Anche se ho meno ricci di Battisti, lo so».

È un brano che contiene sia riferimenti alla tradizione che elementi contemporanei e moderni. Ti piacerebbe con la tua musica riuscire ad unire le generazioni e rappresentare  una sorta di ponte tra la new school e la old school? 

«Certo! Sarebbe magnifico. Se poi per old school intendiamo la mia generazione e per new school quella dei  bambini nati dal 2016 in poi, meglio ancora».

Vittorio Poli

Di questo pezzo colpisce il tuo stile di scrittura, molto ben a fuoco. Che tipo di approccio riservi nei confronti dei testi e della struttura di una canzone? 

«Dico sempre la verità, soprattutto quando mi fa sentire un poco scemo».

Quali sono i commenti e i feedback che hai ricevuto in questi giorni dopo l’uscita e che ti hanno maggiormente colpito? 

«Che mamma teneva proprio ragione».

“stronza, fuorisede, bolognese” è il secondo singolo che pubblichi con Artist First dopo  “Santa Maria”. Come ti trovi in questa collaborazione? 

«I ragazzi di Artist First sono in gamba, gli voglio un sacco bene, e spero pure loro a  me. 5 stelle su Trip Advisor».

Come te lo aspetti il 2024 alle porte e cosa dobbiamo aspettarci dai tuoi prossimi progetti? 

«Il 2024 sarà un anno bello – lo dico ogni fine dell’anno ma non ho idea se abbia mai  funzionato – pieno di musica nuova nuovissima e verissima. Forse anche un progetto di più tracce. Che poi si chiama album. O Ep. Dipende. Vediamo cosa dice il meteo e decidiamo».

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