La nostra intervista ai Bachi Da Pietra, in occasione dell’uscita del singolo “Mai fatto 31”, secondo estratto dall’album “Accetta & continua“, fuori per Garrincha Dischi / Sony Music Italy a partire dal prossimo 24 novembre.
Dieci le tracce che compongono il disco, che arriva a due anni di distanza dal precedente progetto. Il risultato sono canzoni che rappresentano un’affermazione indispensabile a proseguire, nonostante tutto, nel mondo. Scopriamone di più direttamente dalla voce dei diretti interessati.
Intervista ai Bachi Da Pietra
“Mai fatto 31” è il titolo del vostro nuovo singolo, un compendio delle vostre esperienze di vita?
«Ma sì, un bel bagno di umiltà è anche doveroso dopo aver sparato sentenze sul resto del mondo, come faccio nel testo della canzone… Mondo di cui probabilmente facciamo parte anche noi. Ma non dirlo a nessuno».
E’ un brano che racconta molto di voi e, proprio per questo motivo, pensate possa risultare identificabile alle orecchie di chi lo ascolta?
«Non puoi mai sapere cosa arriva alle orecchie di chi ascolta, puoi solo sapere cosa esce dalle fauci della bestia, o almeno si spera, se la bestia sei tu. A volte nemmeno in quel caso. Comunque per la bestia che siamo “Accetta & Continua” è la nostra zampata».
A livello sonoro, che tipo di lavoro c’è stato dietro la costruzione del sound?
«Responsabile numero uno del sound è Baco Batelli, che ha registrato e mixato l’album per intero, oltre ad averci messo synth e bassi. Marcello si è rivelato davvero un ottimo affare. Del resto come i Metallica quando hanno preso Trujillo, che gli hanno messo un milione di dollari sul tavolo come bonus all’ingresso, noi gli abbiamo messo un milione di casini e lui è contento ancora adesso».
“Mai fatto 31″ è il secondo estratto dal disco “Accetta & continua”, ci raccontate come si è svolto il processo creativo di questo progetto?
«Abbiamo visto un bagliore immenso e ci è apparso gigantesco “Accetta & Continua”. No scherzo, dopo un annetto abbondante di incubazione nel buio di solito arrivo io con un bel mucchio di canzoni pronte da sgrossare. A questo giro anche Baco Dorella ha proposto ottime basi da cui è nato ad esempio Buster Keaton. Poi Baco Batelli si lavora le muse… Le voci le ha registrate nello studio di Manuel Agnelli con Guido Andreani, gli strumenti un po’ ovunque, nessuno sa dove viva esattamente».
Si tratta del vostro ottavo album in studio, a che punto del vostro percorso sentite di essere arrivati? Come descrivereste questa vostra attuale fase artistica?
«Maturità piena, sbocciati in tutta la nostra bellezza. Non perdetevi l’occasione di beccarci dal vivo fin che stiamo in piedi, che da morti difficilmente ci faranno gli ologrammi. Lo so, dovremmo darci un tono più serioso e meditabondo, conforme allo status di anziani artisti attempati, apparire saggi è molto importante. Per questo siamo impegnati nella lotta alle ingiustizie e nella tutela del Sistema Solare, senza però mai perdere di vista le cose importanti: i Bachi Da Pietra».
Il 24 novembre partirà il vostro nuovo tour che vi vedrà in giro fino alla prossima primavera. Che tipo di spettacolo state allestendo?
«Locusta Booking ha fatto domanda per l’Arena Sphere ma ci dicono che i tempi di attesa sono lunghissimi. Alla mala parata i Rammstein ci prestavano tutto, però riportarlo in Germania dopo ogni concerto veniva scomodo anche per uno come Bruno Dorella. Quindi si farà alla vecchia: stiamo allestendo il magnifico spettacolo di noi, sul palco, che suoniamo i pezzi, dal vivo. Ne sarete meravigliati».
Per concludere, qual è la lezione più importante che sentite di aver imparato dalla musica in questi anni di attività?
«Only the Strong Survive».
Nato a Milano nel 1986, è un giornalista attivo in ambito musicale. Attraverso il suo impegno professionale, tra interviste e recensioni, pone sempre al centro della sua narrazione la passione per la buona musica, per la scrittura e per l’arte di raccontare. È autore del libro “Sanremo il Festival – Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (edito D’idee), impreziosito dalla prefazione di Amadeus. Insieme a Marco Rettani ha scritto “Canzoni nel cassetto”, pubblicato da Volo Libero e vincitore del Premio letterario Gianni Ravera 2023.
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