La nostra intervista ad Angelica Schiatti, in arte Angelica, alla vigilia dell’uscita di “Sconosciuti Superstar”, disponibile negli store digitali e tradizionali da venerdì 8 marzo per Factory Flaws, distribuito da The Orchard.
Si tratta del terzo album solista della cantautrice brianzola, scritto con la partecipazione di Calcutta e di Domenico Finizio dei Tropea, e arriva dopo “Quando finisce la festa” del 2019 e “Storie di un appuntamento” del 2021.
Intervista ad Angelica
Queste undici tracce sono state scritte con la partecipazione di Calcutta e con Domenico Finizio, come si è svolto il processo creativo di questo tuo terzo album?
«Il processo creativo è stato molto semplice, perché è nato tutto da sola, davanti al mio computer con la tastiera, il pianoforte, la chitarra, quindi il mio studiolo, in casa. Dopodiché si sono aggiunte delle persone, tra cui appunto Edoardo e Domenico, ma anche Pietro Paroletti e Giacomo Ericchi. Questa è stata una fortuna, perché è sempre bello vedere come le altre persone interagiscono con quello che hai fatto. Questo modo di lavorare rispecchia molto quello che sono diventata oggi».
Hai raccontato che quando hai iniziato a scrivere questo disco eri arrabbiata, persa, confusa e che, alla fine, ti sei riscoperta una persona nuova. Quanto hai dovuto scavare dentro di te, in profondità e a mani nude, per arrivare a questa consapevolezza?
«Tantissimo, c’è un pezzo dove dico “hai mai toccato il fondo, io ancora sto scavando con le mani”. Francamente, pensavo di non essere in grado. In realtà, mi ritengo una persona molto insicura, forse potrei addirittura usare un “ero” una persona molto insicura. Ho imparato a superare tantissime insicurezze, ad accettarmi molto di più, a non avere paura di esprimermi. Quindi, ho scavato veramente tanto ed è stato un processo doloroso ma molto meno rispetto a quanto potessi immaginare».

“Sconosciuti superstar” si presta molto alla dimensione dal vivo, che più volte hai dichiarato essere il tuo habitat ideale. Possiamo definirlo come un disco ben proiettato per i live?
«Sì, sono felice anche perché questo disco ce l’ho nelle orecchie da tre anni, quindi la vera novità per me saranno i concerti. A me fa tanto bene cantare, mi piace anche tutto quello che precede il concerto, prove comprese e tutta la condivisione con i musicisti. Lo vivo come un momento divertente, anche se in alcuni frangenti può apparire stancante o pesante, insomma con tutti i pro e con tutti i contro, mi piace condividere quello spazio e quel tempo con persone che stimo sia professionalmente che umanamente».
Per concludere, quali elementi e quali caratteristiche ti rendono orgogliosa di questo album?
«Sicuramente la scrittura mi soddisfa molto, perché dentro di me ho notato un cambiamento. Mi piace il fatto che sia un disco libero. Ero molto legata al concetto di album con un sound che fosse coerente, ma questo comportava una perdita di spontaneità. Con “Sconosciuti superstar” ho mantenuto un fil rouge, ma c’è anche molta libertà. Si passa da tracce con strumenti più sintetici a vere e proprie ballate, in più ci sono tanti pezzi up tempo, che in passato ho sempre composto più a fatica. Queste sono le cose che per ora mi sento più vicine e che mi rendono felice».
Videointervista ad Angelica
Nato a Milano nel 1986, è un giornalista attivo in ambito musicale. Attraverso il suo impegno professionale, tra interviste e recensioni, pone sempre al centro della sua narrazione la passione per la buona musica, per la scrittura e per l’arte di raccontare. È autore del libro “Sanremo il Festival – Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (edito D’idee), impreziosito dalla prefazione di Amadeus. Insieme a Marco Rettani ha scritto “Canzoni nel cassetto”, pubblicato da Volo Libero e vincitore del Premio letterario Gianni Ravera 2023.
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